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Coronavirus, il pericolo di ingerenze russe sull’Italia

17 Aprile 2020
Coronavirus, il pericolo di ingerenze russe sull’Italia

Gli aiuti al nostro Paese, mischiati secondo una parte dell’informazione, a membri dell’intelligence. C’è chi guarda preoccupato alla mano tesa di Putin, ma l’osservatorio è spaccato a metà.

Quello di una possibile ingerenza della Russia sul nostro Paese, per alcuni osservatori, è “un rischio reale”. Ne è convinto l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, ex capo di Stato maggiore della marina militare che, sul punto, ha rilasciato una lunga intervista a Sara Di Sciullo, dell’agenzia di stampa Adnkronos. Come abbiamo visto nelle scorse settimane, la Russia ha inviato voli umanitari con ampio carico di materiale, macchinari e specialisti virologi militari a Bergamo; altri massicci aiuti, soprattutto ventilatori, arriveranno a breve.

La maligna influenza russa

La mossa, da alcuni analisti, è stata subito vista come tutt’altro che disinteressata. Certamente ambigua, nel senso che si presta a più interpretazioni: ne abbiamo lette di segno opposto, in queste settimane. L’Agenzia di stampa Italia (Agi), per esempio, ha intervistato l’ambasciatore della Federazione russa in Italia, Sergey Razov, secondo il quale non c’è secondo fine dietro la solidarietà russa agli italiani. Teme il contrario, invece, il generale americano Tod Wolters, comandante Nato in Europa, che ha espresso le sue riserve al Corriere della Sera, in modo sintetico ma netto, dicendosi “molto, molto focalizzato su quelle transazioni”, che sarebbero per lui “fonte di preoccupazione“, al punto da rendere necessaria “una strettissima attenzione alla maligna influenza russa“. Tutti pareri che, naturalmente, per essere compresi, non possono essere isolati dal contesto di provenienza di chi li esprime.

Putin vuole indebolire la coesione tra gli alleati Usa

L’ammiraglio De Giorgi, parlando all’Adnkronos, si dice d’accordo con Wolters, perché ritiene che “l’iniziativa russa si inquadri in una strategia di lungo respiro avviata per indebolire la coesione dei paesi tradizionalmente alleati con gli Stati Uniti; linea d’azione favorita anche dalla politica neo-isolazionista dell’amministrazione Trump“. Una linea di disimpegno che difficilmente, secondo De Giorgi, potrà cambiare.

E Putin, intanto, ha il problema delle sanzioni comminate a seguito dell’annessione della Crimea: il presidente deve cercare di alleggerirle e, per questo, gli servono alleati. “L’Italia – secondo De Giorgi – qualora gli Usa continuassero a ignorarci, potrebbe in effetti essere sensibile all’esigenza della Russia”. L’ammiraglio invita a dubitare anche della Cina, che “sta impiegando il ‘soft power’ per aumentare la propria penetrazione commerciale e tecnologica in Italia. L’obiettivo più immediato è certamente lo sviluppo e la realizzazione delle reti digitali 5G“.

Lo scontro tra la Russia e La Stampa

Gli stessi aiuti russi all’Italia, a inizio mese, erano stati oggetto di articoli fortemente critici del quotidiano La Stampa, dove venivano, appunto, espresse perplessità su questa mano tesa al nostro paese. Iacopo Iacoboni e Natalia Antaleva, infatti, avevano pubblicato, tra l’altro, un’intervista ad Hamish De Bretton-Gordon, ex capo delle forze chimiche della Nato, che dichiarava che tra i soldati russi, con gli aiuti inviati in Italia, c’erano anche  ufficiali dell’intelligence.

Agli articoli della Stampa è seguita una durissima replica del ministero della Difesa russo, a firma del portavoce Igor Konashenkov, general maggiore. Il rappresentante del dicastero parlava di tentativi “di screditare la missione inviata dalla Russia in risposta alla richiesta di aiuto al popolo italiano, colpito dalla disgrazia”, concludendo con un avvertimento a dir poco sinistro e minatorio: “Per quanto concerne i committenti veri della campagna mediatica russofoba di La Stampa, che ci sono noti, consigliamo loro di imparare un’antica saggezza: Qui fodit foveam, incidet in eam, Chi scava una fossa al prossimo ci finirà prima. O, per essere ancora più chiari: Bad penny always comes back”. Dai nostri ministri di Esteri e Difesa è arrivata una risposta al confronto timida, con l’invito ai rappresentanti delle istituzioni russe al “rispetto della libertà di stampa“.

Nessun pericolo

Ma c’è anche un fronte opposto a quello di De Giorgi, che emerge da un’altra intervista rilasciata all’Adnkronos. Quella al generale Giorgio Battisti, ex capo di Stato maggiore della missione Isaf in Afghanistan, secondo il quale le dichiarazioni del generale Nato Wolters, sulla maligna influenza russa, non devono necessariamente far pensare a ingerenze di Putin sull’Italia. “Rientrano nel confronto di comunicazioni in atto tra la Nato e la Russia. Bisogna anche dire che noi abbiamo ricevuto aiuti da oltre una ventina di nazioni in questi giorni, quindi anche l’apporto russo bisogna vederlo in questo contesto generale. Questi assetti russi sono serviti al nostro personale della Difesa. La Russia in questo modo è riuscita a far vedere che sta aiutando l’Europa e in questo caso l’Italia”.

Per Battisti, il “pericolo che la Russia abbia una sovraesposizione mediatica ci può essere, ma ritengo che i nostri ministeri della Difesa e degli Esteri sappiano contenere nella giusta dimensione la presenza russa”.



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