Permessi 104 tagliati dalla cassa integrazione

17 Aprile 2020 | Autore:
Permessi 104 tagliati dalla cassa integrazione

Chi è rimasto a casa a marzo e aprile a zero ore perde il diritto ai giorni di permesso previsti dalla legge e dal decreto Cura Italia.

Chi ha diritto ai permessi previsti dalla legge 104 si vedrà decurtare il numero delle giornate di assenza, inclusi i 12 giorni introdotti dal decreto Cura Italia, nel caso in cui benefici della cassa integrazione a zero ore. Lo ha chiarito l’Inps in una nota.

Va ricordato che il decreto Cura Italia, approvato nell’ambito dell’emergenza coronavirus, aumenta di 12 giorni i permessi da usufruire tra marzo e aprile 2020. Il che significa che ogni lavoratore avrebbe diritto a 18 giorni di permesso, cioè i 12 introdotti dal decreto più i 6 giorni tra marzo e aprile. Tuttavia, l’Inps precisa che sui 12 giorni si applicano le regole generali dei permessi contenuti nella legge 104 e che, di conseguenza, in caso di cassa integrazione con sospensione a zero ore non vengono riconosciute le giornate di permesso. Viceversa, se è prevista una riduzione oraria diversa in regime di Cig, le 12 giornate possono essere fruite riproporzionandole in base alla ridotta prestazione richiesta, secondo le regole del part-time verticale.

Questo significa che se un lavoratore è rimasto a casa in cassa integrazione per gli interi mesi di marzo e di aprile non solo perde il diritto ai 12 giorni di permesso aggiuntivi ma anche a quei tre giorni mensili previsti dalla legge. Tuttavia, nel caso in cui si siano trovati in questa situazione a mese già iniziato (la maggior parte è rimasta a casa dopo l’11 marzo), avranno diritto ad una parte dei permessi. Secondo i calcoli dell’Inps, dovrebbe trattarsi di due giorni.



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