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Colica renale: ultime sentenze

4 Giugno 2020
Colica renale: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: colica renale; determinazione dell’impossibilità fisica; prova convincente sulla assoluta necessità di recarsi in ospedale; certificato medico attestante la sussistenza di una colica renale.

Diagnosi colica renale

Il legittimo impedimento a comparire dell’imputato, oltre che grave e assoluto, deve presentare il carattere dell’attualità e cioè deve sussistere in relazione all’udienza per la quale egli è stato citato, in quanto l’impossibilità a presenziare alla stessa deve risultare dagli elementi addotti, come non altrimenti superabile.

(La Corte ha ritenuto corretta la motivazione del provvedimento impugnato, per il quale non integrava il legittimo impedimento un certificato medico attestante una colica renale diagnosticata due giorni prima dell’udienza per la quale l’imputato aveva ricevuto la citazione, posto che detta affezione, pur avendo carattere impeditivo, era superabile, con l’ausilio di appositi farmaci, sicché, in difetto di allegate ulteriori complicazioni, non poteva essere considerato come indice di un impedimento ancora in atto alla data dell’udienza).

Cassazione penale sez. V, 14/12/2004, n.3392

Colica renale: riposo e cure

La rimessione in termini – quando il mancato rispetto del termine dipenda da caso fortuito – è applicabile anche nel processo esecutivo, nell’ipotesi di decadenza dell’aggiudicatorio senza sua colpa dal termine impostogli per il versamento del residuo prezzo ai sensi dell’art. 587 c.p.c. in tema di vendita forzata (nella specie, il termine, di trenta giorni, era stato superato d’un sol giorno, e il versamento era stato accompagnato da certificato medico attestante una colica renale che aveva comportato riposo e cure proprio negli ultimi giorni del termine).

Tribunale Terni, 19/05/2005

Colica renale: lo stato di malattia

Con riguardo ad opposizione proposta dopo la convalida di licenza o di sfratto ai sensi dell’art. 668 c.p.c., la impossibilità a comparire dell’intimato (o, se questo si sia costituito, del suo difensore) per forza maggiore può anche dipendere da un malore purché il giudice di merito (con valutazione di fatto, incensurabile in sede di legittimità, se congruamente motivata) accerti, anche avvalendosi delle nozioni di comune esperienza, adeguate per valutare la gravità e gli effetti delle malattie comuni, che tale malore sia stato improvviso ed imprevedibile e che sussista un effettivo nesso di causalità tra lo stato di malattia e la mancata comparizione della parte.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, che aveva escluso la configurabilità sia della forza maggiore che del nesso causale in presenza di una denunciata colica renale verificatasi due giorni prima dell’udienza, ovvero in un lasso di tempo idoneo affinché il difensore della ricorrente potesse provvedere alla propria sostituzione).

Cassazione civile sez. III, 03/08/2005, n.16252

Certificato medico attestante colica renale

È legittimo il provvedimento con cui il giudice di merito – investito di una richiesta di rinvio per impedimento dell’imputato a comparire con allegato certificato medico che si limiti ad attestare l’infermità di per sé non invalidante (nella specie, “colica renale”) e la prognosi, senza nulla affermare in ordine alla determinazione dell’impossibilità fisica assoluta di comparire – abbia ritenuto l’insussistenza del dedotto impedimento e dichiarato la contumacia dell’imputato.

Cassazione penale sez. VI, 26/02/2008, n.24398

Assoluta necessità di recarsi in ospedale

In materia di sanzioni amministrative e dell’esimente dello stato di necessità, va esclusa la sussistenza di tale esimente allorchè la parte non abbia fornito una prova convincente sulla assoluta necessità di recarsi in ospedale per salvare sè o ad altri dal pericolo attuale ed immediato di un danno alla persona, con l’unico mezzo della commissione dell’illecito e cioè procedendo alla velocità di 140 km/h in zona abitata con limiti a 70 km/h specie a fronte di una patologia che, se grave, avrebbe seriamente potuto compromettere le capacità di guida con evidente pericolo per l’incolumità delle persone e, se non grave, non giusticava di per sé la condotta posta in essere.

(Nella fattispecie il ricorrente andava ad una velocità di 141 Km/H in un tratto di strada in cui vigeva il limite di 70 Km/h, ed in prossimità di una stazione ferroviaria. Il contemperamento degli interessi in gioco, ovvero, lo stato di salute dell’appellante affetto da una colica renale e la incolumità degli utenti della strada, esposti al potenziale pericolo di danni causati da un’auto che viaggia ad una velocità di 141 Km/h, in un tratto di strada frequentata anche da pedoni, adulti e bambini, non consentivano di dare rilevanza giuridica scriminante alla malattia del ricorrente, che nel caso di specie, non rappresentava, comunque, un pericolo per la vita).

Cassazione civile sez. VI, 24/09/2014, n.20121

Tre giorni di riposo e cure per colica renale

Ove l’ordinanza dichiarativa della contumacia non sia in alcun modo motivata in ordine all’impedimento dell’imputato e tuttavia tale mancanza non abbia alcuna influenza sul “decisum”, la Corte di cassazione può integrare la parte argomentativa del provvedimento, ai sensi del comma 1 dell’art. 619 c.p.p.

(Nella specie, la Corte ha osservato come un certificato medico che prescriveva tre giorni di riposo e cure per colica renale non fosse tale da integrare una assoluta impossibilità di comparire, ma fosse addirittura concepito in termini da escludere un’evenienza di quel genere).

Cassazione penale sez. VI, 26/01/2000, n.2387

Nesso di interdipendenza tra colica renale e infermità

In materia pensionistica di guerra va esclusa la sussistenza di nesso di interdipendenza tra un episodio di colica renale risalente alla prestazione bellica e l’infermità “nefrolitiasi in soggetto già nefrotonizzato” riscontrata dopo oltre un ventennio e ciò in considerazione del lungo intervallo di tempo intercorso tra l’insorgere delle due affezioni.

Corte Conti sez. II, 21/06/1991

Colica renale: necessità di tre giorni di riposo assoluto

In tema di dichiarazione di contumacia, il giudice, nel valutare liberamente la prova dell’impedimento, può disattendere certificazioni sanitarie che, pur prescrivendo cure e riposo, non attestino in modo chiaro ed univoco l’assoluta impossibilità a comparire in udienza.

(Nella specie è stata ritenuta corretta la motivazione del giudice di merito, il quale aveva disatteso una certificazione medica attestante che l’imputato era affetto da colica renale ed aveva bisogno di tre giorni di riposo assoluto, senza alcuna precisazione in ordine all’impossibilità di presentarsi in udienza).

Cassazione penale sez. III, 17/07/1987

Condotta di un medico di turno al servizio di guardia medica

L’art. 328 comma 1 c.p., oltre che alla protezione del mero bene giuridico costituito dal normale funzionamento della p.a., viene a strutturarsi come reato di pericolo rispetto ai beni finali espressamente indicati (giustizia, sicurezza pubblica, ordine pubblico, igiene, sanità). Il dettato normativo richiede che vi sia un rifiuto e questo implica, logicamente, la necessità di una previa richiesta quale elemento qualificante della situazione tipica.

L’inerzia di fatto (nonostante l’assicurazione di un immediato intervento) costituisce implicito rifiuto del compimento di un atto che tutte le circostanze di fatto inducano a ritenere che, per ragioni di sanità, doveva essere compiuto senza ritardo.

(Nella specie, il g.i.p., al termine del giudizio abbreviato, ha ritenuto la sussistenza del delitto di rifiuto di atti d’ufficio nella condotta di un medico di turno al servizio di guardia medica che, nonostante ripetute chiamate da parte di una paziente “monorene” che accusava chiari e dolorosi sintomi di una colica renale, pur assicurando l’intervento, non si era recato ad effettuare la visita).

Tribunale Piacenza sez. uff. indagini prel., 04/12/1997



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