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Famiglia anagrafica: ultime sentenze

5 Giugno 2020
Famiglia anagrafica: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: sussistenza di una famiglia anagrafica costituita da persone legate da vincoli affettivi; componenti del nucleo familiare composto da membri iscritti da almeno un anno nella famiglia anagrafica; assegnazione dell’immobile condotto in locazione; livello del reddito necessario per fruire della proroga della locazione.

Concetto di famiglia anagrafica

La necessità personale del locatore di destinare l’immobile ad abitazione propria, cui si riferisce l’art. 4 n. 1 l. 23 maggio 1950 n. 253, è comprensiva delle esigenze del suo nucleo familiare, inteso – come in riferimento al conduttore, nell’ipotesi di cui all’art. 6 legge cit., e in conformità al concetto di famiglia anagrafica – non nel senso restrittivo di nucleo familiare tipico, costituito da persone legate al locatore da vincoli di sangue e da un diritto – dovere di assistenza e mantenimento, ma in quello più ampio di complesso di persone che il locatore, per ragioni affettive abbia stabilmente accomunato a sè nell’abitazione, chiamandole a partecipare alla vita domestica.

(Nella specie, si è ritenuto che rientrasse nel nucleo familiare del locatore l’anziana, e vedova matrigna del medesimo).

Cassazione civile sez. III, 26/11/1980, n.6274

Famiglia anagrafica e convivenza

Non è fondata la q.l.c. dell’art. 48, comma 3, l. reg. Emilia-Romagna 22 dicembre 2009 n. 24, censurato, in riferimento all’art. 117, comma 2, lett. i) e l), cost., nella parte in cui prevede che “i diritti generati dalla legislazione regionale nell’accesso ai servizi, alle azioni e agli interventi, si applicano” anche “alle forme di convivenza” di cui all’art. 4 d.P.R. 30 maggio 1989 n. 223, in quanto il richiamo operato dal legislatore regionale alle “forme di convivenza”, di cui al citato d.P.R. che, nel definire la “famiglia anagrafica”, ricomprenderebbe “l’insieme delle persone legate da vincoli affettivi”, eccederebbe le competenze regionali ed invaderebbe la competenza esclusiva dello Stato nelle materie di “cittadinanza, stato civile e anagrafi” e dell'”ordinamento civile”.

La censura si fonda su un presupposto interpretativo – quello secondo cui il legislatore regionale ha inteso disciplinare tali forme di convivenza – erroneo, atteso che la norma impugnata si limita ad indicare l’ambito soggettivo di applicazione dei diritti previsti dalla legislazione regionale nell’accesso ai servizi, alle azioni e agli interventi senza introdurre alcuna disciplina sostanziale delle forme di convivenza, risultando così inidonea ad invadere àmbiti costituzionalmente riservati allo Stato.

Corte Costituzionale, 12/01/2011, n.8

Proroga legale delle locazioni abitative

La proroga legale delle locazioni abitative disposta dall’art. 1 comma 2 l. 26 novembre 1969 n. 833 (come modificato dall’art. 56 l. 26 ottobre 1970 n. 745) è subordinata al concorso dei seguenti due requisiti: a) che l’appartamento locato non abbia più di 5 vani abitabili; b) che il conduttore ed i componenti della sua famiglia anagrafica siano titolari di un reddito non superiore a L. 2.500.000.

Cassazione civile sez. III, 07/03/1981, n.1286

Reddito complessivo netto del conduttore

In tema di locazione di immobili urbani, il reddito complessivo netto del conduttore al quale è necessario riferirsi per accertare l’assoggettabilità o meno del contratto locativo alla proroga legale, è quello formato dalla somma dei redditi imputati al conduttore ed agli altri soggetti d’imposta aventi residenza anagrafica nell’alloggio locato e relativi all’anno precedente a quello dell’entrata in vigore della legge di proroga, a nulla rilevando che al momento di operatività del beneficio contestato non faccia più parte della famiglia anagrafica un soggetto che già abbia contribuito, con il proprio reddito relativo al periodo di effettiva residenza nell’alloggio, a determinare l’ammontare del reddito complessivo netto riferibile al conduttore con riguardo all’anno utile ai fini della proroga.

(Nella specie, affermato il principio di cui alla massima, la S.C. ha cassato la pronuncia d’appello che, con riguardo alla applicabilità della proroga stabilita dal d.l. n. 77 del 1978, aveva attribuito rilevanza al fatto che un figlio del conduttore, dopo aver contribuito alla formazione del reddito complessivo netto per il precedente anno 1977, al momento dell’operatività di detta proroga – 31 marzo 1978 – avesse cessato la convivenza con il padre).

Cassazione civile sez. III, 12/03/1988, n.2406

Componenti della famiglia anagrafica e locazione

In tema di locazioni di immobili urbani adibiti ad uso di abitazione, ai fini della prova, che il conduttore è tenuto a fornire, di trovarsi nella particolare situazione economico-fiscale che lo legittima a godere della proroga legale del contratto, la copia della dichiarazione del reddito resa all’Ufficio delle imposte dirette, che non sia corredata da documenti giustificativi o corroborata dal controllo dell’ufficio, concreta un mero atto di parte con valore indiziario, che può essere superato da nozioni di comune esperienza e da presunzioni semplici, e, quindi, a maggior ragione, non può ritenersi sufficiente, al fine sopra indicato, la produzione del solo modello 101, attestante i proventi corrisposti al conduttore dal suo datore di lavoro, poiché esso non è sufficiente a dimostrare nè la sua avvenuta presentazione a titolo di dichiarazione dei redditi, nè la mancanza di altri redditi in capo allo stesso conduttore o agli altri componenti della sua famiglia anagrafica.

Cassazione civile sez. III, 22/01/1990, n.337

Redditi dei componenti della famiglia anagrafica

L’interpretazione estensiva della norma di cui al d.l. 24 luglio 1973 n. 426 consente di tener conto, ai fini di stabilire il diritto del conduttore alla proroga legale, di tutti i redditi dei componenti della sua famiglia anagrafica.

Tribunale Roma, 25/03/1979

Divieto d’aumento del canone dei contratti di locazione

Per l’applicabilità del divieto d’aumento del canone dei contratti di locazione di immobili urbani, stabilito dall’art. 2 del d.l. 27 giugno 1967 n. 460 (convertito con l. 28 luglio 1967 n. 628), al fine di accertare l’esistenza, in capo al conduttore dei requisiti che legittimano il beneficio, occorre far riferimento – sia con riguardo all’indice di affollamento che in relazione all’entità del reddito – alla famiglia anagrafica, come descritta dall’art. 2 del d.P.R. 31 gennaio 1958 n. 136, che l’art. 3 del predetto d.l. ha espressamente richiamato e per il quale, perché una persona possa ritenersi appartenente ad una determinata famiglia anagrafica, ai fini di cui sopra, non basta che sia legata ad altre da determinati vincoli (matrimonio, parentela, affinità, adozione, affiliazione, tutela od affettivi) e che abbia dimora nello stesso comune, coabitando con esse, ma occorre altresì che il suo reddito concorra, in tutto o in parte, con quello degli altri conviventi al comune appagamento delle singole necessità personali.

Con la conseguenza che, difettando tale ultimo requisito, come non può tenersi conto della presenza di una persona coabitante agli effetti della determinazione del reddito del conduttore, così la stessa non può essere presa in considerazione per il calcolo dell’indice di affollamento.

Cassazione civile sez. III, 03/06/1981, n.3593

Famiglia anagrafica e successione nell’immobile locato

Per poter succedere nell’assegnazione dell’immobile condotto in locazione è necessario che siano maturati almeno due anni di ospitalità temporanea e che, ai sensi dell’art. 13 della l.r. Piemonte n. 14/2010, in caso di decesso dell’assegnatario, la successione nell’assegnazione avviene solo in favore del coniuge, dei figli, del convivente more uxorio, degli affini e degli altri componenti del nucleo familiare composto da membri iscritti da almeno un anno nella famiglia anagrafica.

In mancanza di detti legami di parentela, di affinità o di prova di una convivenza more uxorio e/o di coabitazione anche temporanea protratta nei termini di tempo anzidetti è legittimo il decreto di rilascio dell’immobile assegnato.

Cassazione civile sez. III, 13/10/2016, n.20634

Riconoscimento dei vincoli affettivi diversi dal matrimonio

È legittimo il provvedimento con il quale l’amministrazione comunale abbia inteso, mediante propri provvedimenti di carattere generale conseguenti ad una valutazione degli indubbi spazi di discrezionalità ad essa lasciati liberi dalla sovrastante disciplina di fonte statuale, impiantare nel proprio ambito territoriale un “sistema” finalizzato ad attestare, integrando con propri modelli la modulistica anagrafica standard predisposta dall’amministrazione statale, la sussistenza di una famiglia anagrafica costituita da persone legate da vincoli affettivi, così come del resto liberamente dichiarata dai medesimi interessati all’atto della costituzione, ovvero della variazione della famiglia medesima.

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. I, 27/08/2007, n.2786

Proroga dei contratti di locazione di immobili urbani ad uso abitativo

In tema di proroga dei contratti di locazione di immobili urbani ad uso abitativo, la l. 31 luglio 1975 n. 363, innovando sui precedenti criteri della legislazione vincolistica – che, al fine di determinare l’applicabilità del beneficio faceva riferimento al reddito del conduttore e dei componenti la sua famiglia anagrafica – considera “tutti i soggetti d’imposta che hanno residenza anagrafica nell’alloggio in locazione”, non richiedendo più, pertanto, l’esistenza di certi vincoli parentali o affettivi fra i coabitanti ed il concorso finanziario di tutti alla formazione di un fondo comune necessario per il sostentamento delle persone conviventi – secondo il paradigma della famiglia anagrafica, di cui all’art. 2 del d.P.R. 31 gennaio 1958 n. 136 – ma reputando sufficiente la mera residenza anagrafica nell’alloggio dato in locazione, sempreché essa non trovi titolo in un rapporto di sublocazione.

Cassazione civile sez. III, 17/03/1981, n.1527

Reddito del conduttore e dei componenti la sua famiglia anagrafica

Dal complesso delle varie disposizioni susseguitesi in materia di proroga delle locazioni urbane emerge che il riferimento al reddito del conduttore e dei componenti la sua famiglia anagrafica, ai fini dell’applicabilità o meno della proroga, costituisce un principio ispiratore di tutta la legislazione vincolistica.

In particolare al reddito complessivo predetto, al pari della l. 4 agosto 1973 n. 495, ha riguardo anche la l. 12 agosto 1974 n. 351, la quale, pur non avendo fatto espresso riferimento alla famiglia anagrafica, non ha inteso innovare la precedente disciplina, ma solo elevare – in conseguenza della crescente svalutazione – il livello del reddito necessario per fruire della proroga.

Cassazione civile sez. III, 21/02/1980, n.1255

Diritto di provare la diversa composizione della famiglia anagrafica del conduttore

Sono costituzionalmente illegittimi, in riferimento agli art. 3 e 24 cost.: 1) l’art. 7 comma 4 l. 26 novembre 1969 n. 833 (norme relative alle locazioni degli immobili urbani), modificata dall’art. 56 d.l. 26 ottobre 1970 n. 745, convertito in l. 18 dicembre 1970 n. 1034, nella parte in cui non riconosce al locatore il diritto di provare che il conduttore o subconduttore gode di un reddito superiore a quello risultante dall’iscrizione nei ruoli dell’imposta complementare per l’anno 1969; 2) l’art. 3 comma 1 d.l. 27 giugno 1967 n. 460 (disciplina transitoria delle locazioni di immobili urbani), convertito con modificazioni in l. 28 luglio 1967 n. 628: a) nella parte in cui non riconosce al locatore il diritto di provare la diversa composizione della famiglia anagrafica del conduttore o subconduttore rispetto a quella risultante dagli uffici anagrafici; b) nonché nella parte in cui non attribuisce rilevanza alle variazioni eventualmente sopravvenute nella composizione della famiglia anagrafica del conduttore o subconduttore dopo il 1 gennaio 1967, fino al definitivo accertamento in sede di merito delle condizioni giustificative del vincolo.

Corte Costituzionale, 22/04/1980, n.56



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