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Risarcimento danni da insidia stradale

17 Aprile 2020 | Autore:
Risarcimento danni da insidia stradale

Risarcimento danni da insidia stradale: condannati in solido ex art. 2055 c.c. al risarcimento del danno patito dalla danneggiata l’Amministrazione comunale e la società alla quale erano stati affidati i lavori di recupero della pubblica piazza in cui si è verificato il sinistro. Tribunale di Ravenna, Sezione Unica Civile, Sentenza n.1108 del 31.10.2019. 

La sentenza del Tribunale di Ravenna n. 1108 del 31.10.2019, qui in commento, rappresenta una interessante applicazione dei principi di responsabilità civile e, segnatamente, in materia di responsabilità oggettiva di danno da cose in custodia ex art. 2051 c.c. e di responsabilità extracontrattuale ex art. 2043 c.c. 

Nel caso di specie, il Giudice del Tribunale di Ravenna ha riconosciuto la responsabilità dell’incidente occorso alla danneggiata sia in capo al Comune, sia in capo alla società privata incaricata dei lavori di manutenzione del luogo in cui si è verificato il sinistro, l’uno a norma degli artt. 2051 e 2043 c.c. e l’altro ai sensi dell’art. 2043 c.c.; entrambi i soggetti sono stati condannati, in solido fra loro, al risarcimento in favore della danneggiata dei danni patrimoniali e non patrimoniali dalla stessa subiti. 

Il caso

In data 24.05.2017 la danneggiata si trovava sulla pubblica piazza comunale adibita a pubblico parcheggio quando, a causa del manto dissestato e irregolare del fondo stradale, cadeva rovinosamente a terra riportando “trauma distorsivo tt e piede dx” e residuando esiti di carattere permanente. 

La danneggiata ha, quindi, citato in giudizio dinanzi al Tribunale di Ravenna sia l’Amministrazione comunale proprietaria della piazza in cui si è verificato il sinistro, sia la società addetta alla ristrutturazione del manto stradale, in forza della convenzione per l’attuazione di un piano di recupero stipulata da tali soggetti, richiedendo che l’Autorità giudiziaria accertasse e dichiarasse la loro responsabilità e li condannasse in solido al risarcimento di tutti i pregiudizi subiti. 

La sentenza del Tribunale di Ravenna

Il Giudice del Tribunale di Ravenna, con la sentenza in oggetto, ha riconosciuto la responsabilità oggettiva ex art. 2051 c.c. dell’Amministrazione Comunale quale “ente proprietario e custode della piazza”, nonché ai sensi dell’art. 2043, in quanto sono stati ampiamente provati lo stato di dissesto del manto stradale e il nesso di causalità tra detta irregolarità e i pregiudizi subiti dalla persona danneggiata; invece, la società privata è stata ritenuta responsabile ai sensi dell’art. 2043 c.c. per la negligente realizzazione dei lavori di rifacimento della predetta piazza. 

È stato altresì escluso un possibile concorso colposo ex art. 1227 c.c. da parte della danneggiata, la quale è caduta a terra a causa di un dosso non visibile per la presenza di altre automobili parcheggiate: la danneggiata non era in grado di prevedere concretamente la possibilità del sinistro verificatosi e, conseguentemente, di adottare le cautele necessarie ad evitarlo. 

In particolare, si legge nella sentenza citata, che la domanda giudiziale avanzata dalla danneggiata appare fondata ai sensi dell’art. 2051 c.c. nei confronti dell’Amministrazione Comunale sulla base dei caratteri propri di tale tipo di responsabilità oggettiva. Essa, infatti, è fondata sulla sussistenza di un rapporto di custodia tra il soggetto e la cosa, tanto che rientra tra i poteri del custode quello di “eliminare le situazioni di pericolo che siano insorte e di escludere i terzi dal contatto con la cosa”1.

Ai fini della sussistenza di tale ipotesi di responsabilità oggettiva è necessario e sufficiente “il solo dato oggettivo della derivazione causale del danno dalla cosa e non la diligenza o meno del custode nell’esercizio del suo potere sul bene”2: il danneggiato dovrà solamente provare il pregiudizio subito ed il nesso eziologico tra la cosa e il danno, mentre il custode è tenuto a dimostrare che il danno non è stato generato dal bene in questione ma dal caso fortuito3

Il paradigma descritto dall’art. 2051 c.c. trova applicazione anche in caso di responsabilità della Pubblica Amministrazione circa i pregiudizi subiti “dagli utenti dei beni demaniali, laddove sia possibile individuare a carico dell’ente proprietario […] la custodia intesa come potere di fatto o signoria sul bene medesimo”4 sulla base di taluni elementi, tra cui si annoverano l’estensione, la posizione nel perimetro urbano del Comune e le dotazioni tipiche del bene5

Peraltro, l’Amministrazione Comunale è stata ritenuta responsabile dei pregiudizi subiti dall’utente a anche a norma dell’art. 2043 c.c. sulla scorta della giurisprudenza consolidata al riguardo, per cui l’ente pubblico risponde di tali pregiudizi qualora il danneggiato dimostri l’anomalia del bene demaniale, elemento di per sé valevole a “configurare il comportamento colposo della P.A., sulla quale ricade conseguentemente l’onere della prova dei fatti impeditivi della propria responsabilità”6

Alla luce di tali considerazioni, il Giudice del Tribunale di Ravenna ha riconosciuto la responsabilità dell’Amministrazione Comunale ai sensi dell’art. 2051 c.c. in quanto il luogo del sinistro occorso alla danneggiata è situato all’interno del proprio territorio e, per tale ragione, l’Amministrazione comunale avrebbe dovuto esercitare una “effettiva vigilanza in ordine allo stato di manutenzione della piazza in discorso”, considerato altresì che la stessa era a conoscenza delle ragguardevoli anomalie presenti sul manto stradale, e stante la sussistenza del nesso causale tra l’evento dannoso e il bene in custodia; inoltre è stata riconosciuta la responsabilità ex art. 2043 di tale ente sulla base della dimostrazione dell’insidia stradale, “che costituisce indice sintomatico della colpa dell’amministrazione per aver violato gli obblighi di manutenzione della sede stradale e delle relative pertinenze, sulla stessa gravanti”, e del nesso eziologico tra lo stato di dissesto del fondo stradale della piazza in questione e le lesioni subite dalla danneggiata. 

La domanda avanzata dalla danneggiata è stata ritenuta fondata ed accolta dal Tribunale di Ravenna anche nei confronti della società privata, incaricata dei lavori di sistemazione della piazza comunale. 

Sebbene tale società non possa essere considerata quale custode del luogo in questione, stante la mancanza del potere di fatto sul bene al momento in cui il sinistro si è verificato, essa è stata ritenuta responsabile dei fatti accaduti a norma dell’art. 2043. 

Difatti, l’utente danneggiato ha ampiamente dimostrato tanto il cattivo stato della pavimentazione stradale della piazza comunale e la sua riconducibilità all’esecuzione dei lavori effettuati dalla società a ciò incaricata, quanto il danno subito, il nesso di causalità tra questo e l’inesatta esecuzione dei lavori ad opera della società privata; peraltro è stata dimostrata la colpa della stessa circa la prevedibilità ed evitabilità di sinistri simili a quello occorso alla danneggiata a causa delle anomalie presenti nell’asfalto. 

Per tali ragioni, alla luce di quanto esposto, il Giudice del Tribunale di Ravenna ha ritenuto responsabili del sinistro occorso alla danneggiata, seppure per diverso titolo, sia l’Amministrazione comunale che la società incaricata di effettuare i lavori di recupero della piazza comunale, condannandole in solido ex art. 2055 c.c. al risarcimento dei pregiudizi patrimoniali e non patrimoniali subiti dalla danneggiata. 

Avv. Luca Palmieri in collaborazione con la Dott.ssa Eleonora Campana


note

1 Cfr. Cass., n.1948/2003

2 Cfr. Cass., n.4476/2011

3 Cfr. Cass., n.30775/2017

4 Cfr. Cass., n.5622/2016

5 Cfr. Cass., n.20427/2008 e n.9546/2010

6 Cfr. Cass., n.12821/2015 


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