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Mobbing esempi

18 Aprile 2020
Mobbing esempi

In quali contesti si può essere vittima di violenza psicologica?

Spesso, il luogo di lavoro si trasforma in un ambiente ostile, in cui colleghi o datore di lavoro mettono in atto una vera e propria strategia finalizzata all’isolamento del dipendente. Forse non sai, però, che il mobbing – che in Italia esiste solo dal 2000 – si verifica anche in altri contesti, come ad esempio in famiglia o in un condominio. In ogni caso, si tratta di vessazioni volontarie e reiterate che, se non fermate in tempo, possono causare nella vittima notevoli danni di salute. Nell’articolo che segue esamineremo diversi esempi di mobbing, ma soprattutto a chi rivolgersi se si diventa il bersaglio di offese, provocazioni, attacchi verbali, rimproveri, ecc. Se anche tu stai vivendo una situazione del genere, prenditi cinque minuti di tempo e prosegui nella lettura.

Cosa significa la parola mobbing?

La parola mobbing deriva dal verbo inglese “to mob” che significa aggredire qualcuno. Si tratta di una serie di comportamenti vessatori (come ad esempio insulti, provocazioni, rimproveri, ecc.) attuati, solitamente, nell’ambiente di lavoro. In buona sostanza, tale persecuzione proviene da colleghi o dal superiore gerarchico, i quali tendono a isolare il lavoratore fino ad eliminarlo e spingerlo alle dimissioni oppure a provocarne il licenziamento. Quindi, è una vera e propria forma di terrore psicologico che si scatena a causa di gelosie professionali.

Come si riconosce il mobbing?

Spesso, il soggetto non si accorge subito di essere diventato una vittima, perché il mobbing è un fenomeno inizialmente silente. In ogni caso, i caratteri che consentono di riconoscere il mobbing sono i seguenti:

  • continui comportamenti persecutori e vessatori che si ripetono per almeno 6 mesi;
  • un danno alla salute psicofisica: pensa, ad esempio, a chi inizia a soffrire di attacchi di panico;
  • la relazione causa-effetto tra la condotta e il danno sofferto;
  • l’intento persecutorio, cioè la coscienza e volontà di emarginare la vittima.

Forse non lo sai, ma è possibile distinguere il mobbing in:

  • verticale (anche detto bossing): vale a dire il superiore gerarchico (ad esempio, il datore di lavoro) che assume una serie di comportamenti persecutori nei confronti del dipendente per spingerlo a dare le dimissioni;
  • orizzontale: quando i colleghi di pari grado prendono di mira un lavoratore brillante per impedirgli di fare carriera.

Mobbing: esempi

Il mobbing è un fenomeno che può manifestarsi in vari contesti, oltre a quello lavorativo. La giurisprudenza ha, infatti, individuato il mobbing condominiale, familiare, militare, ecc. Ti faccio degli esempi per aiutarti a capire.

La separazione di Tizio e Caia è caratterizzata da una certa conflittualità, al punto che Caia non fa altro che screditare l’ex marito davanti agli amici in comune. Non contenta, ostacola il diritto di visita di Tizio che ogni volta non riesce a vedere il figlio Sempronio.

Tizio e Caia sono sposati da 5 anni. All’inizio le cose andavano bene, ma dopo qualche tempo Tizio ha cominciato a trattare male la moglie con continui insulti, offese e attacchi verbali.

Sempronio lavora da 10 anni come portinaio in un condominio di un grande palazzo. Da più di 6 mesi, però, comincia a subire gli attacchi da parte di alcuni condomini, i quali gli dicono che non è bravo a fare nulla. Essi, inoltre, sporcano le scale di proposito e, quindi, lo costringono a fare il doppio del lavoro.

Mevio è ufficiale di marina ed è imbarcato su una nave a Brindisi. È una persona stimata da tutti per la sua precisione e preparazione. Da quando è arrivato il nuovo comandante, Mevio si ritrova a compilare solo scartoffie chiuso in un ufficio.

Tizio è stato assunto come sviluppatore di software presso un’azienda prestigiosa. Dovrebbe progettare dei programmi, invece gli vengono affidati incarichi che potrebbe svolgere un qualunque diplomato in informatica. Per di più, i colleghi lo hanno preso di mira e cercano in tutti i modi di ostacolare la sua crescita all’interno dell’azienda.

I numerosi casi che ti ho riportato sono tutti esempi di mobbing che il più delle volte si manifestano con insulti, molestie, offese, dispetti, provocazioni, demansionamento, rimproveri verbali, ecc. 

Mobbing: come difendersi?

Se pensi di essere vittima di mobbing devi subito chiedere aiuto e presentare una segnalazione a uno degli sportelli anti-mobbing presenti nella tua città. Qui troverai persone che sapranno fornirti consulenza e assistenza, anche dal punto di vista psicologico. Il mobbing, infatti, causa notevoli danni alla salute psicofisica, come ad esempio nervosismo, stress, attacchi di panico, ansia, disturbi del sonno, ecc.

Un’altra possibilità è quella di inviare una diffida all’autore del mobbing (ad esempio, il datore di lavoro), comunicando che tale condotta è fonte di malessere e che in caso di reiterazione potresti agire per vie legali; l’alternativa è quella di far sapere di essere vittima di mobbing tramite giornali, radio, tv, ecc.

Se, invece, la condotta persecutoria ha carattere penale, cioè pone in essere reati come, ad esempio, molestie, minacce, ecc., allora puoi sporgere, in qualsiasi momento, una denuncia all’autorità giudiziaria competente per territorio (polizia, carabinieri, Procura della Repubblica). Se dopo le indagini si attiva il processo penale, puoi costituirti parte civile e ottenere il risarcimento del danno in caso di condanna del responsabile.

Sia in sede civile che penale, per ottenere il risarcimento devi dimostrare:

  • di aver subito, da almeno sei mesi, comportamenti vessatori;
  • di aver subito un danno alla salute: ad esempio, a causa delle vessazioni sei stato costretto ad andare in cura da uno psichiatra;
  • che i danni psicofisici siano causati proprio dalla condotta persecutoria. 

Cosa fare quindi? Raccogliere le prove utili a dimostrare il mobbing, ad esempio certificati medici, testimoni, mail, lettere, messaggi, ecc.



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