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Finanziamenti a fondo perduto: cosa sono e come funzionano?

19 Aprile 2020 | Autore:
Finanziamenti a fondo perduto: cosa sono e come funzionano?

La concessione di contributi nazionali e locali favorisce la nascita e l’avvio di nuove imprese in Italia: destinatari, modalità di accesso ai prestiti agevolati e tipologie.

Avviare una attività imprenditoriale non è una cosa semplice da fare: ci sono mille pratiche burocratiche da espletare, investimenti economici da affrontare oltre ad una tassazione specifica da rispettare. Tuttavia, il legislatore italiano ha previsto una serie di misure a sostegno di coloro che vogliono diventare imprenditori attraverso finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto. Tali strumenti possono essere utilizzati, altresì, per la creazione di start up innovative oltre che per favorire l’imprenditorialità femminile e nelle aree più svantaggiate del nostro Paese (ad esempio nel Meridione), promuovendo lo sviluppo dell’economia locale.

In alcuni casi, a questa forma di credito possono accedere anche grandi aziende a condizione che investano in determinati settori strategici e di pubblico interesse (vedi il settore delle energie rinnovabili). Vediamo allora insieme i finanziamenti a fondo perduto cosa sono e come funzionano, esaminando le diverse misure disponibili sia a livello locale sia nazionale per avviare una nuova impresa.

In cosa consistono i finanziamenti a fondo perduto

I finanziamenti a fondo perduto sono prestiti di denaro, che vengono erogati in maniera agevolata senza obbligo di restituzione. Il beneficiario non è tenuto a restituire il capitale ricevuto, o una parte di esso, né gli interessi. Lo scopo di tali finanziamenti, infatti, è quello di aiutare e contribuire al riequilibrio finanziario del soggetto che lo ha richiesto.

Di solito, questi finanziamenti vengono concessi da enti europei, statali, regionali e locali al fine di incentivare le attività d’impresa sul proprio territorio o per incoraggiare quelle innovative o di interesse pubblico.

Esistono cinque differenti tipologie di finanziamenti a fondo perduto:

  1. contributo in conto capitale, che serve a fortificare il patrimonio di un’impresa senza essere comunque finalizzato alla realizzazione di uno specifico investimento. E’ diretto, quindi, alla copertura dei costi di gestione;
  2. contributo in conto impianti, che è indirizzato ad incentivare l’acquisto, la produzione, l’ampliamento o la riattivazione degli impianti di un’impresa. In genere il beneficiario è vincolato a mantenere in uso le attrezzature a cui il contributo si riferisce per un determinato periodo di tempo, stabilito dalla normativa che lo concede;
  3. contributo in conto esercizio, che viene erogato in favore di un’impresa per sostenere i costi di gestione ordinari relativi ad un progetto specifico oppure in alcuni momenti particolari di vita dell’impresa stessa. La differenza con il contributo in conto capitale è data dalla diversa trattazione a livello fiscale;
  4. contributo in conto interessi, che viene concesso al momento della stipula di un contratto di finanziamento e ha lo scopo di ridurre il costo del tasso di interesse applicato. Per poterne beneficiare l’impresa deve stipulare il finanziamento con una banca convenzionata con l’ente erogatore del contributo, la quale valuterà la sua capacità di rimborso oltre a chiedere delle specifiche garanzie;
  5. contributo in conto canone, simile a quello appena descritto, dal quale differisce in quanto viene erogato alla stipula di un contratto di leasing finanziario.

Chi sono i destinatari dei finanziamenti a fondo perduto

I destinatari dei finanziamenti a fondo perduto sono soggetti che hanno difficoltà di accesso al credito attraverso i canali finanziari tradizionali ovvero giovani o donne che intendono dedicarsi all’attività d’impresa, disoccupati, lavoratori in cassa integrazione, imprenditori di aree disagiate.

Come funzionano i finanziamenti a fondo perduto

La definizione “a fondo perduto” si riferisce alle modalità di funzionamento di tali finanziamenti in quanto si tratta di prestiti di denaro per i quali non è previsto alcun rimborso di capitale.

E’ opportuno, però, fare una precisazione. Nella quasi totalità dei casi, la percentuale del finanziamento che si può ottenere a fondo perduto e che, quindi, non va restituita, non supera il 50% del totale.

In altre parole, se ad esempio il finanziamento ammonta a 20 mila euro, solo una parte non dovrà essere rimborsata (vedi 10 mila euro) mentre la restante parte sarà rappresentata da un prestito agevolato, da restituire con un tasso di interesse conveniente o pari a zero.

In altre ipotesi, invece, le somme erogate sono totalmente a fondo perduto e, quindi, non c’è alcun rimborso da fare. Anche in questi casi il finanziamento potrà essere affiancato da incentivi in conto di interesse o a tasso agevolato.

Come si ottengono i finanziamenti a fondo perduto

Per ottenere i finanziamenti a fondo perduto occorre partecipare ai diversi bandi che li prevedono. Nei bandi, alcuni a scadenza altri sempre aperti, sono stabilite le modalità e i requisiti richiesti per accedere al prestito. Di solito, è necessario compilare un’apposita domanda ed allegare un business plan, nel quale va spiegato in maniera dettagliata il progetto che si intende realizzare grazie all’erogazione del contributo.

Ogni singolo bando prevede una procedura specifica ed indica anche la disponibilità finanziaria totale, l’importo concedibile al massimo ad ogni singola impresa ritenuta idonea e se il finanziamento è solo parzialmente a fondo perduto o se una parte va restituita.

Per assegnare i finanziamenti a fondo perduto si può procedere o mediante graduatoria o con procedura valutativa a sportello, fino ad esaurimento delle risorse finanziarie.

Da chi vengono erogati i finanziamenti a fondo perduto

In Italia, i finanziamenti a fondo perduto sono gestiti dallo Stato, attraverso determinate società oppure dalle Regioni, dalle Province e dai Comuni. Di solito, quelli nazionali sono erogati da Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione d’impresa e lo sviluppo di investimenti, nei limiti fissati dall’Unione Europea. Per accedere ai contributi è necessario compilare la domanda online previa registrazione ai servizi telematici dell’Agenzia ed allegare il business plan completo di tutte le informazioni relative all’attività ed agli obiettivi che si intendono perseguire.

Le istanze verranno analizzate in base all’ordine cronologico in cui sono pervenute. A una prima valutazione potrà seguire un colloquio con chi ha presentato il progetto per verificarne le potenzialità e le possibilità di realizzazione.

Attraverso Invitalia vengono coordinate le risorse per finanziare le piccole e medie imprese, l’innovazione tecnologica, le start up, l’autoimpiego, l’imprenditoria femminile, lo sviluppo del Sud Italia e delle aree svantaggiate.

Quali sono i principali finanziamenti a fondo perduto

Vediamo ora i principali finanziamenti a fondo perduto attualmente accessibili in Italia, iniziando da quelli a livello nazionale.

Nuove imprese a tasso zero

Si tratta di una misura a sostegno di nuove imprese operanti su tutto il territorio nazionale attraverso l’avvio e lo sviluppo di micro e piccole imprese a prevalente o totale partecipazione di giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni o di donne.

Le imprese devono essere state avviate da non più di 12 mesi e non aver alcuna procedura concorsuale o liquidazione in corso né avere ricevuto altri aiuti, ritenuti illegali o incompatibili dalla Commissione Europea.

L’importo massimo dell’incentivo è di 75 milioni di euro e sono ammessi interventi di:

  • produzione di beni nel settore industria, artigianato e trasformazione di prodotti agricoli;
  • fornitura di servizi alle imprese e alle persone, relativi a qualsiasi settore;
  • turismo e commercio;
  • attività nella filiera turistico-culturale o nell’innovazione sociale.

Attraverso questo tipo di agevolazione è possibile avviare imprese in molte attività economiche classiche e non strettamente innovative, quali ad esempio bed & breakfast, alberghi, bar, ristoranti, palestre, centri estetici ed altre tipologie.

Resto al Sud

E’ un incentivo rivolto ai soggetti con un’età compresa tra i 18 e i 45 anni, che risiedono ed avviano un’azienda in Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Sardegna, Sicilia, Puglia e Molise nonché nelle zone colpite dai terremoti del 2016 e 2017.

I requisiti per accedere al finanziamento sono:

  • la residenza in una delle Regioni del Mezzogiorno sopra indicate al momento della presentazione della domanda oppure il richiedente deve ivi trasferirsi entro 60 giorni dall’accettazione della domanda di partecipazione;
  • per tutta la durata del finanziamento il beneficiario deve risiedere al Sud;
  • la sede legale ed operativa dell’impresa deve essere nel Mezzogiorno e vi deve rimanere per tutta la durata del finanziamento;
  • il richiedente non deve essere già titolare di un’impresa né di un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso un altro soggetto.

Tale agevolazione è mista, cioè composta da due contributi a fondo perduto e da un finanziamento a tasso zero, per una copertura complessiva che può arrivare fino a 200 mila euro.

Fondo Italia Venture

Il Fondo Italia Venture è finalizzato ad agevolare l’accesso al credito di piccole e medie imprese e start up innovative.

L’intervento consiste nella partecipazione al capitale di rischio di piccole e medie imprese, che operano nell’innovazione di processi, beni e servizi senza la concessione di aiuto di Stato ed alle condizioni di mercato.

L’investimento avviene contestualmente ad investitori privati indipendenti con cui si condivide l’intento. Con il 70% delle risorse pubbliche vengono finanziate le operazioni di sottoscrizione e/o acquisto e/o l’erogazione dei titoli e obbligazioni relativi al capitale di rischio, ovvero azioni e quote e altri strumenti finanziari. Il restante 30% è finanziato da risorse private.

Smart&Start Invitalia

Si tratta di un programma di finanziamenti a fondo perduto per la creazione di start up ad alto contenuto innovativo e tecnologico.

La domanda va presentata online e sono ammessi preventivi di spesa tra i 100 mila euro e 1,5 milioni di euro.

I beneficiari sono le start up innovative di piccole dimensioni nate da non più di 60 mesi o in fase di costituzione ed imprese straniere operative su tutto il territorio nazionale.

Gli incentivi consistono in:

  • un finanziamento agevolato;
  • un servizio di tutoring per imprese costituite da meno di un anno;
  • un finanziamento a fondo perduto pari al 20% del finanziamento solo per le imprese localizzate nel Mezzogiorno.

Il prestito ammonta al 70% delle spese finanziabili e ha una durata massima di 8 anni. L’intensità dell’aiuto può essere estesa fino all’80% se la start up è costituita esclusivamente da donne o da giovani sotto i 35 anni oppure se al suo interno c’è almeno un dottore di ricerca italiano che lavora all’estero e vuole rientrare in Italia.

Oltre ai fondi nazionali erogati da Invitalia, esistono incentivi a livello regionale stanziati direttamente dalla Comunità Europea e gestiti dalle singole Regioni oltre che a livello provinciale e comunale.

Ad esempio, per quanto riguarda i primi:

  1. la Calabria prevede finanziamenti a fondo perduto a sostegno delle attività di informazione e promozione relative al comparto olivicolo e vitivinicolo, dei voucher per l’attività di tutoraggio durante l’apprendistato di primo livello e dei contributi a fondo perduto per il sostegno e lo sviluppo dell’artigianato calabrese;
  2. la Sicilia eroga contributi a fondo perduto per investimenti finalizzati al contenimento dei fenomeni di erosione, di dissesto idrogeologico e recupero del paesaggio tradizionale, finanziamenti sempre a fondo perduto per sostenere la prevenzione dei danni arrecati alle foreste da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici e finanziamenti a tasso agevolato a favore delle imprese agricole per la formazione di scorte;
  3. il Lazio supporta la nascita di nuove imprese promosse da giovani tra i 18 e i 29, disoccupati, che non frequentano un regolare corso di studi, con la misura “Attività di accompagnamento all’avvio di impresa e supporto allo start-up di impresa”;
  4. la Toscana mette a disposizione diversi tipi di finanziamento a fondo perduto e prestiti a tasso zero per le imprese che vogliono sviluppare il proprio business oppure per gli imprenditori che desiderano aprire nuove aziende e start up. Inoltre, prevede un microcredito a sostegno della nascita di nuove imprese giovanili, femminili e dei destinatari di ammortizzatori sociali nei settori manifatturiero, commercio, turismo e terziario;
  5. l’Emilia Romagna concede contributi a fondo perduto fino al 50% per la creazione e lo sviluppo di agriturismi e fattorie didattiche;
  6. il Veneto stanzia contributi a fondo perduto per la creazione e lo sviluppo di attività extra-agricole.

Per accedere ai finanziamenti a fondo perduto regionali bisogna rivolgersi agli uffici preposti dell’amministrazione locale oppure alle agenzie di rappresentanza dell’Unione Europea.

L’assegnazione è vincolata al rispetto dei termini stabiliti per la presentazione dei progetti e a un processo di attenta analisi e valutazione. Successivamente le somme vengono erogate in base a criteri differenti per ciascuna Regione.

Anche a livello europeo sono previsti finanziamenti gestiti in forma diretta, tramite pubblicazione dei bandi di gara sulla Gazzetta Europea oppure indirettamente tramite il trasferimento dalla Commissione Europea agli enti degli Stati Membri i quali provvederanno a predisporre i rispettivi bandi di gara.



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2 Commenti

  1. Buongiorno,
    il vostro articolo è molto interessante, pertanto vi chiedo se potete rispondermi, posso chiedere un finanziamento per avviare un’attività nel verde con piante di Ulivi?
    Il terreno mi verrebbe dato in usufrutto o, in affitto.
    Dove devo rivolgermi e che documenti devo portare?

    In attesa, saluto cordialmente

    1. Ti consigliamo la lettura dei seguenti articoli:
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