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Incendio a Chernobyl: nube radioattiva sull’Italia

18 Aprile 2020 | Autore:
Incendio a Chernobyl: nube radioattiva sull’Italia

Da giorni si lotta contro le fiamme vicino alla centrale ucraina del disastro del 1986. La nube ha raggiunto il nostro Paese ma non sarebbe pericolosa.

Torna l’incubo radioattività in Europa. La nube sprigionata dagli incendi in corso da qualche giorno vicino alla centrale di Chernobyl, dove proprio ad aprile di 34 anni fa un incidente causò il maggiore disastro ambientale della storia, ha raggiunto la parte occidentale del continente, Italia compresa. I roghi, scoppiati tra il 7 e il 14 aprile, sembravano domati ma nelle ultime ore il capo dei servizi di emergenza dell’Ucraina, Mykola Chechotkin, ha fatto sapere che si erano riaccesi in tre punti a causa del forte vento. Circa mille vigili del fuoco sono impegnati nello spegnimento delle fiamme.

Il fumo aveva subito invaso la città di Kiev, al punto che le autorità locali avevano chiesto ai residenti della zona di non uscire di casa e di tenere porte e finestre chiuse. Pian piano, la nube si è spostata verso Ovest, raggiungendo altri Paesi europei, inclusa l’Italia.

Il primo pensiero, ricordando il disastro di fine aprile del 1986, è stato quello relativo al rischio di radioattività. Ieri, secondo i media ucraini, il valore dell’indice della qualità dell’aria era pari a 380, vale a dire «pericoloso». Tant’è che nelle ultime ore la città di Kiev è balzata al primo posto nel ranking mondiale di inquinamento dell’aria. Tuttavia, il livello di radioattività è scemato durante lo spostamento della nube verso Occidente e in questa zona del continente non sarebbe rischioso, secondo le ultime stime dell’Istituto francese di radioprotezione e sicurezza nucleare (Irsn).



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