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Coronavirus, lo scienziato: potevamo evitare la quarantena

17 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus, lo scienziato: potevamo evitare la quarantena

Il lockdown? Un’isteria di massa, secondo un matematico militare israeliano: il ciclo epidemico non va comunque oltre i 70 giorni, poi il virus perde potenza.

Il numero magico è il 70. Come i giorni che devono trascorrere per completare il ciclo epidemico del coronavirus. Lo sostiene un importante studio israeliano condotto dallo scienziato militare Isaac Ben Israel, generale ed ex politico, oggi presidente dell’Agenzia spaziale israeliana e del Consiglio nazionale per la ricerca e lo sviluppo, che dipende dal ministero della Scienza, della Tecnologia e dello Spazio di Israele. Non un improvvisato qualunque, insomma.

Il generale sostiene che, valutando i dati di tutti i Paesi colpiti dalla pandemia, si possono trovare delle analogie nello sviluppo del Covid-19. Nello specifico, Ben Israel ha spiegato in un’intervista tv rilasciata a Channel12 che il virus raggiunge il picco del contagio entro un massimo di 6 settimane e che poi perde virulenza, cioè inizia una fase discendente che finisce verso la nona settimana. Vale a dire, appunto, 70 giorni dopo il contagio.

Una tesi che porta lo scienziato ad una conclusione a dir poco stupefacente: le misure di contenimento decretate da quasi tutti i Paesi interessati dal Covid-19 servono a ben poco, per non dire a nulla. In altre parole: ci si poteva risparmiare il lockdown. Questo perché, secondo il militare, la diffusione del virus si esaurisce comunque entro quei 70 giorni, indipendentemente dalle quarantene. Il virus perde potenza, afferma Ben Israel, e non è più in grado di rappresentare una minaccia per la collettività.

Il capo dell’Agenzia spaziale israeliana spiega le sue valutazioni matematiche: «Esiste un modello prestabilito, i numeri parlano da soli», premette. «In Israele, a partire dalla sesta settimana, l’aumento del numero di pazienti si è ridotto, raggiungendo un picco nella sesta settimana con 700 pazienti al giorno. Da quel momento – continua Ben Israel – è in calo, e oggi ci sono solo 300 nuovi pazienti. In due settimane si arriverà a zero e non ci saranno più nuovi pazienti». E per rafforzare la sua tesi, cita gli esempi di altri Paesi, tra cui anche l’Italia, che ha adottato delle misure più severe rispetto ad altri, oppure Taiwan e Singapore, che sono stati molto più permissivi. In entrambi i casi, osserva lo scienziato, i risultati sono gli stessi: «In questi Paesi – fa notare – si evidenzia un aumento dei casi fino alla quarta/sesta settimana e subito dopo una diminuzione, fino a quando scompare durante l’ottava settimana».

​La sua conclusione: il lockdown è, secondo lui, un caso di «isteria di massa» che si sarebbe potuto sostituire con un distanziamento sociale e che, invece, sta provocando un disastro economico.

In realtà, l’evoluzione del Covid-19 ha fatto discutere anche gli scienziati italiani. A metà marzo, il capo dell’Unità Patogenesi virale e Biosicurezza dell’ospedale San Raffaele di Milano, Elisa Vicenzi, già sosteneva che il coronavirus era destinato a indebolirsi e a diventare meno contagioso col passare del tempo, perché «è l’unico modo che ha per sopravvivere, e il virus ha questa intelligenza».

Di parere diverso l’infettivologo Stefano Vella, membro del Comitato tecnico scientifico che affianca il Governo nella gestione dell’emergenza sanitaria: «Purtroppo – ha spiegato in una recente puntata di Porta a Porta – non si può dire che il virus si è indebolito, è una bestia cattiva, semplicemente trattiamo i pazienti in modo che non debbano andare in terapia intensiva come prima. Quello che mi preoccupa – ha concluso Vella – è il numero dei contagiati che, pur essendo calati sono sempre tanti».



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1 Commento

  1. Perdonate la mia ignoranza conclamata ma, alla fine della fiera, qualcuno approssimativamente mi sa indicare (non cerco un capro espiatorio qualunque, sia ben chiaro) a chi devo manifestare la mia incondizionata riconoscenza per avermi/ci messo nella condizione di essere relegato – oggi anno di grazia 2020 – a scontare l’ergastolo agli arresti domiciliari? Anche perché non vorrei sprecare l’arma di distruzione di massa che ho qua pronta nel cassetto sparando nel mucchio, bensì vorrei proprio sacrificarla utilizzandola in modo mirato contro chi (???) ci ha disinvoltamente messo nella attuale condizione, bianco nero o giallo che sia… Per la risposta non posso aspettare oltre la fine del secolo… La mia scarsa pazienza non me lo consentirebbe! Se lo/li prendooooo…

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