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Coronavirus: le novità per le chiese

19 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: le novità per le chiese

Messe, funerali, matrimoni, confessioni ed Eucarestia: come pensa di ripartire la Chiesa dopo l’emergenza Covid-19? Come si prepara la Chiesa per la fase 2?

L’emergenza epidemiologica dovuta al Coronavirus ha costretto l’Italia intera a rivedere le proprie abitudini di vita: come mai era successo prima, circa sessanta milioni di italiani sono stati costretti a non mettere piede fuori delle proprie abitazioni se non per comprovate esigenze di salute, di lavoro o di necessità. Il lockdown (termine inglese con cui si indica la chiusura generale delle attività) ha però prodotti i suoi frutti e, dopo quasi due mesi, si intravede la luce in fondo al tunnel. Il problema che si porrà al termine dell’emergenza epidemiologica sarà quello di rimettere in moto l’economia del Paese. Ma non solo; l’uomo non vive solo di soldi: per molti, la sfera spirituale è non meno importante di quella materiale. Per questo motivo vorrei spiegarti come si sta preparando la Chiesa per affrontare la fase 2, cioè quella che prenderà avvio a partire dal 4 maggio 2020.

In cosa consiste la fase due del Coronavirus? È stato individuato con questa terminologia il periodo di tempo durante il quale la popolazione italiana, terminata l’emergenza sanitaria vera e propria, dovrà prepararsi a ripartire abituandosi a convivere con il Covid-19. In parole più semplici, la fase 2 coinciderà con la riapertura delle attività lavorative, avendo cura però di preservare la salute dei cittadini mediante il rispetto di rigorose regole igienico-sanitarie e del distanziamento tra persone. Quali sono le novità per le chiese in vista della fase 2 del Covid-19? Proviamo a ipotizzarle insieme.

Coronavirus: si può andare in chiesa?

Le chiese, durante il periodo di emergenza sanitaria, sono rimaste chiuse per proteggere i fedeli da possibili contagi. In pratica, anche i luoghi di culto, come la gran parte delle attività del Paese, hanno dovuto chiudere.

Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che ha stabilito il lockdown per tutta Italia ha infatti previsto che, sull’interno territorio nazionale, sono sospese tutte le manifestazioni organizzate, nonché gli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico.

Con nota del Ministero dell’Interno [1], il Governo ha tuttavia precisato che le misure per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 comportano la limitazione dell’esercizio delle attività di culto, ma non prevedono la chiusura delle chiese, né vietano le celebrazioni religiose.

Durante questa delicata fase di contenimento dell’epidemia, le cerimonie devono svolgersi con la presenza dei soli celebranti e degli accoliti necessari per il rito, senza la partecipazione dei fedeli, proprio per impedire raggruppamenti che potrebbero diventare potenziali occasioni di contagio.

Covid-19: come si prepara la Chiesa per la fase 2?

A far data dal 4 maggio l’Italia dovrebbe ripartire e, con essa, le chiese presenti su tutto il territorio. Come si sta preparando la Chiesa in vista della fase 2? Ecco quali sono gli scenari possibili.

Celebrazione della Messa: come avverrà?

Innanzitutto, c’è da comprendere come avverrà la celebrazione della Messa durante la fase 2 del Covid-19. È chiaro che il divieto di assembramenti continuerà a permanere anche successivamente alla cessazione della sospensione generale delle attività sul territorio italiano.

Dunque, è verosimile pensare che le funzioni liturgiche potranno essere celebrate in presenza di fedeli, purché questi ultimi assicurino un distanziamento minimo l’uno dall’altro. Insomma: i fedeli potranno occupare i banchi, avendo cura però di osservare almeno un metro di distanza tra loro.

Non è detto che alcune diocesi non impongano l’obbligo di guanti e mascherine all’interno dei luoghi di culto.

Sarà ovviamente cura dei singoli parroci assicurarsi che la distanza di sicurezza venga osservata, magari predisponendo i banchi in modo tale che possano essere occupati da poche persone.

All’interno della celebrazione eucaristica, alcune pratiche potrebbero essere del tutto abolite, come ad esempio lo scambio della pace, il quale presuppone che i fedeli si stringano la mano.

Funerali e matrimoni: come si svolgeranno nella fase 2?

I riti religiosi principali (funerali, matrimoni, battesimi, ecc.) verranno celebrati assicurando le misure di sicurezza sopra viste, e cioè che i partecipanti mantengano tra loro almeno un metro di distanza.

Non vedremo più chiese sovraffollate per via di matrimoni fastosi o di funerali: le chiese ospiteranno solamente i diretti interessati e i parenti, oltre che i fedeli che vogliano assistere alla funzione, purché il distanziamento sia mantenuto durante tutta la celebrazione.

È ovvio che, in alcuni casi (si pensi al momento del battesimo, allorquando il sacerdote dovrà bagnare la testa del bambino, oppure allo scambio delle promesse nuziali) sarà più difficile osservare il distanziamento: tuttavia, mentre è impensabile dire ai genitori di allontanarsi dai propri figlioletti, ciò potrà essere fatto per i funerali e i matrimoni, ove non è strettamente necessario, ai fini della liturgia, la vicinanza tra le persone.

La Comunione in Chiesa: come avverrà nella fase 2?

Il problema più spinoso di tutta la fase-2 all’interno delle Chiese riguarderà la materiale distribuzione dell’Eucarestia ai fedeli. Come si procederà?

È facile ipotizzare che il sacerdote non potrà più consegnare l’ostia ai fedeli porgendola direttamente sulle labbra: si tratterebbe di una pratica del tutto sconveniente in tempo di Coronavirus.

Il sacerdote potrebbe invece dare la Comunione consegnando l’ostia nelle mani di coloro che intendono comunicarsi: in questo caso, dunque, dovrà essere il fedele ad avere cura che le proprie mani siano adeguatamente pulite.

Anche questo modo di distribuire la Comunione, però, potrebbe essere inappropriato: e infatti, il primo a toccare l’ostia con le mani è proprio il sacerdote.

Per poter procedere alla distribuzione dell’Eucarestia in tutta sicurezza, le ipotesi più plausibili sono due:

  • il sacerdote, prima della Comunione, dovrà avere cura di lavare le proprie mani e, dopo aver fatto ciò, non dovrà toccare altri oggetti che possano metterne a repentaglio l’igiene;
  • il sacerdote procede alla Comunione spirituale, cioè a impartire una solenne benedizione a tutti i fedeli presenti. Si tratta di una pratica che sostituisce la Comunione materiale e che è stata adottata durante il periodo di pandemia da Coronavirus per far fronte all’impossibilità di partecipare alla Messa.

Confessione: come si farà a causa del Covid-19?

Strettamente collegata all’Eucarestia è il sacramento della confessione. Come ci si potrà confessare durante la fase 2 dell’emergenza epidemiologica?

Normalmente, la confessione avviene all’interno di apposite sedi (denominate confessionali) all’interno delle quali è possibile parlare con il sacerdote. Il problema è che i confessionali, sebbene idonei a garantire la riservatezza, sono del tutto incompatibili con le distanze di sicurezza che bisogna rispettare per evitare il contagio da Covid-19.

È facile ipotizzare, dunque, che le confessioni avverranno in luoghi diversi, magari nella sacrestia della parrocchia o, perché no, all’aperto, assicurando la distanza di sicurezza tra fedele e sacerdote, nonché al tempo stesso la privacy necessaria per lo svolgimento di tale sacramento.


note

[1] Nota del Ministero dell’Interno del 27 marzo 2020.

Autore immagine: Canva.com


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2 Commenti

  1. CHE DIO INTERVENGA SUBITOOOOOOOO – NON SO VOI MA IO NON HO MAI VOLUTO RICEVERE LA COMUNIONE SULLA MANO FIGURIAMOCI ADESSO SE LO METTONO OBBLIGATORIO , PREFERISCO FARE LA COMUNIONE SPIRITUALE – NON SIAMO DEGNI DI RICEVERLO IN BOCCA FIGURIAMOCI SULLE MANI –

    1. Matteo 26:26-28 CEI

      Istituzione dell’Eucaristia
      26 Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: «Prendete e mangiate; questo è il mio corpo». 27 Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, 28 perché questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati.

      Però è la cosa giusta da fare. E’ sbagliato imboccare, poi ci dovrebbe essere solo un pezzo di pane non ostie separate. Ormai come vede, quel che si fa nella chiesa cattolica è proprio diverso da ciò che è scritto nella Bibbia. Apra gli occhi, meglio non celebrare questi rituali sbagliati e non Bibblici.

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