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Sospensione mutuo: ultime sentenze

31 Maggio 2020
Sospensione mutuo: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: contratto di mutuo; consegna al mutuante e contestuale riconsegna al mutuatario della somma mutuata in deposito cauzionale; immediata disponibilità giuridica della somma mutuata; accredito sul conto corrente del mutuatario della somma con vincolo cauzionale di indisponibilità in favore della banca; disponibilità effettiva della somma solo al verificarsi di condizioni future ed eventuali.

Contratto di mutuo

Non può essere annoverato nella categoria dei titoli esecutivi di cui all’art. 474 co. 1 n. 2 c.p.c., sicché non può ritenersi di per sé idoneo a sorreggere l’esecuzione forzata con conseguente necessaria declaratoria di sospensione della procedura esecutiva, il contratto di mutuo pur se stipulato per atto pubblico notarile nel quale, sebbene la somma sia stata dichiarata in contratto come erogata, quietanzata e riconsegnata alla banca, essa è stata costituita già con il contratto medesimo presso la stessa banca in deposito cauzionale infruttifero, a garanzia dell’adempimento di tutte le condizioni poste a carico della medesima parte finanziata, quindi ancora giacente presso la banca e non immediatamente disponibile per il mutuatario.

Tribunale Avezzano, Civile, Ordinanza, 27 giugno 2019

Usurarietà del mutuo 

E’ fondata e meritevole di accoglimento la richiesta di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo derivante dal contratto di mutuo usurario presupponendo, l’accertamento dell’usurarietà del mutuo, la valutazione sia del tasso previsto per gli interessi moratori, sia di ogni altra spesa e commissione.

Ne deriva che, nel caso di specie, essendo tenuto il mutuatario alla restituzione dei soli ratei relativi alla sorte capitale, alla data in cui l’opposta ha dichiarato di avvalersi della clausola risolutiva non ne sussistevano le condizioni essendo state pagate somme sufficienti ad estinguere le rate di mutuo fino al momento sopra indicato maturate con riferimento alla sola sorte capitale. Dunque il credito della Banca opposta deve ritenersi privo del requisito dell’esigibilità ed il precetto intimato in assenza di un titolo esecutivo.

Tribunale Bari, Sezione 2, Civile, Sentenza, 14 dicembre 2015

Mutuo ed interessi usurari

In tema di mutuo ed interessi usurari, nel giudizio di opposizione all’esecuzione che abbia alla base della esecuzione il contratto di mutuo, va disposta la sospensione della esecuzione quando dall’opponente sia contestata la pattuizione di interesse di mora a tasso superiore a quello soglia con la conseguente tesi della gratuità del mutuo (nel caso di specie il Giudice dell’Esecuzione, per la specificità delle emergenze in fatto, disponeva la sospensione dell’esecuzione).

Tribunale Bari, Sezione 2, Civile, Sentenza, 8 ottobre 2016

Sospensione dell’efficacia esecutiva

Al fine di verificare se un contratto di mutuo possa essere utilizzato quale titolo esecutivo, ai sensi dell’art. 474 c.p.c., occorre accertare, mediante l’interpretazione di esso integrata con quanto previsto nell’atto di erogazione e quietanza o di quietanza a saldo ove esistente, se esso contenga pattuizioni volte a trasmettere con immediatezza la disponibilità giuridica della somma mutuata, e che entrambi gli atti, di mutuo e di erogazione, rispettino i requisiti di forma imposti dalla legge.

Nel caso di specie il mutuo azionato in executivis era chiaramente condizionato; tale contratto non produceva l’immediata trasmissione della disponibilità giuridica della somma erogata, la quale era rimasta indisponibile in deposito cauzionale presso la banca medesima sino al verificarsi di condizioni future ed incerte, rimesse (in parte) alla volontà della parte mutuataria; non essendoci l’immediata consegna, il perfezionamento negoziale veniva posticipato ad un momento futuro ed incerto. Di talché, si disponeva la sospensione della sua efficacia esecutiva, sussistendo anche il requisito del periculum, atteso che la banca aveva già iniziato la procedura esecutiva.

Tribunale Chieti, Civile, Ordinanza, 13 luglio 2017

Richiesta di sospensione della efficacia esecutiva

Va rigettato il ricorso ex art. 700 c.p.c. con il quale venga formulata domanda cautelare di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo cambiario emesso a garanzia delle obbligazioni derivanti da un contratto di mutuo, qualora gli interessi usurari siano contemplati dalla clausola penale prevista dalle parti per la fattispecie di recesso anticipato del mutuatario. E ciò in quanto la clausola penale per la sua funzione ex se sostitutiva rispetto alle obbligazioni principali, non può essere considerata parte del “corrispettivo” che previsto dall’art.644 C.P. può assumere carattere di illiceità. (F. Palumbo)

Tribunale Latina, Civile, Decreto, 22 novembre 2018

Sospensione dei contratti di anticipazione bancaria

In tema di sospensione dei contratti in corso di esecuzione ex articolo 169 bis L.F. dei contratti di anticipazione bancaria, non può predicarsi alcuna sospensione alle anticipazioni effettuate in epoca precedente il deposito della domanda, posto che la singola anticipazione genera solo un debito del cliente verso la banca e deve ritenersi operazione esaurita all’atto dell’erogazione della anticipazione, non diversamente dal contratto di mutuo per il quale la sospensione non è applicabile.

Per quanto attiene, invece, la sospensione dei mandati all’incasso in corso di esecuzione, quei mandati che andrebbero a chiudere l’operazione di anticipazione con la riscossione del credito, può essere disposta la sospensione, la quale opererà non per una sola parte, né limitatamente ad alcune clausole del rapporto di mandato, ma integralmente, impedendo non solo l’applicazione della clausola di compensazione, ma nel suo complesso l’esecuzione del mandato all’incasso.

Tribunale Milano, Civile, Sentenza, 28 maggio 2014

Debiti per mancato pagamento delle rate del mutuo

È omologabile il piano del consumatore che preveda una cifra inferiore rispetto a quella che sarebbe spettata alla banca ove fosse proseguito il contratto di mutuo. Il sacrificio richiesto al creditore con l’omologazione del piano è certo, ma nello stesso tempo inferiore rispetto a quello che deriverebbe dalla vendita dell’immobile ipotecato. Tale sacrificio, inoltre, risulta conforme alla finalità della legge sul sovraindebitamento, finalità che consiste nel permettere ai debitori non fallibili di uscire dalla loro crisi, ricollegandoli nell’alveo dell’economia palese, senza il rischio di cadere nell’usura e cercando di mantenere la proprietà dei beni essenziali come la casa di abitazione.

Tribunale Verona, Civile, Sentenza, 20 luglio 2016

L’esigibilità dell’obbligo di rimborso della somma mutuata

Non può essere ritenuto idoneo titolo esecutivo ai sensi dell’art. 474 co. 1 n. 2 c.p.c., sicché va disposta la sospensione della procedura esecutiva ricorrendo i gravi motivi previsti dall’art. 624 c.p.c., il contratto di mutuo stipulato per atto pubblico notarile che pur attesti la somma come erogata, quietanzata ed accreditata sul conto corrente del mutuatario, qualora la consegna della somma viene di fatto differita e la somma stessa dichiarata espressamente fuori dalla disponibilità del mutuatario, che si impegna a non prelevarla fino a quando non saranno posti in essere gli adempimenti elencati a pena di risoluzione del contratto.

Un siffatto contratto non integra un titolo esecutivo ai sensi dell’art. 474 co. 3 c.p.c., difettando l’attestazione della erogazione della somma mutuata tramite separato atto pubblico o la quietanza tramite scrittura privata autenticata, sicché, in mancanza di prova dell’erogazione, non può essere idoneo a dimostrare l’esigibilità dell’obbligo di rimborso della somma mutuata.

Tribunale Avezzano, Civile, Ordinanza, 18 luglio 2017

Conversione del mutuo a titolo oneroso in mutuo a titolo gratuito

Il superamento del tasso soglia di usura, che comporta la conversione del mutuo a titolo oneroso in mutuo a titolo gratuito, giustifica la sospensione della procedura esecutiva avviata dal mutuante.

Tribunale Brindisi, Civile, Sentenza, 7 aprile 2016

La verifica della usurarietà di un contratto di finanziamento

La verifica della usurarietà di un contratto di finanziamento (nella specie mutuo ipotecario azionato esecutivamente) va condotta osservando il principio di omnicomprensività, sicché vanno inclusi nel TEG anche gli interessi di mora e la penale per l’anticipata estinzione, ancorchè si tratti di costi solo eventuali.

A favore di tale conclusione depone non solo il dato letterale dell’art. 644 c.p., ma anche la considerazione che, dal punto di vista funzionale, il fatto che il c.d. tasso-soglia sia fissato in una misura sensibilmente superiore a quella del TEGM (il 50% in più secondo, la previsione originaria; il 25% in più con un ulteriore margine aggiuntivo di 4 punti percentuali, secondo la previsione attuale) serve proprio a tener conto di variabili inerenti al singolo rapporto, variabili tra le quali ben potrebbe rientrare anche l’inadempimento e la connessa applicazione degli interessi moratori convenzionalmente pattuiti. Va perciò confermato l’orientamento costante espresso sul punto dalla Suprema Corte (Cass. n. 5286/2000; Cass. n. 14899/2000; Cass. n. 5324/2003) nonché dalla Corte Costituzionale, secondo cui è “plausibile l’assunto” che gli interessi di mora siano assoggettati alla normativa antiusura (Sent. n. 29/2002).

È inefficace la clausola di salvaguardia che si limiti a ricondurre al tasso soglia i costi contrattuali riferiti agli interessi corrispettivi ovvero di mora, senza alcun riferimento ai costi ulteriori. Dal superamento del tasso-soglia discendono, ai sensi dell’art. 1815, c. 2, c.c., gli effetti della nullità e della gratuità del contratto, quest’ultima da intendersi quale sanzione civile aggravata rispetto alla precedente formulazione dell’art. 1815 c.c. secondo cui, nel caso fossero stati convenuti costi usurari, gli interessi sarebbero stati dovuti nella misura del tasso legale.

Tribunale Bari, Civile, Sentenza, 18 ottobre 2016

Erogazione effettiva al verificarsi di condizioni future ed eventuali

Non può essere annoverato nella categoria dei titoli esecutivi di cui all’art. 474 co. 1 n. 2 c.p.c., sicché non può ritenersi di per sé idoneo a sorreggere l’esecuzione forzata con conseguente necessaria declaratoria di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo, il contratto di mutuo pur se stipulato per atto pubblico notarile nel quale, benché la somma sia stata dichiarata come erogata e quietanzata essa, per la verità, è costituita, presso la stessa banca, in deposito cauzionale a garanzia dell’adempimento di tutte le condizioni poste a carico della medesima parte finanziata, emergendo così che la somma in questione, mentre in una parte del predetto documento viene dichiarata come erogata, in altra, invece, viene indicata come ancora vincolata e giacente presso la banca e dunque, non disponibile, per il mutuatario. Difetta, in questo caso, la traditio anche sotto il profilo della disponibilità giuridica poiché il mutuante non ha creato un autonomo titolo di disponibilità in favore del mutuatario sì da determinare l’uscita della somma dal proprio patrimonio e l’acquisizione della medesima al patrimonio di quest’ultimo, né ha inserito nel medesimo contratto di mutuo specifiche pattuizioni consistenti nell’incarico che il mutuatario conferisce al mutuante di impiegare la somma mutuata per soddisfare un interesse del primo.

Il deposito cauzionale non soltanto non dà immediata disponibilità giuridica della somma al mutuatario, ma svolge utilità unicamente per la banca, la quale si assicura il diritto di incassare le rate di mutuo poste a carico del mutuatario già dal momento della stipula. Dunque, il contratto de quo, non incorporando o fornendo la prova di un diritto di credito certo, liquido ed esigibile, è inidoneo, pur se stipulato con atto pubblico notarile, ad assumere efficacia di titolo esecutivo ai fini della restituzione coattiva delle somme promesse.

Tribunale Pescara, Sentenza, 12 giugno 2017



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