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Quando è reato protestare contro un pubblico ufficiale?

14 ottobre 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 ottobre 2013



Esprimere il proprio disappunto, o meglio ribellarsi, contro un pubblico ufficiale per un provvedimento (una multa, una sanzione amministrativa, ecc) considerato ingiusto è lecito, ma se si esagera si rischia una pesante condanna penale.

 

A chi non è mai capitato di protestare contro un pubblico ufficiale a causa della rabbia provata per una multa o un altro provvedimento considerato ingiusto? Esprimere il proprio disappunto non è reato, ma se la protesta diventa minacciosa o violenta si rischia di essere denunciati.

Ecco i casi in cui il disappunto diventa reato.

Violenza o minaccia

Il reato di violenza o minaccia a un pubblico ufficiale [1] consiste nel minacciare o costringere con violenza fisica un pubblico ufficiale a fare un atto contrario ai propri doveri o ad omettere un atto d’ufficio.

La minaccia deve avere ad oggetto un male ingiusto, non deve essere generica e deve essere di una gravità tale da essere in grado di costringere il pubblico ufficiale a non adempiere al proprio dovere. Ad esempio, dire ad un agente di polizia municipale: “non mi fare la multa altrimenti vengo sotto casa e ti pesto” è minaccia, mentre non lo sarebbe dire “se mi fai la multa poi vedrai…. il giudice l’annulla di sicuro”.

Sia la minaccia che la violenza sono rilevanti anche se destinate ad un’altra persona diversa dal pubblico ufficiale.

Il reato è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Se la violenza o la minaccia hanno il fine di costringere il pubblico ufficiale a compiere un atto o comunque di influire su di esso la pena è della reclusione fino a tre anni.

Resistenza

Il reato di resistenza a un pubblico ufficiale [2] si distingue dal primo perché in questo caso il fine della violenza o della minaccia non è quello di costringere il pubblico ufficiale a non fare un atto d’ufficio, ma quella di impedirlo. È punita anche la resistenza nei confronti di chi presta assistenza a un pubblico ufficiale su sua richiesta.

È resistenza anche la semplice fuga, a piedi o a bordo di un veicolo, o la resistenza cosiddetta passiva, come ad esempio rimanere fermi o legati a qualcosa per impedire di essere portati via.

La pena prevista è della reclusione da sei mesi a cinque anni.

Oltraggio a un pubblico ufficiale.

Commette il reato di oltraggio a un pubblico ufficiale [3] chi offende l’onore di un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni in un luogo pubblico.

L’offesa può essere generica e deve essere tale da arrecare un danno all’onore e al prestigio della persona o dell’istituzione che rappresenta. Essa deve essere pronunciata durante il compimento di una funzione proprio dell’ufficio. Pertanto non è oltraggio l’offesa diretta ad un pubblico ufficiale che non sta esercitando le proprie funzioni.

Per luogo pubblico si intende anche uno spazio privato ma aperto al pubblico per la funzione a cui è adibito, come ad esempio un centro commerciale o un campo sportivo.

La pena è della reclusione fino a tre anni. Essa è aumentata se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, ma se si dimostra la veridicità del fatto si evita la condanna.

Il reato si estingue se chi ha offeso risarcisce interamente il danno causato alla persona e all’ente di rappresentanza. Questi ultimi si accontentano spesso di una semplice, ma sincera, lettera di scuse.

Altri reati

Nel caso in cui dovessero mancare in concreto alcuni elementi dei reati descritti, è bene ricordare che l’offesa, la violenza o la minaccia possono comunque costituire reati come ad esempio ingiuria, diffamazione, percosse, minaccia, lesioni personali ecc. In questi casi tuttavia si può essere processati solo se la persona offesa presenta una valida querela entro tre mesi.

 

Il risarcimento dei danni.

È bene ricordare che oltre alle pene previste dal codice penale per ciascun reato, chi viene condannato può essere obbligato altresì a versare nei confronti del pubblico ufficiale una somma a titolo di risarcimento del danno, oltre a dover rimborsare le spese legali.

Chi è un pubblico ufficiale?

È pubblico ufficiale [4] chiunque svolge una funzione pubblica attribuita dalla legge. Vi rientrano quindi tutti gli appartenenti ad organi di polizia o militari, i magistrati, i funzionari pubblici, ma anche medici, professori universitari, insegnanti, politici, dipendenti delle Poste ecc. quando svolgono una funzione pubblica.

I reati qui descritti, ad eccezione dell’oltraggio, possono essere commessi anche nei confronti di incaricati di pubblico servizio [5], cioè persone che pur non essendo pubblici ufficiali svolgono un servizio pubblico, come i controllori o gli autisti dei mezzi di trasporto pubblico.

note

[1] Art. 336 cod. pen.

[2] Art. 337 cod. pen.

[3] Art. 341 bis cod. pen.

[4] Art. 357 cod. pen.

[5] Art. 358 cod. pen.

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8 Commenti

  1. Ma la legge 25 giugno 1999, n. 205 (art. 18, comma 1°, Delega al Governo per la depenalizzazione dei reati minori e di modifiche al sistema penale) non ha abrogato, definitivamente, il reato di oltraggio a pubblico ufficiale?

  2. È vero. Il reato è stato però reintrodotto, con modifiche, con la legge n. 94/2009 che ha inserito nel codice penale l’art. 341 bis.

  3. Anzitutto la ringrazio per la prima segnalazione. A causa di un errore di battitura l’art. 358 del codice penale è stato citato come art. 348. Ho provveduto alla correzione. Quanto alle altre ritenute “non attinenze” consiglio una ricerca sul codice penale, piuttosto che su Google. Ancora grazie per la segnalazione.

  4. Salve, tutti parlano di oltraggio a pubblico ufficlale, potrei sapere come comportarmi, al contrario, nei riguardi di un pubblico ufficiale che invece offende per primo verbalmente? mi è capitato diverse volte essere aggredito con frasi tipo “ma che cazzo sta dicendo” o altre offese…come devo comportarmi in quelle occasioni? posso rispondere ad un pubblico ufficiale con altrettante offese, senza ovviamente mai superare un limite o non posso?

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