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È possibile adottare un maggiorenne?

16 Luglio 2020
È possibile adottare un maggiorenne?

Come tramandare il nome e il patrimonio familiare pur non avendo figli.

Si sa, la vecchiaia è una brutta bestia, soprattutto se trascorsa in completa solitudine. Sono sempre di più, infatti, le persone che scelgono di non sposarsi o comunque di rimanere single. Tuttavia, quando si arriva ad una certa età ci si sente soli e non si sa a chi lasciare il patrimonio. Per questo motivo è lecito domandarsi: è possibile adottare un maggiorenne? La risposta è affermativa. La legge, infatti, riconosce la possibilità di adottare un ragazzo che ha già compiuto 18 anni al fine di trasmettergli il proprio cognome o la propria eredità oppure per garantire assistenza ad una persona bisognosa. Ma quali sono i requisiti? Te lo spiego in questo articolo.

Adozione di un maggiorenne: cos’è?

Partiamo subito con un esempio.

Tizia è anziana e non ha discendenti diretti. Vive in una casa insieme a Caia, una ragazza straniera maggiorenne che da circa dieci anni si prende cura di lei. Tizia decide di adottare Caia a cui si è molto affezionata.

L’adozione di un maggiorenne, quindi, è un istituto pensato per coloro che non hanno figli, ma intendono comunque creare una discendenza a cui trasmettere il cognome e il patrimonio ereditario. Tale strumento, tuttavia, può essere anche utilizzato per prestare assistenza a chi si trova in difficoltà (come, ad esempio, un soggetto portatore di handicap).

Adozione di un maggiorenne: requisiti

Coloro che intendono adottare un maggiorenne (cioè una persona che ha già compiuto 18 anni) devono possedere i seguenti requisiti:

  • aver compiuto 35 anni e, in ogni caso, essere più grandi dell’adottando di almeno 18 anni. In casi eccezionali, tuttavia, il tribunale autorizza l’adozione in questione anche quando l’adottante ha solo 30 anni;
  • essere single o sposati, non fa alcuna differenza. L’importante è che se l’adottante è sposato, deve esserci anche il consenso dell’altro coniuge.

Ai suddetti requisiti si aggiungono:

  • il consenso all’adozione che adottante e adottando devono prestare personalmente;
  • l’assenso all’adozione da parte dei genitori dell’adottando, del coniuge dell’adottante e dell’adottando (non legalmente separati) e dei figli. Se tali soggetti si rifiutano senza un motivo giustificato o se tale rifiuto è contrario all’interesse dell’adottando, il tribunale pronuncia, su istanza dell’adottante, l’adozione.

È possibile adottare un maggiorenne?

A questo punto, ti è chiaro che in presenza dei requisiti, è sempre possibile adottare un maggiorenne. Ma praticamente, cosa bisogna fare? Innanzitutto, occorre rivolgersi ad un avvocato di fiducia (meglio se esperto in materia) perché il primo step è quello di depositare un ricorso presso il tribunale del luogo della tua residenza. Tale passaggio è importante perché il giudice deve conoscere i motivi esatti per cui si vuole procedere con l’adozione. Nel ricorso è indispensabile indicare alcuni dati, come l’età dell’adottante e dell’adottando, il consenso all’adozione, ecc.. Inoltre, è necessario allegare la seguente documentazione:

  • l’estratto di nascita dell’adottante;
  • il certificato di residenza di adottante e adottando;
  • il certificato di matrimonio o di stato libero di adottante e adottando;
  • lo stato di famiglia dell’adottante;
  • l’atto notorio attestante che gli adottanti non hanno figli;
  • il certificato di morte dei genitori dell’adottando, se deceduti.

Lo step successivo prevede l’udienza a cui partecipano tutti coloro che sono interessati all’adozione (ad esempio, il coniuge dell’adottante) e che devono manifestare il loro consenso. 

Una volta assunte le informazioni e ottenuti i consensi, il tribunale procede alla verifica della sussistenza di tutti i requisiti previsti dalla legge e, in caso positivo, emette una sentenza di adozione, da trascrivere a margine dell’atto di nascita dell’adottato a cura dell’ufficiale di Stato civile.

Se la persona che si intende adottare è un maggiorenne straniero, allora è necessario che tutti i documenti siano tradotti in lingua italiana e muniti di apostilla (cioè di un timbro specifico necessario per legalizzare gli atti).

Infine, va precisato che i costi per la procedura di adozione di un maggiorenne sono i seguenti:

  • 98,00 euro di contributo unificato;
  •  27,00 euro di marca da bollo;
  • la parcella dell’avvocato che ha curato la pratica di adozione.

Adozione di un maggiorenne: conseguenze

Una volta che il tribunale ha pronunciato l’adozione, le conseguenze sono che l’adottato:

  • conserva tutti i diritti e i doveri verso la propria famiglia di origine;
  • acquista il diritto di utilizzare il cognome dell’adottante, da anteporre al proprio;
  • acquista diritti successori;
  • acquista il diritto agli alimenti;
  • ottiene il visto e il permesso di soggiorno per motivi familiari se l’adottato maggiorenne è straniero. Dopo cinque anni dalla trascrizione del provvedimento di adozione e di residenza effettiva in Italia, l’adottato può fare anche richiesta per ottenere la cittadinanza italiana.

Invece, l’adottante:

  • ha l’obbligo di mantenimento verso l’adottato;
  • non può vantare diritti di successione nei confronti dell’adottato.

Attenzione: tra l’adottato e la famiglia dell’adottante non si crea alcun rapporto di parentela (tuttavia, rimango fermi gli impedimenti matrimoniali).

Revoca dell’adozione di un maggiorenne

Partiamo da un esempio.

Tizio ha adottato il maggiorenne Caio da qualche mese. I rapporti tra loro non sono molto buoni, tanto che un giorno Caio cerca di uccidere Tizio con un coltello.

Ebbene, devi sapere che la revoca dell’adozione di un maggiorenne può essere chiesta in due casi:

  • per indegnità dell’adottato, cioè quando quest’ultimo ha attentato alla vita dell’adottante o dei suoi familiari oppure se commette nei loro confronti un delitto punibile con una condanna non inferiore a 3 anni;
  • per indegnità dell’adottante, se quest’ultimo attenta alla vita dell’adottato o dei suoi familiari oppure se commette nei loro confronti un delitto punibile con una condanna non inferiore a 3 anni. 

La revoca dell’adozione è pronunciata sempre dal tribunale su istanza dell’adottato o dell’adottante.



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