Processi tributari: quali proseguono durante l’emergenza

17 Aprile 2020 | Autore:
Processi tributari: quali proseguono durante l’emergenza

Alcune attività processuali e udienze fanno eccezione alla sospensione dei termini stabilita fino al 11 maggio: lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate.

Durante l’attuale periodo di emergenza Coronavirus la maggior parte dei processi tributari sono sospesi, ma alcuni proseguono. Sulla materia si sono avvicendati il Decreto Cura Italia, il Decreto Liquidità e adesso anche una nuova circolare emanata dall’Agenzia delle Entrate [1] che è intervenuta per specificare la portata delle regole sulla sospensione e su quali sono le eccezioni.

In generale, le udienze dei processi tributari che avrebbero dovuto tenersi nel periodo fra il 9 marzo 2020 e l’11 maggio 2020 sono rinviate d’ufficio a data successiva. Infatti, il Decreto Cura Italia [2] aveva stabilito l’iniziale differimento, fino al 15 aprile, per tutti i processi civili e penali, specificando che «le disposizioni, in quanto compatibili, si applicano altresì ai procedimenti relativi alle commissioni tributarie». Poi, il Decreto Liquidità [3] ha prorogato questo termine sino all’11 maggio compreso.

Questa sospensione include la maggior parte degli adempimenti processuali previsti nelle varie fasi del giudizio, come – specifica l’Agenzia nella circolare – la proposizione dell’appello, del ricorso in cassazione e del controricorso, dell’atto di riassunzione, la costituzione in giudizio del ricorrente e del resistente, l’integrazione dei motivi di ricorso e la proposizione del reclamo contro i provvedimenti presidenziali.

Ma non tutti i processi già fissati o comunque incardinati presso le Commissioni tributarie rientrano in questa regola generale e la circolare dell’Agenzia delle Entrate chiarisce proprio quali sono le eccezioni, che sono state individuate interpretando il rinvio operato dal legislatore alle norme del Codice di procedura civile richiamate dai due Decreti legge [4].

Così l’Agenzia ritiene che fanno eccezione i procedimenti di sospensione cautelare della esecutività provvisoria delle sentenze oggetto di impugnazione e, in genere, tutti i procedimenti la cui ritardata trattazione può produrre grave pregiudizio alle parti, come, ad esempio, quello finalizzato alla sospensione degli effetti dell’atto impugnato, indispensabile per impedire che esso venga portato a esecuzione nonostante il processo in corso.

Il differimento, inoltre, non opera su altri termini, quali quelli relativi ai procedimenti cautelari che sospendono l’irrogazione dei provvedimenti sanzionatori  [5], quelli finalizzati all’adozione delle misure cautelari dell’iscrizione di ipoteca o dell’esecuzione del sequestro conservativo.

Per il resto la sospensione dei termini opera in automatico per tutti gli adempimenti processuali e – precisa la circolare -«riguardano tutte le parti del processo tributario, senza distinzione alcuna» su quelli a carico del contribuente e quelli spettanti al Fisco.

Così lo stop dei termini riguarda – chiarisce l’Agenzia delle Entrate – quelli per la proposizione del ricorso di primo grado da parte del contribuente e quelli di 90 giorni per la conclusione del procedimento di mediazione, stabilito nelle controversie di valore non superiore a 50.000 euro.

Riguardo ai nuovi ricorsi contro cartelle di pagamento, avvisi di accertamento o altri atti impositivi, l’Agenzia fa l’esempio di un atto notificato al contribuente il 14 febbraio 2020, per il quale il termine di 60 giorni per la presentazione del ricorso resta sospeso dal 9 marzo all’11 maggio 2020 e, dunque, riprende a decorrere dal 12 maggio 2020: l’effetto sarà che i termini per l’utile proposizione scadranno alla data del 17 giugno 2020, anziché del 14 aprile 2020, come sarebbe accaduto senza la sospensione determinata dall’emergenza Coronavirus.


note

[1] Agenzia delle Entrate, circolare n.10/E del 16 aprile 2020.

[2] Art. 83 Decreto Legge 17 marzo 2020, n.18.

[3] Art. 36 Decreto Legge 8 aprile 2020, n.23.

[4] Si tratta dei «procedimenti di cui agli articoli 283, 351 e 373 del Codice di procedura civile e, in genere, tutti i procedimenti la cui ritardata trattazione può produrre grave pregiudizio alle parti».

[5] Artt. 16, 17 e 19 del D.Lgs.  n.472/97.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube