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Aggredire prima di essere colpiti: è lecito?

19 Aprile 2020
Aggredire prima di essere colpiti: è lecito?

Se durante un diverbio una persona visibilmente alterata ti si avvicina con fare minaccioso, per legge puoi colpirla per primo perché temi che lui voglia colpire te?

Lo Stato punisce l’uso della violenza in qualsiasi modo e soluzione, sia come arma di vendetta che di tutela. Solo in casi estremi è ammessa la legittima difesa, quando cioè ci si trovi in uno stato di imminente e serio pericolo per sé o per un proprio caro e non vi siano altre soluzioni per difendersi se non appunto attaccare. 

Ora, al di là delle ipotesi estreme, di chi cioè abbia dinanzi una persona armata delle peggiori intenzioni (si pensi a un assassino o a un rapinatore), molto spesso le situazioni di pericolo non si verificano all’improvviso e, a volte, sono il frutto di una escalation di reciproche aggressioni verbali e minacce. Così, dalle parole si passa facilmente alle mani.

Immaginiamo due persone che, per strada o allo stadio, abbiano un forte diverbio. Una delle due, però, più incline alla rabbia, si altera facilmente, si fa rossa in volto che quasi sembra esplodere. Inizia ad avvicinarsi con fare minaccioso, quasi provocatorio. Ebbene, in un caso del genere, si può attuare ciò che in gergo bellico viene detto «attacco preventivo»? In buona sostanza, è lecito aggredire prima di essere colpiti?

Sul punto, sarà bene fare delle precisazioni per evitare facili equivoci.

Quando ricorre la legittima difesa

Non puoi stabilire se sia lecito aggredire prima di essere colpiti se prima non sai come funziona la legittima difesa. Gli elementi per scriminare un’aggressione sono i seguenti:

  • si deve agire in una situazione di necessità: chi viene aggredito non deve essere nella condizione di salvarsi se non attraverso l’uso della violenza. «Reagire o subire» deve essere l’alternativa. Ad esempio, non si potrebbe invocare la legittima difesa se la vittima ha la possibilità di andare via senza essere inseguita dall’aggressore o di chiamare la polizia;
  • l’aggressore deve compiere un gesto vietato dall’ordinamento: non si può, ad esempio, picchiare un poliziotto che cerca di arrestare un ladro mentre scappa; 
  • la vittima deve trovarsi in una situazione di pericolo attuale: non si può invocare la legittima difesa se c’è solo il sentore di una situazione di pericolo potenziale ma non in atto; né si può colpire l’aggressore se questi è già andato via (si tratterebbe, infatti, solo di una vendetta, essendo cessato lo stato di pericolo);
  • la difesa deve essere proporzionata all’offesa che si sta per ricevere. Ad esempio, non si può uccidere una persona solo perché questa sta per tirare un pugno in faccia ad un’altra o le sta chiedendo il portafogli. In una scala di importanza dei diritti c’è prima la vita, poi l’integrità fisica, poi l’onore e la reputazione, poi il patrimonio. Se, mettendo sulla bilancia il diritto della vittima e quello dell’aggressore, quest’ultimo è più importante non si può più parlare di legittima difesa;
  • chi agisce in legittima difesa non deve essersi messo lui stesso nella situazione di pericolo e necessità. Quindi, non si parla di legittima difesa se una persona provoca un’altra e questa, per tutta reazione, passa all’uso delle mani. 

Aggredire prima di essere colpiti: è lecito?

Passiamo ora a risolvere il dubbio da cui siamo partiti: si può aggredire una persona prima che questa ci colpisca? Non è possibile rispondere in modo secco. Tutto dipende dalla situazione concreta. Affinché si possa usare l’arma della “aggressione preventiva” è necessario:

  • che vi sia, se non la certezza, un’alta probabilità – e non una semplice possibilità – di essere aggrediti fisicamente e non solo verbalmente;
  • che si tratti di una aggressione violenta che possa generare un danno fisico rilevante. Non si può parlare di legittima difesa quando un giovane colpisce una persona anziana;
  • che la vittima non abbia provocato essa stessa l’aggressione: se la disputa verbale è partita da una privazione, chi l’ha compiuta non potrà invocare la legittima difesa;
  • che non vi siano altre soluzioni per difendersi se non l’aggressione. Quindi, non si ha legittima difesa se c’è tutto il tempo per dileguarsi e abbandonare il discorso prima che questo sfoci in una rissa. 

La parte più delicata è certamente comprendere se l’aggressore ha tutta l’intenzione di picchiare l’altra persona o non si tratta di una semplice simulazione per incuterle timore. Se così fosse, non si potrebbe agire in legittima difesa preventiva ma si potrebbe quantomeno querelare la controparte per minaccia la quale non è solo verbale ma anche gestuale.



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