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Perquisizione a carico di minorenni

12 Luglio 2020 | Autore:
Perquisizione a carico di minorenni

Perquisizione personale su minore d’età: quali regole deve rispettare la polizia? Come si svolge una perquisizione d’urgenza? Diritti del minorenne perquisito.

La perquisizione è una delle attività tipiche poste in essere dalla polizia quando è alla ricerca di prove idonee a dimostrare la commissione di un reato. Con la perquisizione, le autorità sono autorizzate a mettersi alla ricerca di tutto ciò possa essere utile per le indagini: pensa al coltello che è stato utilizzato per commette un omicidio, oppure agli attrezzi impiegati per realizzare un furto. Come ti spiegherò nel corso dell’articolo, anche un minorenne potrebbe macchiarsi di un reato; in un caso del genere, è legittima la perquisizione a carico di un minore d’età?

Il problema non è di poco conto, se solo si considera che la perquisizione, soprattutto quando avviene direttamente sulla persona, può essere molto invasiva. L’ordinamento giuridico italiano, pur ritenendo responsabili penalmente anche i minori (a determinate condizioni, sia chiaro), prevede per essi una disciplina processuale particolare: sui reati commessi dai minori è chiamato a giudicare un apposito tribunale (il tribunale per i minorenni, appunto) che deve tener conto dell’età dell’imputato che gli si trova davanti.

Se ciò è vero, anche la perquisizione a carico dei minori segue regole particolari? Come funziona questo atto di indagine quando in gioco ci sono persone che non hanno ancora compiuto i diciotto anni? Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme come funziona la perquisizione dei minorenni.

Minorenni: sono imputabili penalmente?

Prima di addentrarci all’interno del tema principale di questo articolo (la perquisizione a carico dei minorenni), è bene che ti spieghi se un minorenne può essere perseguito penalmente per la sua condotta.

Secondo la legge, il minore di quattordici anni non è imputabile [1]; colui che ha compiuto i quattordici anni ma non ancora i diciotto, invece, è imputabile, a meno che non si dimostri che egli non fosse in grado di intendere e di volere; in ogni caso, la pena gli è diminuita [2].

Schematicamente, dunque, possiamo dire che:

  • il minore di quattordici anni è sempre non imputabile;
  • il minore di diciotto anni che abbia però compiuto i quattordici è imputabile, a meno che non si fornisca la prova della sua incapacità. Se condannato perché capace, la pena gli è diminuita;
  • il maggiorenne, invece, si presume sempre imputabile, a meno che non ricorra una delle cause di esclusione della capacità di intendere e di volere che abbiano visto nei paragrafi precedenti.

In sintesi, anche chi non ha compiuto i diciotto anni può rispondere del proprio fatto criminoso.

Perquisizione: che cos’è?

Chiarito che anche i minorenni sono penalmente responsabili del crimine da loro commesso, vediamo ora cos’è una perquisizione.

Secondo la legge, la perquisizione consiste nell’attività di ricerca di una cosa da assicurare al procedimento o di una persona da arrestare. La perquisizione può essere:

  • personale, quando vi è fondato motivo di ritenere che una persona nasconda su di sé il corpo del reato (cioè la cosa su cui è stato compiuto o con la quale si è realizzato il reato: pensa alla pistola utilizzata per colpire qualcuno) o cose pertinenti al reato;
  • locale, quando vi è il fondato motivo che suddette cose si trovino in un determinato luogo ovvero che in esso possa eseguirsi l’arresto dell’imputato o dell’evaso [3].

Quando la perquisizione dà esito positivo, si procede al sequestro del corpo del reato o delle cose pertinenti al reato, cioè all’apprensione fisica del bene, che viene quindi sottratto a chi ne aveva la disponibilità.

Di regola, la polizia procede ad effettuare una perquisizione solamente se autorizzata da decreto dell’autorità giudiziaria (giudice procedente o pubblico ministero).

Tuttavia, non sono pochi i casi in cui la polizia effettua una perquisizione anche senza la previa autorizzazione del magistrato. Vediamo di cosa si tratta.

Perquisizione d’urgenza: cos’è?

La legge consente agli ufficiali di polizia giudiziaria di procedere a perquisizione personale o locale quando, oltre ad esserci il fondato motivo di ritenere che sulla persona si trovino nascoste cose o tracce pertinenti al reato che possono essere cancellate o disperse ovvero che tali cose o tracce si trovino in un determinato luogo o che ivi si trovi la persona sottoposta alle indagini o l’evaso, ci si trovi in flagranza di reato o in un caso di evasione.

Si immagini all’autore di un furto che, subito dopo il delitto, sia visto entrare in una casa: in questa ipotesi la polizia potrà procedere alla perquisizione del domicilio senza prima attendere il decreto dell’autorità giudiziaria.

Nelle ipotesi di perquisizione d’urgenza l’intervento dell’autorità giudiziaria non è escluso ma semplicemente posticipato: le operazioni compiute, infatti, dovranno comunque essere convalidate nei successivi giorni dal pubblico ministero competente

La polizia può procedere a perquisizione d’urgenza anche nei casi in cui deve eseguire un’ordinanza che dispone la custodia cautelare o un ordine di carcerazione nei confronti di soggetto imputato o condannato per uno dei delitti per i quali è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza, ovvero quando deve precedere al fermo di una persona indiziata di delitto.

Nel caso di perquisizione domiciliare, poi, è possibile procedere anche fuori dei limiti temporali normalmente previsti (e di cui ti parlerò nei prossimi paragrafi), quando il ritardo potrebbe pregiudicarne l’esito.

Compiuta la perquisizione d’urgenza, la polizia giudiziaria trasmette entro quarantotto ore, al pubblico ministero del luogo dove la perquisizione è stata eseguita, il verbale delle operazioni compiute. Il pubblico ministero, se ne ricorrono i presupposti, nelle quarantotto ore successive, convalida la perquisizione [4].

Perquisizione senza decreto autorizzativo: altre ipotesi

La legge prevede altre ipotesi in cui la polizia può violare il domicilio senza necessità del decreto; sono possibili perquisizioni: di persone, locali, automobili, bagagli ed effetti personali per prevenire o reprimere il traffico di droga [5]; quando vi è fondato motivo di credere che ci siano armi, munizioni o esplosivi, persona ricercata, evaso in relazione a determinati delitti di associazione mafiosa, traffico di droga o delitti con finalità di terrorismo [6].

Perquisizione a carico di minori: come funziona?

La perquisizione a carico di minori non presenta alcuna peculiarità rispetto alla normale perquisizione sin qui descritta. Ciò significa che non esiste una norma di legge che imponga alle autorità di procedere in una determinata maniera in presenza di minorenni da perquisire.

Ciononostante, si ritiene che la polizia, allorquando debba procedere alla perquisizione a carico del minorenne, debba comunque seguire delle regole di precauzione volte a rispettare quanto più possibile la persona del minore.

Il problema si pone soprattutto nel caso in cui la polizia ritenga di dover procedere con una perquisizione personale d’urgenza a carico del minore: in questa ipotesi, infatti, non v’è alcun decreto dell’autorità giudiziaria a indicare le eventuali accortezze da porre in essere a tutela del minorenne.

Perquisizione a carico di minorenni: regole

Se la perquisizione a carico di persona minore d’età è autorizzata dall’autorità giudiziaria, la polizia deve preventivamente esibire il decreto che legittima le operazioni.

Prima di poter perquisire la sua persona o l’abitazione in cui vive, la polizia deve avvisare il minore della possibilità di nominare un avvocato o altra persona di fiducia che siano, però, facilmente reperibili; la polizia non è quindi tenuta ad attendere nel caso in cui il proprio avvocato non sia immediatamente raggiungibile.

Il decreto con cui l’autorità giudiziaria dispone la perquisizione locale può autorizzare la polizia a perquisire anche le persone presenti o sopraggiunte, quando ritiene che le stesse possano nascondere il corpo del reato o cose pertinenti al reato. Può inoltre ordinare che taluno non si allontani prima che le operazioni siano concluse [7].

La presenza dei genitori durante la perquisizione

Nel caso di perquisizione a carico di minorenne, la persona di fiducia da nominare può tranquillamente essere uno dei genitori; anzi, generalmente è preferibile che i genitori assistano alle operazioni in atto, in modo tale da assicurare al minore un adeguato sostegno psicologico.

Dunque, anche a costo di rallentare le operazioni (qualora ciò non pregiudichi irrimediabilmente l’attività investigativa), la polizia farebbe bene ad attendere l’arrivo dei genitori, se non già presenti al momento della perquisizione.

L’esecuzione della perquisizione personale su minore

Secondo la legge, la perquisizione personale è eseguita sempre nel rispetto della dignità e, nei limiti del possibile, del pudore di chi vi è sottoposto [8].

Inoltre, le perquisizioni e le ispezioni personali sono eseguite da persona dello stesso sesso di quella che vi è sottoposta, salvi i casi di impossibilità o di urgenza assoluta, oppure quando le operazioni sono eseguite da persona esercente la professione sanitaria [9].

Dunque, il minorenne avrà diritto a essere perquisito solamente da persona del suo stesso sesso, salvo casi di comprovata urgenza o impossibilità.

Perquisizione domiciliare: orari

Particolare tutela è accordata alla perquisizione domiciliare: salvo eccezioni, la perquisizione in un’abitazione o nei luoghi chiusi adiacenti a essa non può essere iniziata prima delle ore sette e dopo le ore venti [10].

Nei casi di perquisizione particolarmente urgenti, però, l’autorità giudiziaria può disporre che le operazioni di ricerca dei mezzi di prova siano eseguite fuori dei suddetti orari.

La perquisizione d’urgenza a carico dei minorenni

Nel paragrafo precedente abbiamo visto come funziona la perquisizione a carico del minorenne; le regole sono le medesime della perquisizione a carico di una qualsiasi persona maggiorenne.

Quando si procede a perquisire un minorenne dietro provvedimento giudiziario, in genere nel decreto sono indicate le eventuali cautele da adottare per preservare la dignità e il benessere psicofisico del minore. In questa circostanza, dunque, la polizia non dovrà fare altro che adeguarsi alle indicazioni del magistrato.

Le cose cambiano nelle ipotesi di perquisizione d’urgenza: in questi casi, la polizia può intervenire immediatamente senza dover attendere alcuna autorizzazione.

Ebbene, nonostante l’estrema premura con cui l’autorità deve procedere, i diritti della persona minorenne perquisita non possono mai essere calpestati, pena la possibilità di rendere inutilizzabili gli esiti della perquisizione, nonché di poter perfino incorrere in reato: la legge punisce con la reclusione fino a un anno il pubblico ufficiale, che, abusando dei poteri inerenti alle sue funzioni, esegue una perquisizione o una ispezione personale [11].

Dunque, la polizia che esegue una perquisizione d’urgenza su un minore d’età dovrà assicurarsi che le operazioni non ledano la dignità e il benessere psicofisico del minore; al contempo, se possibile, occorrerà attendere l’arrivo di almeno uno dei genitori, al di là dell’eventuale nomina di un avvocato.

Al termine della perquisizione, è bene che la polizia rediga un dettagliato verbale di perquisizione che dia conto delle motivazioni fondanti la ricerca, avendo altresì cura di descrivere, almeno sommariamente, la tecnica intrapresa durante la perquisizione del minorenne.


note

[1] Art. 97 cod. pen.

[2] Art. 98 cod. pen.

[3] Art. 247 cod. proc. pen.

[4] art. 352 cod. proc. pen.

[5] Art. 103 D.P.R. n. 309/1990.

[6] Art. 41 Testo unico delle leggi in materia di pubblica sicurezza e art. 25 d. l. n. 306/1992 del 08.06.1992.

[7] Art. 250 cod. proc. pen.

[8] Art. 249 cod. proc. pen.

[9] Art. 79 disp. att. cod. proc. pen.

[10] Art. 251 cod. proc. pen.

[11] Art. 609 cod. pen.

Autore immagine: Canva.com


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