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Coronavirus: si potrebbe riaprire prima del 4 maggio

17 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: si potrebbe riaprire prima del 4 maggio

Il ministro Patuanelli ipotizza un ritorno al lavoro mercoledì 22 aprile, ma la ripartenza potrebbe slittare al 28. Ecco il piano e gli ostacoli da superare.

Per ora è soltanto un’ipotesi che deve fare i conti con un paio di questioni pratiche da superare, ma c’è una concreta possibilità di tornare al lavoro la prossima settimana nelle aziende che rispettino il protocollo di sicurezza approvato tempo fa dalle parti sociali. L’idea del ministro per lo Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, è di riaprire i cancelli addirittura mercoledì 22 aprile. Idea che sembra un po’ precipitata ad alcuni colleghi di Governo e agli esperti che affiancano l’Esecutivo. Ma se la data della ripartenza dopo la chiusura obbligata per il coronavirus non fosse il 22, potrebbe essere il 28 aprile, cioè tra una decina di giorni, senza attendere il 4 maggio.

Ma procediamo con ordine. Tutto parte dall’ipotesi nata all’interno del Mise. Patuanelli vorrebbe far ripartire nei prossimi giorni tutte le fabbriche e le imprese in grado di rispettare almeno queste quattro regole: il distanziamento, il contingentamento delle linee produttive, la distribuzione dei dispositivi di sicurezza personale tra i lavoratori ed il numero di dipendenti da impegnare contemporaneamente durante i turni.

Patuanelli ne ha parlato con il capo della task force creata dal Governo per la fase 2, Vittorio Colao. Il suo piano prevede di approvare un nuovo Dpcm tra oggi e domenica ed autorizzare per mercoledì la riapertura delle aziende che abbiano i requisiti sopra citati.

Come dicevamo, però, ci sono diversi ostacoli da superare per bruciare le tappe ed anticipare la ripresa dell’attività produttiva rispetto alla data finora ipotizzata del 4 maggio. Il primo, la diffidenza dei sindacati, che vorrebbero tutte le garanzie possibili per i lavoratori. Ne parleranno entro domani a Palazzo Chigi con il premier. Perplessità condivise, tra l’altro, dal Pd e dal ministro della Salute, Roberto Speranza, per non parlare del Comitato tecnico-scientifico, restio a fare qualsiasi mossa azzardata che possa comportare il rischio di vedere risalire i contagi. Il secondo ostacolo è rappresentato proprio dai tempi stretti per arrivare ad una riapertura il 22 aprile: se proprio si vuole ricominciare entro la fine del mese, gli alleati del M5S al Governo consigliano di attendere il 28 aprile.

A premere ulteriormente sul presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ci si mette anche il nuovo capo degli industriali, Carlo Bonomi, che vorrebbe vedere subito i lavoratori in azienda. Oltre, naturalmente, ai governatori di Lombardia, Veneto e Piemonte che hanno sposato nelle ultime ore questa linea.

Tuttavia, oltre ai requisiti di sicurezza nei posti di lavoro, ci sono altre questioni che possono dilatare i tempi rispetto a quelli ipotizzati da Patuanelli. Uno su tutti, il tema del trasporto pubblico. Bisognerà capire se si è in grado di portare i lavoratori in azienda e di riportarli a casa a bordo di treni, bus o metrò senza correre dei rischi. E qui si attende il coinvolgimento degli enti locali, cioè di Regioni e Comuni, che sempre nel fine settimana dovrebbero incontrare i rappresentanti sindacali di categoria.



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