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Lo sai che? Il danno alla vita sessuale va risarcito

Lo sai che? Pubblicato il 14 ottobre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 14 ottobre 2013

Il pregiudizio alla vita sessuale è un danno esistenziale e va risarcito sempre e separatamente dal danno biologico: la vittima di un incidente deve essere indennizzata per ogni tipo di lesione subita.

Ogni danno che comporta uno sconvolgimento della vita e della personalità di una persona – ossia un’alterazione delle proprie abitudini e del modo di rapportarsi agli altri – è un danno talmente grave che richiede un risarcimento autonomo, a prescindere da qualsiasi altro tipo di indennizzo già ricevuto dalla vittima (come, ad esempio, quello a titolo di danno biologico). Tale pregiudizio viene definito dai giudici “danno esistenziale” e fatto rientrare nella categoria più ampia del “danno non patrimoniale” e, se compromette diritti costituzionali,  deve essere indennizzato sempre e comunque.

A questa importantissima conclusione, che segna una stangata a carico della assicurazioni, è giunta la Cassazione in una sentenza dello scorso venerdì [1].

Quindi, anche l’incidente che impedisca alla vittima di realizzarsi sessualmente per il resto della vita va risarcito: si tratta, infatti, di una voce di danno autonoma da qualsiasi altro danno.

La decisione è tanto importante quanto si considera che è giunta dopo un lungo dibattito di dottrina e giurisprudenza.

Quel che rileva ai fini risarcitori – dice la Cassazione – è che, quando si verificano pregiudizi scaturenti dalla lesione di interessi costituzionali della persona oppure da reati, essi vanno indennizzati a prescindere da come li si voglia chiamare (ossia “danno non patrimoniale” oppure, come un tempo si faceva, “danno esistenziale”) [2].

il danno esistenziale deve’essere risarcito autonomamente rispetto a quello biologico, purchè vengano compromessi diritti di rango costituzionale.

note

[1] Cass. sent. n. 23147/13 dell’11.10.2013.

[2] Afferma la Cassazione: “L’erroneità della denominazione adottata, di per sé sola, non fa ovviamente discendere l’illegittimità della loro liquidazione”.


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