Diritto e Fisco | Articoli

Il commercialista rischia per le fatture false del cliente

9 Gennaio 2014
Il commercialista rischia per le fatture false del cliente

È responsabile penalmente anche il commercialista che, registrando le fatture dei propri clienti e predisponendo la conseguente dichiarazione e bilancio, è consapevole che si tratta di fatture per operazioni inesistenti o cosiddette false.

L’utilizzo di fatture false comporta un rischio di responsabilità penale anche per il commercialista e non solo per l’azienda. È recente un intervento della Cassazione [1] in cui un commercialista è stato condannato per aver redatto la dichiarazione fiscale del cliente sulla base di fatture contabilizzate ritenute poi false.

Un’interpretazione eccessivamente ampia dei principi contenuti nella sentenza metterebbe a rischio l’attività di tanti commercialisti che, ogni giorno, contabilizzano milioni di fatture e non hanno il tempo di riscontrare se l’operazione sottostante è stata effettivamente realizzata. Individuare una fattura falsa è difficile perché richiede tempo e perché è necessario effettuare un controllo incrociato, cioè verificare se anche l’altra parte ha registrato il documento fiscale.

Tuttavia la sentenza mette dei paletti ben precisi, specificando in quali casi il commercialista può correre rischi nell’esercizio della propria attività.

Nel caso deciso dalla Suprema Corte, la responsabilità del professionista è stata accertata poiché, sulla base degli elementi complessivamente raccolti, è stato provato che il commercialista era pienamente consapevole che stava utilizzando fatture false.

Due gli elementi considerati dai giudici ai fini della condanna:

1) le fatture erano tali da indurre sospetti in un commercialista avveduto: in esse, infatti, venivano riportati importi considerevoli, ma le prestazioni ricevute erano solo descritte in modo generico;

2) il commercialista, nel caso concreto, seguiva la contabilità di entrambi i soggetti; pertanto non poteva non sapere che si trattava di fatture false.


Il commercialista che registra fatture con un contenuto generico e per importi consistenti farebbe bene a chiedere sempre al proprio cliente ulteriore documentazione a prova dell’operazione sottostante, poiché diversamente potrebbe vedersi addebitata una responsabilità penale.

note

[1] Cass. sent. 39873/2013 del 26.09.13


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