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Intolleranze alimentari: ultime sentenze

4 Giugno 2020
Intolleranze alimentari: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: corretta assunzione di alimenti e controllo su intolleranze alimentari; pubblicità ingannevole che attribuisce ad un integratore alimentare un’efficacia risolutiva generalizzata sulle intolleranze; apparecchio per la pratica di test sulle intolleranze alimentari; reato di esercizio abusivo della professione di medico nutrizionista o biologo.

Intolleranze alimentari

Sono infondate le q.l.c. sollevate dal Presidente del Consiglio dei ministri avverso gli art. 1 e 4 l. reg.Campania 11 febbraio 2003 n. 2 (Intolleranze alimentari – Ristorazione differenziata nella p. a.- Istituzione osservatorio regionale), censurate in riferimento all’art. 117, comma 2, lett. m), e comma 3, cost. e del principio di leale collaborazione tra Stato e Regione, previsto dall’art. 120, comma 2, cost. In particolare, secondo il ricorrente, l’art. 1 della succitata l. reg. violerebbe l’art. 117, comma 2, lett. m), cost., in quanto disciplinerebbe una prestazione sanitaria in senso riduttivo rispetto al livello essenziale stabilito dalla normativa statale, escludendo i sostituti del latte materno per i nati da madri sieropositive per H.i.v., fino al compimento del sesto mese di età, dall’erogazione di prodotti dietetici elencati alle lett. a), b) e c) del medesimo articolo.

Corte Costituzionale, 28/12/2005, n.467

Controllo su intolleranze alimentari

Lo svolgimento in maniera sistematica di attività quali la qualificazione dei bisogni nutritivi, la verifica di corretta assunzione di alimenti, il controllo su intolleranze alimentari, azioni tutte precedute da anamnesi e richieste di esami del sangue, oggetto poi di interpretazione e sulla base dei quali vengono redatti i programmi alimentari evidenziano lo svolgimento della complessiva attività riservata all’esperto in scienza dell’alimentazione (confermata la condanna nei confronti dei responsabili di un centro estetico che, pur non essendo medici dietisti, avevano posto in essere attività tipiche di tale figura).

Cassazione penale sez. VI, 28/02/2013, n.15006

Messaggio pubblicitario di uno studio medico

È ingannevole il messaggio pubblicitario di uno studio medico in cui si elenchi un’ampia tipologia di possibili “sintomi” che, “singolarmente o combinati fra loro, possono essere causati da una intolleranza alimentare” la quale – si sostiene – “è facilmente individuabile” attraverso un test da eseguire presso lo studio medesimo, in quanto promessa di “facilità” diagnostica priva di qualsivoglia validazione o supporto scientifico, che si risolve in un “effetto aggancio” dei consumatori ai quali viene prospettata una soluzione per un arco molto ampio di problemi personali, senza fornire la minima prova di una qualche speranza di efficacia obiettiva.

Giurì cod. aut. pubb.ria, 27/09/2016, n.56

Pubblicità ingannevole di un integratore alimentare

È ingannevole il messaggio pubblicitario di un integratore alimentare cui sia attribuita un’efficacia risolutiva e generalizzata sui disturbi causati dalle intolleranze alimentari, attraverso “claim” perentori quali “Mai più cibi vietati/Torna a mangiare con gusto”, in assenza di evidenze scientifiche idonee a comprovare le proprietà attribuite al prodotto.

(Nello specifico, a fronte della complessità del fenomeno delle intolleranze alimentari, all’esito dell’istruttoria era emerso che l’azione benefica dell’integratore era limitata ai soli disturbi infiammatori del colon causati dall’intolleranza al lattosio, essendo impossibile dimostrare l’efficacia del prodotto per tutte le possibili reazioni allergiche al cibo, laddove alcune, come la celiachia, sono vere e proprie patologie).

Giurì cod. aut. pubb.ria, 14/07/2016, n.34

Intolleranze alimentari: pubblicità ingannevole

È ingannevole l’utilizzo del claim “senza glutine” nella pubblicità dei prodotti cosmetici, in quanto, da un lato, non è dimostrata la potenzialità allergizzante del glutine statisticamente più significativa rispetto ad altre proteine alimentari al di fuori dai casi di celiachia e, dall’altro, l’associazione dei celiaci, cui la pubblicità risulta implicitamente rivolta, attesta che questa intolleranza non può manifestarsi a seguito di contatto con i cosmetici.

Giurì cod. aut. pubb.ria, 18/01/2013, n.119

Mensa scolastica: regime alimentare del minore

Posto che la decisione sul regime alimentare del figlio minore, con riferimento alla dieta da seguire alla mensa scolastica, in quanto inerente alla salute, rientra tra quelle di maggiore interesse, e pertanto, in caso di dissenso tra i genitori, è rimessa al giudice, deve optarsi, una volta accertato che non vi sono specifiche esigenze sanitarie (es. allergie, intolleranze), secondo un criterio di normalità statistica, per la dieta ordinariamente adottata per gli altri alunni, senza alcuna restrizione alimentare, trattandosi di regime sottoposto a controlli pubblici, e che maggiormente garantisce il benessere e la corretta crescita dei minori (nella specie, la madre, vegana, voleva che la figlia seguisse anche presso la mensa scolastica una dieta con esclusione di carne, pesce, latte e derivati, uova, ecc.; il tribunale, a fronte del dissenso del padre, ha accertato che la minore, pur se in buono stato di salute, si pone nella fascia di minore accrescimento).

Tribunale Roma sez. I, 19/10/2016

Reato di esercizio abusivo della professione di nutrizionista

Si ravvisa il fumus delicti del reato di esercizio abusivo della professione di medico nutrizionista o biologo di cui all’art. 348 c.p. avuto riguardo alla condotta di un naturopata cha abbia prescritto vere e proprie diete alimentari attraverso la compilazione di schede pazienti, anche avvalendosi di un apparecchio per la pratica di test sulle intolleranze alimentari, con la connessa precedente anamnesi e il successivo controllo e misurazione dei risultati.

Cassazione penale sez. VI, 16/04/2015, n.17378

Verifica della corretta assunzione di alimenti e controllo delle intolleranze alimentari

Integrano il delitto di esercizio abusivo di una professione di cui all’art. 348 c.p. le condotte di un commercialista naturopata e di una psicologa che, in quanto titolari di un centro estetico, abbiano dispensato consigli alimentari ai clienti e svolto in maniera sistematica attività tipiche del medico specializzato in scienze dell’alimentazione, quali la qualificazione dei bisogni nutritivi, la verifica della corretta assunzione di alimenti e il controllo delle intolleranze alimentari.

Cassazione penale sez. VI, 28/02/2013, n.15006



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4 Commenti

  1. Io sono intollerante al lattosio e consumo alimenti senza lattosio, compreso latte, formaggio fresco spalmabile, yogurt. Insomma, un po’ di sacrifici per evitare fastidi e malessere….

  2. Rivolgetevi agli specialisti se avete qualche dubbio e per comprendere se sofffrite di qualche intolleranza. LOro sapranno darvi una dieta che farà al caso vostro in base alle vostre preferenze, ecc. Vedrete che dopo un po’ di alimentazione sana ed equilibrata piano piano riprendere rigore

  3. Intollerante al lattosio, al glutine,ecc. Se faccio una lista non finisce più come i rotoloni di carta igienica. Bisogna essere cauti nel seguire la dieta corretta…evitate il fai da te. non potete autodiagnosticarvi qualcosa e iniziare ad assumere dei comportamenti come se davvero regole standard…

  4. SE sei intollerante e devi rinunciare a qualche piatto prelibato, io sto attento e mangio lo steso. C’è il famoso enzima che dovrebbe mettere tutto a posto

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