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Conciliazione giudiziale col fisco: la causa cessa solo dopo la prima rata

15 Ottobre 2013
Conciliazione giudiziale col fisco: la causa cessa solo dopo la prima rata

Decorsi 20 giorni dal verbale di conciliazione, il contribuente deve versare la prima rata e prestare le garanzie sui successivi pagamenti se vuol fare estinguere la causa.

La legge [1] consente al contribuente, che abbia proposto davanti al giudice (Commissione Tributaria Provinciale) un’opposizione contro un atto del fisco, di presentare un’istanza di conciliazione (totale o parziale) della controversia.

In questo modo, il cittadino si può accordare per il versamento in un’unica soluzione oppure a rate [2] dell’imposta, sanzioni e interessi.

Questa possibilità – che si definisce conciliazione giudiziale – fa cessare la causa. Tuttavia, perché il giudizio venga effettivamente chiuso non è sufficiente l’accordo delle parti – dice la Cassazione in una recente sentenza [3] – ma è anche necessario che il contribuente versi la prima rata entro 20 giorni dalla conciliazione e presti le dovute garanzie anche per i residui pagamenti. Se ciò non avviene, la conciliazione giudiziale salta e la causa prosegue.

Dunque – sottolinea la Corte – la conciliazione giudiziale rateale si perfeziona solo con il versamento, entro il termine di venti giorni dalla data di redazione del verbale, dell’importo della prima rata concordata e con la prestazione della garanzia prevista sull’importo delle rate successive. In mancanza non si verifica l’estinzione del processo tributario.


note

[1] Art. 48 D.lgs. n. 546/1992.

[2] In un massimo di otto rate trimestrali di pari importo, ovvero in un massimo di dodici rate trimestrali se le somme dovute superano i cento milioni di lire.

[3] Cass. sent. n. 23119 dell’11.10.2013.


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