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Coronavirus: cosa vogliono gli italiani nella Fase 2

16 Aprile 2020
Coronavirus: cosa vogliono gli italiani nella Fase 2

Un sondaggio rivela le necessità, le esigenze e le preoccupazioni dei cittadini in vista della ripresa: dalla patente di immunità alla paura di contatti ravvicinati.

Dopo più di un mese di lockdown ed in vista della fatidica data del 4 maggio, da quando dovrebbe partire la Fase 2 con le riaperture di fabbriche, negozi e uffici ed allentarsi le misure di contenimento e le restrizioni alla circolazione, tutti si chiedono cosa accadrà e come sarà l’uscita dalla quarantena. Ma finora nessuno aveva chiesto agli italiani cosa vogliono, quali condizioni chiedono per ripartire in sicurezza.

Adesso ad illuminare sui desideri ed esigenze degli italiani in vista di questa nuova Fase 2 – dai contorni ancora in buona parte sconosciuti – arriva il rapporto dell’istituto della società di consulenza e ricerca Nomisma, dal titolo: ”Lockdown. Come e perché sta cambiando le nostre vite”, un sondaggio svolto su un campione di mille intervistati, rappresentativo della popolazione italiana, che ci viene esposto dall’agenzia stampa Adnkronos.

Le risposte sono molto chiare. Il primo desiderio degli italiani è l’arrivo di un vaccino, auspicato dal 71% degli interpellati. Ma il 52% è preoccupato dal fatto di dover uscire di casa a partire dal 4 maggio: pesa la preoccupazione (la nutre il 47% dei cittadini) di dover frequentare luoghi chiusi in cui possono crearsi assembramenti.

L’idea di prendere i mezzi pubblici poi spaventa il 41% della popolazione, mentre il 39% ha paura di avere contatti ravvicinati (a meno di un metro) con altre persone. Soltanto l’8% non ha alcun timore di riprendere le uscite non appena terminerà il lockdown.

D’altronde, evidenzia il Report, il 21% degli italiani, nelle ultime 2 settimane, non è mai uscito di casa, vivendo una quarantena ”totale”. Chi invece ha lasciato la propria abitazione almeno una volta negli ultimi 15 giorni lo ha fatto per svolgere piccole attività ”quotidiane o di necessità”, come fare la spesa (75% degli italiani), buttare la spazzatura (62%) o per recarsi sul luogo di lavoro (solo il 30%).

Quando si esce da casa, la prima emozione che si prova è la paura di contrarre il coronavirus per il 25% degli italiani mentre il 17% prova addirittura una sensazione di ansia (ne abbiamo parlato in Coronavirus: le conseguenze sulla salute mentale). Così resta solo un  17% di persone che rimane tranquillo e riesce a riassaporare la “ritrovata libertà”.

Ma gli italiani hanno un pensiero preciso anche sulle richieste da rivolgere al Governo: vogliono “la garanzia di una ripartenza sicura e senza rischi di ricadute, nonché maggior chiarezza sulla exit strategy”. In particolare l’86% degli italiani ritiene importante prevedere la distribuzione di guanti e mascherine a tutta la popolazione. L’81% è favorevole all’estensione dei tamponi effettuati ”a tappeto” e alla conseguente creazione di una ”patente di immunità” che permetta la libera circolazione ai soggetti risultati immuni al coronavirus e che molto probabilmente sarà necessaria in molti casi per chi dovrà riprendere a lavorare.

C’è poi un 35% che vuole indicazioni certe sui tempi con cui ripartiranno le attività economiche, mentre per 4 italiani su 10 il Governo dovrebbe comunicare meglio e più chiaramente le strategie di uscita che verranno adottate. Stranamente, solo il 19% vuole conoscere con precisione la data di fine quarantena.

Anche sulle misure specifiche che il Governo dovrebbe adottare per garantire la sicurezza dal contagio le opinioni sembrano ben definite: il 58% degli italiani chiedono “l’utilizzo da parte dei cittadini di protezioni – come guanti e mascherine – sia sul luogo di lavoro che in tutti i luoghi pubblici” ed il 52% chiede il “ricorso a nuovi protocolli di sicurezza da adottare in qualsiasi luogo pubblico (ad esempio l’installazione di dispenser di gel igienizzanti all’ingresso dei locali)”; una percentuale di gradimento che sale al 90% quando si tratta di bar e ristoranti.

Il 48% degli italiani, invece, si sentirebbe sicuro “se venissero mantenute le norme di distanziamento sociale per tutto il periodo di uscita dal lockdown e comunque fino a che non sia disponibile un vaccino e ben l’83% è favorevole ad un “servizio di sorveglianza all’esterno per evitare il formarsi di assembramenti”. Invece le barriere di plexiglass piacciono a meno di un italiano su 3: solo il 32% vorrebbe trovare tavoli di ristorante – o ombrelloni in spiaggia, anche se nell’intervista questa specifica domanda non compariva – distanziati in questa maniera.


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