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Falsa residenza: ultime sentenze

5 Giugno 2020
Falsa residenza: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: dichiarazione di falsa residenza; accertamenti necessari ad appurare la verità dei fatti denunciati dagli interessati; falsa dichiarazione di trasferimento di residenza; reato di false dichiarazioni sulla identità o su qualità personali proprie o di altri; falsità ideologica in atto pubblico.

L’indicazione di una falsa residenza

È legittimo il sequestro preventivo ai fini della confisca di un documento del quale il giudice è tenuto a dichiarare in sentenza, ai sensi dell’art. 537 c.p.p., la falsità.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da censure, perché prodromico alla confisca del corpo di reato, il decreto di sequestro del certificato di proprietà e del libretto di circolazione di un’autovettura contenenti l’indicazione di una falsa residenza, sul presupposto che la falsificazione riguardava un dato incorporato nel documento e non – come nel caso di falsificazione del talloncino attestante la revisione del veicolo – un elemento esterno rispetto al complesso dei dati identificativi del mezzo).

Cassazione penale sez. V, 15/03/2019, n.19996

Falso luogo di residenza e truffa

Integra il reato di truffa contrattuale la mancata consegna della merce acquistata e pagata, nel caso in cui siano stati indicati un “prezzo conveniente” di vendita sul “web” e un falso luogo di residenza del venditore, posto che tale circostanza, rendendo difficile il rintraccio, evidenzia sintomaticamente la presenza del dolo iniziale del reato, da ravvisarsi nella volontà di non adempiere all’esecuzione del contratto sin dal momento dell’offerta on-line.

Cassazione penale sez. II, 19/07/2016, n.43660

La falsa dichiarazione di trasferimento di residenza

Integra il delitto di cui all’art. 483 cod. pen. – e non la sua ipotesi tentata – la falsa dichiarazione di trasferimento di residenza, resa ai sensi dell’art. 47 d.P.R. n. 445 del 2000 e rilasciata all’ufficio anagrafe comunale, pur se mai iscritta alla stessa Anagrafe.

Cassazione penale sez. V, 07/05/2018, n.29469

Falsa residenza dichiarata alla compagnia di assicurazione

Il dichiarare una falsa residenza alla compagnia di assicurazione al fine di ottenere un premio assicurativo più basso integra il reato di truffa. (Nel caso di specie si trattava di un agente assicuratore che dichiarava una falsa resdenza dei contraenti anche attestata da documenti di circolazione  delle auto alterati nella residenza).

Tribunale Nola sez. I, 12/04/2018, n.588

La falsa indicazione del luogo di residenza dello straniero 

La falsa indicazione del luogo di residenza non costituisce mera irregolarità formale ma è anzi da ritenersi circostanza assolutamente dirimente nel senso di imporre il rigetto dell’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno, non rilevando, in quanto successive all’adozione dello stesso, eventuali sopravvenienze.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VI, 28/11/2019, n.5625

Falsa residenza: la condotta del consigliere regionale

Integra l’ipotesi criminosa di cui all’art. 316 ter c.p., e non quelle di truffa aggravata e di falsità ideologica del privato in atto pubblico, la condotta del consigliere regionale che, comunicando all’ente di appartenenza una falsa residenza (da intendersi in senso effettivo e non meramente anagrafico), si procura indebiti rimborsi per l’utilizzo del mezzo proprio nel raggiungimento della sede dell’ente territoriale.

Cassazione penale sez. VI, 13/11/2015, n.50255

Falsa dichiarazione relativa all’effettivo luogo di residenza

Secondo quanto prevede l’art. 4 l. 24 dicembre 1954 n. 1228, l’ufficiale d’anagrafe deve ordinare “gli accertamenti necessari ad appurare la verità dei fatti denunciati dagli interessati, relativi alle loro posizioni anagrafiche”. Ne consegue che gli interessati hanno un obbligo di veridicità nelle proprie dichiarazioni anagrafiche e che integra gli estremi del reato previsto dall’art. 495 c.p. ogni falsa dichiarazione relativa all’effettivo luogo di residenza.

Cassazione penale sez. V, 05/10/1998, n.11885

Domanda di ammissione all’impiego e falsa residenza

Ai sensi della norma regolamentare che prevede la decadenza dalla nomina per l’aspirante a un posto di pubblico dipendente, in caso di accertate dichiarazioni false contenute nella domanda di ammissione all’impiego, è atto dovuto la comminatoria della decadenza. (Nella specie, decadenza dalla nomina di precario scolastico che aveva dichiarato una falsa residenza).

Consiglio di Stato sez. VI, 10/02/1992, n.100

Rilascio del permesso di soggiorno: la certezza della situazione abitativa

La certezza della situazione abitativa costituisce un presupposto indispensabile per ottenere il permesso di soggiorno, il quale non può essere rilasciato in situazioni di forte precarietà alloggiativa, connesse a sostanziale irreperibilità dello straniero, ancorché in presenza di dichiarazioni rese da soggetti dallo stesso indicati come ospitanti; in merito, anche la falsa indicazione del luogo di residenza costituisce non una mera irregolarità formale ma una circostanza assolutamente dirimente nell’imporre il rigetto dell’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno.

T.A.R. Parma, (Emilia-Romagna) sez. I, 30/03/2017, n.125

Reato di false dichiarazioni sulla identità o su qualità personali proprie o di altri

Integra il reato di false dichiarazioni sulla identità o su qualità personali proprie o di altri (art. 496 c.p.), la condotta di colui che – fermato dai carabinieri ad un posto di controllo – fornisca false indicazioni sulla propria residenza, la quale rientra nel novero delle qualità e condizioni personali e, pertanto, concorre a individuare l’identità della persona.

Cassazione penale sez. V, 09/06/2005, n.26073



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