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Passaggio di proprietà auto: ultime sentenze

1 Giugno 2020
Passaggio di proprietà auto: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: passaggio di proprietà dell’autoveicolo; accertamento dei requisiti di idoneità alla circolazione e per la immatricolazione del veicolo; contratto di compravendita di un’automobile; trascrizione dell’atto di alienazione presso il Pra; scadenza del termine utile per il pagamento del bollo auto; riscossione dell’imposta da parte dell’Aci senza informare il privato di non poter provvedere alla trascrizione del passaggio di proprietà dell’autoveicolo.

Iscrizione di passaggio in proprietà

Gli atti traslativi della proprietà di un’autovettura risultanti da un’attestazione notarile sono opponibili agli organi deputati all’accertamento delle infrazioni in tema di circolazione stradale (nella specie, mancata copertura assicurativa), ancorché non trascritti nel pubblico registro automobilistico: tali annotazioni, infatti, costituiscono forme di pubblicita` notizia, finalizzate a dirimere conflitti tra più acquirenti, ed ai fini della responsabilità derivante da fatti connessi alla circolazione stradale, ivi comprese le sanzioni amministrative ascritte al proprietario in base all’art. 196 Cod. str. e 6 l. 24.11.1981 n. 689 l’annotazione costituisce una presunzione semplice, contro la quale è ammessa prova contraria.

Corte di Cassazione, Sezione 1, Civile, Sentenza, 7/04/1999, n. 3340

Vendite a catena dell’autoveicolo

Gli autoveicoli possono essere validamente alienati, al pari degli altri beni mobili, con la semplice forma verbale consensuale, che può essere dimostrata con ogni mezzo di prova, mentre la trascrizione dell’atto di trasferimento dell’autoveicolo nel pubblico registro automobilistico non costituisce requisito di validità e di efficacia del trasferimento medesimo, ma configura soltanto un mezzo di pubblicità inteso a dirimere gli eventuali conflitti tra più aventi causa dal medesimo venditore.

Ne consegue che, nel caso di vendite successive di un autoveicolo (cosiddette vendite a catena), la trascrizione nel pra del passaggio di proprietà può essere eseguita anche solo a nome dell’ultimo acquirente, mentre la prova delle vendite intermedie dell’autoveicolo medesimo può essere data anche per mezzo di testimoni.

Corte di Cassazione, Sezione 2, Civile, Sentenza, 12/02/1981, n. 865

Passaggio di proprietà di un’autovettura

Poiché il comma 2 dell’art. 56 d.lg. n. 446 del 1997 prevede che l’imposta provinciale di trascrizione sia dovuta nella misura prevista al momento della richiesta formalità, e che detta formalità possa essere effettuata anche attraverso uno sportello telematico dell’automobilista, il cui titolare è un pubblico ufficiale che opera su autorizzazione della p.a., quest’ultima non può pretendere il pagamento della maggiore imposta dovuta al momento della registrazione della formalità, se questa viene effettuata con un ritardo imputabile unicamente al predetto pubblico ufficiale.

(Fattispecie relativa a ex commerciante d’auto oggetto di avviso di accertamento per supposta evasione dell’IPT, relativa ad un passaggio di proprietà di un’autovettura avvenuto durante l’esercizio dell’attività e, quindi, in esenzione dalla predetta imposta, ma registrato dallo s.t.a. in una data successiva alla cessazione della medesima e, quindi, in una situazione d’applicabilità del tributo).

Comm. trib. reg. Torino, (Piemonte) sez. I, 26/01/2017, n.148

La trascrizione del passaggio di proprietà nel Pra

Fra i documenti che, in caso di vendita di auto o di motoveicolo, il venditore deve consegnare all’acquirente, ai sensi del comma 3, dell’art. 1477 c.c., essendo essi necessari all’esercizio dei poteri di godimento e di scambio della cosa, rientrano non soltanto quelli occorrenti per la trascrizione nel pubblico registro automobilistico del passaggio di proprietà (libretto di circolazione, foglio complementare e dichiarazione autentica di vendita), ma anche quelli indispensabili, prima ancora, per l’accertamento dei requisiti di idoneità alla circolazione e per la immatricolazione del veicolo da parte dell’ufficio provinciale della motorizzazione civile (dichiarazione di conformità o certificato di origine).

In caso di ripetuta trasgressione, da parte dei successivi venditori della medesima cosa (nella specie, motoveicolo), dell’obbligo di consegnare i documenti necessari alla sua utilizzazione, l’ultimo acquirente ed attuale proprietario del bene, quale interessato a conseguire la consegna, può esperire azione rivolta all’adempimento di detto obbligo non soltanto in via diretta contro il proprio venditore, ma anche in via surrogatoria contro i precedenti danti causa, fino a quello che ha trattenuto presso di sè i documenti reclamati, proponendo la relativa domanda congiuntamente nei confronti di tutti costoro, secondo la previsione dell’art. 2900 c.c.

Cassazione civile sez. III, 21/12/1983, n.7535

Furto: l’auto ereditata senza passaggio di proprietà

In tema di furto non può essere considerata res derelicta un’autovettura ereditata per la quale non sia stato ancora fatto il passaggio di proprietà. (Nel caso di specie, era stata rubata un’autovettura parcheggiata sulla pubblica via intestata ancora ad un defunto).

Corte appello L’Aquila, 18/05/2018, n.1341

La trascrizione dell’alienazione di un auto presso il Pra

Il contratto di compravendita di un’automobile non richiede la forma scritta ad substantiam, ma si perfeziona, così come la vendita di qualsiasi bene mobile, con il semplice consenso delle parti validamente manifestato; la forma scritta, però, è richiesta ai fini della trascrizione al Pubblico Registro Automobilistico e può essere sostituita, ai sensi dell’art. 6, comma 3, r.d. 29 luglio 1927, n. 1814, nel caso di vendita verbale, da dichiarazione autenticata sottoscritta dalla sola parte venditrice; pertanto, ai fini della validità ed efficacia del trasferimento di proprietà del bene non rileva la circostanza della non eseguita trascrizione dell’atto di alienazione presso il P.R.A. che, invece, configura uno strumento di pubblicità legale e di tutela in quanto volto a dirimere i conflitti che dovessero sorgere tra aventi causa dal medesimo venditore che vantino diritti sullo stesso bene; l’attività avente ad oggetto il commercio di veicoli, intesa nel senso del perfezionamento della vendita degli stessi, pertanto, non può avvenire in forma elettronica per espressa previsione legislativa.

Consiglio di Stato sez. V, 05/05/2016, n.1821

La comunicazione del trasferimento di proprietà del veicolo

Nel contratto di assicurazione obbligatoria r.c. auto, l’assicuratore è tenuto al risarcimento nei confronti dei terzi danneggiati secondo quanto indicato nel certificato rilasciato all’assicurato e nel relativo contrassegno anche nel caso di omessa comunicazione dell’alienazione del veicolo.

La comunicazione del trasferimento di proprietà del veicolo importa la cessione del contratto di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile solamente in assenza di una richiesta di trasferimento del contratto su altro veicolo o quando, pur essendovi tale richiesta, l’assicuratore sia in grado di escludere, dall’esame del suo contenuto, che essa è stata fatta validamente.

Cassazione civile sez. I, 10/04/1978, n.1661

Azione risarcitoria del privato dinanzi al giudice ordinario

Non attiene alla sussistenza dei presupposti dell’obbligazione tributaria relativa all’imposta provinciale di trascrizione, di cui all’art. 56 del d.lgs. n. 446 del 1997, la controversia il cui “petitum” sostanziale riguardi esclusivamente il risarcimento del danno per il quale sarebbe tenuto l’ACI-Ufficio provinciale in forza dell’illecito consistito nell’aver riscosso l’imposta omettendo di informare il privato che non poteva provvedere alla trascrizione del passaggio di proprietà dell’autoveicolo in ragione della propria incompetenza territoriale; danno da liquidarsi in misura corrispondente alla somma versata a titolo della predetta imposta. Ne consegue che, in difetto dei presupposti della giurisdizione tributaria, la cognizione della anzidetta controversia spetta al giudice ordinario.

Corte di Cassazione, Sezione U, Civile, Sentenza, 18/01/2008, n. 968

Violazioni al Codice della strada: sanzioni amministrative

E’ fondata e meritevole di accoglimento l’opposizione esperita avverso l’ingiunzione di pagamento, avente ad oggetto la contravvenzione al Cds relativamente alle infrazioni commesse dal nuovo proprietario del veicolo, giusta trascrizione al PRA del passaggio di proprietà relativo alla vendita della macchina, erroneamente notificata al precedente proprietario del bene. Peraltro il verbale oggetto di contestazione deve ritenersi altresì illegittimo a causa dell’omessa indicazione del numero di ruolo, non essendovi alcuna certezza in ordine all’avvenuta iscrizione a ruolo delle somme richieste, con conseguenti lacunose informazioni riguardanti la relativa trasmissione all’agente di riscossione.

Giudice di Pace, Perugia, Civile, Sentenza, 20/02/2019, n. 165

Bollo auto: è dovuto se alla scadenza si dimostra il passaggio di proprietà?

La previsione dell’art. 5, d.l. n. 953/1982, secondo cui la tassa automobilistica, per i veicoli iscritti al PRA, è dovuta da coloro che, alla scadenza del termine utile per il pagamento, risultano da tale registro esserne i proprietari, non pone una presunzione assoluta, bensì solo una presunzione relativa, che, in quanto tale, può essere vinta dalla prova contraria con documenti di data certa che dimostrino l’avvenuto trasferimento della proprietà.

Cassazione civile sez. VI, 31/01/2019, n.3040

Dichiarazione sostitutiva riguardante il passaggio di proprietà dell’autovettura

In merito all’imputazione per il delitto p. e p. dall’art. 485 c.p., per aver il prevenuto, al fine di conseguire un profitto, falsificato la firma di un’altra persona sulla dichiarazione sostitutiva riguardante il passaggio di proprietà dell’autovettura, depositato presso il P.R.A., è inammissibile l’appello proposto dall’imputato avverso la pronuncia di assoluzione per insussistenza del fatto, per carenza di un apprezzabile interesse. Unica eccezione a detta inammissibilità è rappresentata dall’ipotesi in cui l’accertamento di un fatto materiale, oggetto del giudizio penale conclusosi con sentenza dibattimentale, sia suscettibile, una volta divenuta quest’ultima irrevocabile, di pregiudicare le situazioni giuridiche facenti capo al prevenuto medesimo nei giudizi civili o amministrativi diversi da quelli di danno e disciplinari.

Corte d’Appello, Trento, Penale, Sentenza, 8 giugno 2012, n. 195



8 Commenti

  1. Se muore una persona come si fa a stabilire a chi andrà l’auto del defunto? Cioè come si fa ad ereditare una macchina? cosa dice la legge a riguardo?

    1. Il conflitto tra eredi deve essere risolto guardando alle disposizioni del codice civile. Soprattutto, occorre verificare se si è aperta una successione testamentaria o una successione legittima. Nel primo caso, il defunto ha lasciato un testamento, pubblico o privato, nel quale indica espressamente te come suo erede: se non sono stati violati i diritti dei legittimari, non si presentano difficoltà e, dopo la sua morte, la macchina sarà tua. Un caso particolare riguarda la possibilità riconosciuta agli altri eredi di impugnare il documento per contestarne l’autenticità. In tale circostanza interviene direttamente il tribunale che, attraverso i propri esperti, definisce accuratamente il conflitto. Ipotesi diversa è quella della successione legittima. Se, infatti, il de cuius non ha manifestato le sue volontà in modo certo ed evidente, trovano applicazione le norme del codice civile. Tali disposizioni, in questo caso, prevedono che sull’oggetto si crei una proprietà indivisa. Il bene, cioè, non potendo essere suddiviso, in quanto perderebbe la sua funzionalità e anche il suo valore, può e deve essere usato da tutti i beneficiari. In altri termini, nell’utilizzare la macchina tu non puoi impedire agli altri eredi di esercitare lo stesso diritto. Nella maggior parte dei casi, si tratta, ovviamente, di una situazione transitoria, in attesa che sia individuato l’effettivo proprietario. In tal caso, per l’individuazione dell’unico titolare del veicolo, bisogna distinguere due diverse situazioni che si possono verificare:
      il patrimonio del de cuius è costituito da più elementi: se nessun erede manifesta la preferenza per un bene piuttosto che per un altro, l’asse ereditario viene ripartito equamente tra gli aventi diritto attraverso la modalità del sorteggio;
      non vi sono altri averi o, comunque, più o tutti gli eredi vogliono la stessa auto.
      In quest’ultima circostanza, se non ci sono i margini per raggiungere un accordo con gli altri beneficiari, devi rivolgerti a un legale. Il professionista da te interpellato, infatti, sottoporrà la questione a un magistrato che, dopo aver accertato il valore del patrimonio, disporrà coattivamente la sua distribuzione. Se la macchina è l’unico bene, verrà nominato un perito che procederà alla sua stima: quindi, disporrà la sua vendita e la ripartizione del ricavato tra gli eredi.

  2. Io sono l’unico erede e vorrei capire quali questioni burocratiche dovrei eseguire per essere in regola ed ereditare un’automobile. quali sono i passaggi da fare? Vi ringrazio

    1. Se la macchina ti è stata assegnata, in quanto tu sei l’unico erede devi espletare gli adempimenti che ti indichiamo di seguito. Prima operazione che devi compiere entro un anno dal decesso del de cuius è la dichiarazione di successione dell’auto e il pagamento delle relative imposte. Esistono, però, delle ipotesi in cui tale atto non è richiesto. Questo si verifica se sei il coniuge o un figlio del defunto e se il patrimonio attivo non supera il valore di centomila euro e non è costituito da beni immobili o diritti reali immobiliari. Successivamente, devi procedere ad autenticare e registrare l’atto di accettazione dell’eredità. L’autenticazione deve avvenire alla presenza di un notaio o di un pubblico ufficiale od anche mediante scrittura privata. Oggi, infatti, l’operazione dell’autentica dell’atto di accettazione dell’eredità può essere compiuta presso molti altri uffici: il Pra, la Motorizzazione, un’agenzia di pratiche auto abilitata allo Sportello Telematico Automobilista, il Comune. Una volta compiuta tale incombenza, entro sessanta giorni dall’autenticazione, devi registrare l’accettazione presso il Pra recandoti presso uno sportello ACI (Automobile Club Italia) e presentare alcuni documenti, tra i quali, il certificato di proprietà dell’automobile. In tal modo, si consente al Pra di aggiornare la carta di circolazione. Se decidi di non seguire le procedure che ti abbiamo indicato, puoi incorrere in pene piuttosto pesanti. Il codice della strada, infatti, prevede delle sanzioni amministrative la cui entità economica è variabile, oltre al ritiro della carta di circolazione.

  3. Io vorrei vendere la mia vecchia auto, ma ho perso il certificato di proprietà…cosa posso fare? posso vendere l’auto senza certificato di proprietà?

    1. In caso di smarrimento, distruzione o furto del documento occorre richiedere un duplicato del certificato di proprietà presentando un’istanza al Pra. La richiesta di duplicato – avanzata dall’intestatario del veicolo oppure da una persona da lui delegata – deve contenere:
      la denuncia resa alle autorità di Polizia;
      la copia di un documento d’identità dell’intestatario.
      Il costo base per il duplicato del certificato di proprietà è di 13,50 euro. Se il duplicato è richiesto per deterioramento del certificato non occorre presentare una denuncia, ma è necessario aggiungere un’imposta di bollo pari a 48,00 euro. Se invece decidi di rivolgerti ad un’agenzia di pratiche auto, oltre ai costi previsti dalla legge devi pagare anche la prestazione per il servizio di intermediazione.Per vendere la tua macchina in modo privato non c’è bisogno del notaio. Puoi rivolgerti ad un’agenzia di pratiche automobilistiche (pagando il compenso per l’intermediazione, che di solito si aggira attorno ai 100-150 euro) oppure puoi fare tutto da solo (con notevole risparmio di tempo e soldi). In quest’ultima caso, devi redigere l’atto di vendita. Puoi compilare semplicemente quello che trovi sul retro della certificato di proprietà (avendo cura di indicare il nome del nuovo proprietario) oppure fare una scrittura privata.In quest’ultimo caso, hai la possibilità di inserire la famosa clausola “visto e piaciuto”, cioè l’acquirente dichiara di aver visto l’automobile e di averla gradita. Tale clausola tutela il venditore da possibili ripensamenti da parte dell’acquirente.
      L’atto di vendita deve essere poi autenticato presso:
      gli uffici dell’Aci;
      il Comune;
      lo sportello telematico dell’automobilista;
      le agenzie automobilistiche convenzionate;
      il notaio;
      la motorizzazione.
      Se decidi di rivolgerti all’Aci oppure all’agenzia di pratiche automobilistiche, occorre procedere alla contestuale registrazione del passaggio di proprietà. Negli altri casi, invece, hai 60 giorni di tempo dalla firma dell’atto. A questo punto, viene rilasciato il nuovo Cdp con tutti i dati aggiornati del nuovo acquirente, Nello stesso momento, viene aggiornata anche la carta di circolazione.

      Ovviamente, il passaggio di proprietà ha un costo che comprende:
      imposta provinciale di trascrizione: l’importo varia in base alla potenza (in Kw) del veicolo e alla regione;
      costi dovuti al Pra pari a 20,92 euro;
      imposta di bollo di 29,24 euro;
      adeguamento libretto di circolazione pari a 27,02 euro.
      Indipendentemente dalla modalità scelta, i documenti necessari per la vendita dell’auto sono:
      atto di vendita (fatto sul Cdp oppure con una scrittura privata a parte);
      certificato di proprietà;
      copia del documento d’identità sia del venditore sia dell’acquirente;
      libretto di circolazione del veicolo;
      copia del codice fiscale del venditore e dell’acquirente;
      modello TT2119 dove andranno riportati le specifiche del veicolo, i dati dell’acquirente e la firma del dichiarante.
      Dopo qualche mese, l’acquirente più chiedere anche una visura dell’auto per verificare se tutto è andato a buon fine e risulta essere il nuovo proprietario. In conclusione, per vendere la tua auto è indispensabile possedere il certificato di proprietà.

  4. Ho ricevuto in eredità una macchina da un parente defunto. Si tratta di un bel Mercedes. Considerati i costi di un veicolo del genere, ho deciso comunque di venderlo per farci un po’ di soldi. Ma quali sono i passaggi da compiere per vendere un’auto ricevuta in eredità?

    1. Tale possibilità è sicuramente concessa. Prima, però, è necessario aggiornare i documenti e procedere con la registrazione al Pra. Proviamo a sintetizzare i passaggi da compiere per vendere un’auto ricevuta in eredità:
      effettuare l’autentica della firma sull’atto di accettazione dell’eredità presso il notaio;
      registrare l’atto di accettazione presso l’Aci entro 60 giorni;
      pagare l’imposta provinciale di trascrizione;
      ottenere il nuovo certificato di proprietà;
      provvedere all’aggiornamento della carta di circolazione presso l’ufficio della motorizzazione.
      Attenzione: se non provvedi a tutte le suddette operazioni rischi multe salate, oltre al ritiro della carta di circolazione. In caso di più eredi, occorre registrare al Pra il veicolo a nome di tutti.
      I documenti necessari per vendere l’auto ereditata sono:

      il certificato di proprietà e la carta di circolazione (sia in originale che in copia);
      dichiarazione sostitutiva dell’atto notorio attestante la qualità di erede;
      atto di accettazione dell’eredità, con firma autenticata;
      copia del documento d’identità e del codice fiscale dell’erede;
      copia conforme di un eventuale testamento;
      modello NP3C per l’accettazione di eredità;
      modello NP4C nel caso in cui ci siano più eredi;
      se l’erede è una persona giuridica, è necessario presentare anche una dichiarazione sostitutiva resa dal legale rappresentante.
      Anche in tal caso ci si può rivolgere ad un’agenzia di pratiche automobilistiche, pagando le spese relative alla prestazione. In caso di smarrimento del certificato di proprietà, gli eredi devono presentare la denuncia alle autorità e chiedere il duplicato del documento.

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