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Parlamento europeo: sì ai Recovery Bond

17 Aprile 2020
Parlamento europeo: sì ai Recovery Bond

Le misure approvate oggi dall’assemblea di Bruxelles per contrastare l’emergenza Coronavirus: no agli Eurobond, apertura al Mes.

Il Parlamento Europeo ha approvato a larga maggioranza, poco fa nella seduta plenaria a Bruxelles, una risoluzione comune sulle misure necessarie a contrastare le conseguenze della pandemia di Covid-19, che prevede tra l’altro l’utilizzo di Recovery Bond legati al bilancio Ue. Ce ne informa l’agenzia stampa Adnkronos. La risoluzione è passata con 395 voti a favore, 171 contrari e 128 astenuti, con 694 voti espressi.

L’indicazione dell’assemblea parlamentare dell’Unione è chiara: si va verso una mutualizzazione comune tra i Paesi europei del debito da sostenere per fronteggiare le spese necessarie a superare l’emergenza economica Coronavirus. Si è preso, cioè, atto che la crisi non riguarda alcuni singoli Stati ma tutti i membri dell’Unione europea, che devono affrontarla e superarla in maniera condivisa.

La risoluzione adottata oggi è solo un atto di indirizzo che non vincola le decisioni da assumere il prossimo 23 aprile dal Consiglio europeo, composto dai capi di Stato e di governo dei 27 Paesi membri, ma di certo ne influenzerà gli orientamenti e le azioni.

“I Recovery Bond, garantiti dal bilancio Ue, sono emissioni comuni volte a finanziarie con nuove risorse un grande piano comune di investimenti economici e sociali, mobilitando come minimo 500 miliardi di nuove risorse che devono aggiungersi ai 1700 miliardi già mobilitati dall’Unione europea per affrontare la crisi”, spiega all’Adnkronos l’eurodeputato Sandro Gozi.

Ora in sintesi, se il Consiglio Europeo seguirà le indicazioni del Parlamento e le recepirà nel prossimo summit, la Commissione europea sarà autorizzata ad emettere questi nuovi Recovery Bond e girerà i fondi raccolti agli Stati, sotto forma di prestiti back-to-back cioè a tassi analoghi a quelli “spuntati” dall’Unione europea sul mercato e che potrebbero essere molto inferiori a quelli delle emissioni dei singoli Stati perché sarebbero garantiti dalla stessa Unione.

Il testo approvato è il seguente: il Parlamento “esorta la Commissione a proporre un massiccio pacchetto per la ripresa e  la ricostruzione con investimenti per sostenere l’economia europea dopo la crisi, oltre a quello che stanno già facendo il Meccanismo europeo di stabilità (Mes), la Banca Europea per gli Investimenti e la Banca Centrale Europea, che sia parte del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale (Mff)”.

E ancora, il Parlamento “crede che tale pacchetto dovrebbe essere in vigore finché dura la difficoltà economica provocata da questa crisi; investimenti necessari sarebbero finanziati da un quadro finanziario pluriennale rafforzato, e dai fondi esistenti dell’Unione europea e dei suoi strumenti finanziari, e da Recovery Bond garantiti dal bilancio Ue; questo pacchetto non riguarderebbe la mutualizzazione del debito esistente e dovrebbe essere orientato agli investimenti futuri”.

La risoluzione approvata oggi non parla invece degli Eurobond sui quali puntava il presidente del Consiglio Giuseppe Conte: l’emendamento proposto dai Verdi al riguardo è stato bocciato per una quarantina di voti (326 contrari, 282 favorevoli e 74 astenuti su un totale di 682 voti): per l’Italia, hanno votato a favore M5S, Pd e Fratelli d’Italia, contrari Lega e Forza Italia.

Invece sul Mes – che come abbiamo visto è contemplato nel testo della risoluzione approvata – il presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, in conferenza stampa subito dopo il voto sottolinea che l’Italia “potrebbe ottenere 37 miliardi di euro. Tenendo conto che nel vecchio Mes aveva già versato 14,3 miliardi, potrebbe essere conveniente usare almeno i soldi dei cittadini italiani per interventi nel campo dell’emergenza sanitaria“. I fondi del Mes potrebbero servire, continua Sassoli, per “ospedali, medici, investimenti, apparecchiature”.



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