Coronavirus, Imu e Tari: niente sanzioni per chi non paga

18 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus, Imu e Tari: niente sanzioni per chi non paga

In arrivo una moratoria fino al 30 luglio e non più fino al 30 novembre. I Comuni potrebbero decidere chi dovrà pagare prima i tributi.

Chi salta le rate di pagamento di Imu e Tari durante l’emergenza coronavirus non dovrà pagare subito sanzioni o interessi. La notizia arriva dal ministero dell’Economia. In pratica, la sospensione dei tributi locali arriverà sotto forma di moratoria di sanzioni e interessi. Una proroga sulla quale non sono stati ancora decisi i tempi, ma che potrebbe prolungarsi fino al 30 luglio. A decidere saranno i diretti interessati, cioè i sindaci. Va ricordato, a questo proposito, che in teoria il pagamento della nuova Imu, cioè la tassa che comprende insieme l’imposta sugli immobili e la Tasi, scade il 16 giugno.

Se n’è parlato durante il confronto tra ministero dell’Economia e gli amministratori locali, che battono cassa al Governo per compensare le minori entrate registrate in questo periodo di emergenza attraverso un fondo creato ad hoc. I primi cittadini temono che il «buco» possa arrivare complessivamente a 8 miliardi di euro.

Per questo motivo, è stata abbandonata l’idea di sospendere i pagamenti dei tributi locali fino al 30 novembre. Chi pagherà Imu, Tari o altre tasse comunali in ritardo, sarà esente da sanzioni, ma con una modalità che impedisce un blocco ex ante anche a chi può pagare. I Comuni potrebbero ipotizzare la sospensione per categorie, per esempio chiamando al pagamento settori come supermercati o negozi di generi alimentari che, a differenza delle altre attività bloccate dal coronavirus, non hanno perso fatturato, sorvolando sui commercianti che hanno dovuto interrompere il lavoro.

Allo studio anche altre misure per ridare ossigeno agli investimenti degli enti locali e un nuovo intervento per sbloccare i debiti verso i fornitori con anticipazioni di liquidità da Cassa depositi e prestiti. Il rifinanziamento alla sanità servirà, invece, anche all’assunzione di migliaia di infermieri. Il tutto è atteso nel decreto Aprile, ancora da limare.



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