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Accertamento della Guardia di Finanza e documenti in originale per recupero crediti

7 Novembre 2014
Accertamento della Guardia di Finanza e documenti in originale per recupero crediti

La mia azienda è oggetto di un controllo fiscale della Guardia di finanza e tutta la documentazione è stata accentrata in caserma in base al presupposto del “minor disturbo” alla ditta; per recuperare alcuni crediti avremmo bisogno dei documenti originali, ma il Comando regionale della Guardia di finanza e il Garante del contribuente non ci hanno dato riscontro. Come dobbiamo comportarci?

L’attività di verifica della Guardia di finanza è regolamentata dalla circolare  del 98 [1] in base alla quale “tutta la documentazione temporaneamente acquisita presso il contribuente ai fini della verifica può essere da questi richiesta in visione in qualunque momento senza particolari formalità. Della richiesta e della sua evasione deve essere data analitica menzione nel processo verbale di verifica.

Tali indicazioni risultano essere state recepite anche dalle successive circolari della Guardia di finanza [2].

Sulla base di tali fonti, si ritiene, dunque, che la tutela del diritto di visionare i documenti, qualora comprovatamente negato (sarà, a tal fine, opportuno fare verbalizzare alla Guardia di finanza la richiesta), possa trovare ulteriore tutela anche avanti l’Autorità giudiziaria con la denuncia del fatto.

Tuttavia, qualora la richiesta non dovesse concernere la visione, ma anche l’ottenimento dei documenti originali, si ha ragione di credere che le ragioni pubbliche sottese alla verifica prevalgano sull’interesse privato (nella fattispecie, individuato dal lettore da esigenze di tutela dei propri crediti): in questo circostanza, si ritiene però che la mancanza della loro allegazione (in originale) nell’ambito di un’azione legale di recupero crediti (anche se di carattere giudiziale) potrebbe essere giustificata proprio dalla sussistenza di una verifica fiscale in corso, e che, comunque, potrebbe essere sostituita dalla richiesta delle copie conformi.

Resta inteso che la durata di tale situazione non potrà oltrepassare i limiti temporali della verifica previsti dalla legge, e meglio specificati nelle circolari citate: circostanza, questa, che, se accertata, potrà a sua volta essere rappresentata nella denuncia che il lettore intendesse effettuare per la violazione dei propri diritti.


note

[1] Circolare del 20 ottobre 1998, n. 1 (protocollo 360000): in specie, secondo il capitolo 5, titolato ” Diritti del contribuente”, e il sottocapitolo 5.5., ” Diritto di informazione e consultazione”.

[2] Circolare del 17 agosto 2000, n. 250400, e 29 dicembre 2008, n. 1), emesse, tra l’altro, a chiarimento dei diritti del contribuente, ex articolo 12 della legge 212/2000.

Autore immagine: 123rf com


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