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Nucleare, le nuove accuse dell’America alla Cina

16 Aprile 2020
Nucleare, le nuove accuse dell’America alla Cina

Secondo un rapporto del dipartimento di Stato il colosso asiatico sta conducendo test sotterranei a bassa intensità in segreto.

Non solo Coronavirus. Non si placa l’attacco americano alla Cina di Xi Jin Ping. Dopo aver incolpato la Repubblica popolare di aver diffuso il Covid-19 causa scarsa sicurezza nei suoi laboratori (leggi gli articoli: Coronavirus: indagine Cnn sul “complotto in laboratorio”; Coronavirus, quell’allarme Usa sui laboratori di Wuhan), ecco che dagli Stati Uniti arriva una nuova accusa a Pechino. Esisterebbe, infatti, un rapporto del dipartimento di Stato americano secondo cui la Cina avrebbe condotto in segreto test nucleari sotterranei a bassa intensità. Ce ne parla una nota dell’agenzia di stampa Adnkronos.

La relazione, come riporta l’agenzia, non offre prove definitive ma si basa su una serie di indizi di attività sospette nel centro cinese per i test nucleari dell’area desertica di Lop Nur. Le accuse, che Pechino ha prontamente respinto, aumentano la tensione bilaterale già alta per la gestione dell’epidemia di Covid-19.

“I possibili preparativi della Cina per utilizzare il suo sito di test di Lop Nur per tutto l’anno, l’uso di camere di contenimento per esplosivi, le estese attività di scavo a Lop Nur e la mancanza di trasparenza sulle sue attività di test nucleari… sollevano preoccupazioni sull’aderenza cinese” all’assenza di test, si legge sul rapporto, che è stato rivelato dal Wall Street Journal. Sia Cina che Stati Uniti hanno firmato nel 1996 il trattato globale sul bando ai test nucleari (Ctbt). Nessuno dei due paesi l’ha però ratificato, anche se entrambi si sono impegnati a non effettuare nuovi test. In assenza della ratifica, non è entrato in vigore il meccanismo di ispezione dei siti sospetti.

Il rapporto Usa accusa Pechino di aver bloccato la trasmissione di dati dai sensori collegati al Ctbto, l’organizzazione internazionale di monitoraggio del trattato. Tuttavia una portavoce di questo organismo ha detto al Wall Street Journal che non vi sono state interruzioni nella trasmissione dei dati delle cinque stazioni cinesi di sensori dal settembre 2019. In precedenza ve ne erano state durante il processo di organizzazione del sistema di monitoraggio.

L’intelligence americana, ricorda il Guardian, aveva sollevato simili accuse lo scorso maggio contro la Russia. E ora potrebbero esserci ulteriori spinte dei falchi dell’amministrazione Trump perché gli americani escano formalmente dal trattato Ctbt e riprendano i test nucleari. Ma la vicenda potrebbe anche essere usata per coinvolgere Pechino nei negoziati sul controllo degli armamenti fra Stati Uniti e Russia per il rinnovo del trattato New Start, che scade a febbraio 2021. La Cina, che ha circa 300 armi nucleari, ha finora respinto ogni proposta di partecipare al negoziato. Il New Start vieta a Mosca e Washington di dispiegare più di 1550 testate nucleari.



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