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Il wi-fi non ancora liberalizzato

2 gennaio 2012 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 gennaio 2012



La liberalizzazione del wi-fi, in Italia, non vuole completare il suo iter: anche per il 2012, i gestori di internet point dovranno chiedere la licenza alla questura prima di aprire l’attività.

L’art. 7 del decreto Pisanu (ne avevamo parlato in questo precedente articolo), che poneva stringenti obblighi a carico dei gestori di punti di accesso Internet, rendendo di fatto impossibile il libero wi-fi nel nostro Paese, era stato parzialmente abrogato dallo scorso decreto milleproroghe (ne avevamo parlato qui).

La norma, in particolare, aveva finalmente eliminato la necessità, per l’esercente, di identificare i clienti connessi (conservando le fotocopie dei documenti di identità), di tenere un registro con i siti visitati da questi ultimi, di proteggere la rete, all’esterno, con una password.

In questo modo, a partire da gennaio 2011, per i gestori di internet point e di alberghi sono venuti meno quegli inutili formalismi varati (peraltro solo in Italia) all’indomani degli attentati di Londra e Madrid.

Rimaneva solo la necessità, almeno fino al 31.12.2011, di chiedere la licenza alla Questura prima di aprire l’attività: obbligo quest’ultimo che doveva essere eliminato col nuovo anno e che invece è rimasto purtroppo in vita.

Difficile comprendere le ragioni di una tale ultronea sopravvivenza, che ormai ha perso ogni ragione d’essere, soprattutto alla luce dell’intera cancellazione della normativa.

Ancora carte bollate e autorizzazioni, dunque, per il Paese dei formalismi.

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