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Ricorso multa prefetto

21 Luglio 2020 | Autore:
Ricorso multa prefetto

Impugnazione del verbale di contestazione infrazione al codice della strada: tutto ciò che bisogna sapere per preparare il ricorso alla Prefettura.

È difficile trovare un automobilista in Italia che, almeno una volta nella vita, non abbia fatto i conti con una multa stradale. A volte contestata nell’immediatezza dell’infrazione, altre volte recapitata direttamente a casa con tanto di effetto sorpresa, una contravvenzione stradale non fa mai piacere, anche perché spesso chi era alla guida del veicolo non aveva torto. È proprio in casi del genere che si rende necessario impugnare la sanzione davanti alle autorità competenti. Con questo articolo ci soffermeremo sul ricorso al prefetto contro una multa stradale.

Il ricorso al prefetto è solamente uno dei modi possibili per ottenere l’annullamento della multa reputata ingiusta; gli altri sono il ricorso in autotutela e il ricorso al giudice di pace. Con il primo, il presunto trasgressore si rivolge direttamente all’ente che ha emesso la contravvenzione (Comune, Provincia, ecc.) per chiedere di tornare sui propri passi; il secondo, invece, è un’impugnazione da proporre davanti all’autorità giudiziaria, e rappresenta il rimedio più drastico per ottenere l’annullamento della contravvenzione.

Con questo articolo, come ricordato, analizzeremo solamente il ricorso al prefetto contro una multa: come vedremo, si tratta di un’impugnazione che chiunque può proporre, senza necessità di ricorrere all’avvocato. Prosegui nella lettura se l’argomento ti interessa.

Ricorso al prefetto: cos’è?

Il ricorso al prefetto è una forma di impugnazione avverso le contravvenzioni al codice della strada. Per la precisione, si tratta di un ricorso di tipo amministrativo, visto che il cittadino si rivolge non a un’autorità giudiziaria bensì a un organo facente parte della pubblica amministrazione.

Dunque, sul ricorso al prefetto non deciderà un giudice, persona terza e imparziale, bensì il prefetto stesso, in qualità di organo che rappresenta il governo sul territorio provinciale.

Proprio in ragione della particolare natura del ricorso al prefetto, il ricorrente che decide di impugnare la multa stradale non dovrà sostenere alcun costo: nessun contributo o marca da bollo sono richiesti per presentare il ricorso al prefetto.

Quando conviene fare ricorso al prefetto?

Il ricorso al prefetto può essere fatto contro ogni tipo di multa stradale. Ciononostante, questo strumento di impugnazione è particolarmente indicato nei casi in cui il verbale con cui l’organo accertatore ha constatato l’infrazione presenti dei vizi di forma. Cosa significa?

Vuol dire che il ricorso al prefetto contro una multa sarà particolarmente indicato in tutti quei casi in cui gli accertatori (polizia stradale, carabinieri, vigili urbani, ecc.) hanno commesso degli errori nella redazione del verbale di contestazione, che è l’atto che materialmente va impugnato davanti al prefetto.

E infatti, poiché l’attività istruttoria non si spingerà oltre l’audizione e l’esame della documentazione, sarà opportuno sottoporre al prefetto solamente verbali che presentino evidenti errori.

Quanto appena detto non significa che un automobilista non possa fare ricorso al prefetto nonostante si sia in presenza di un vizio cosiddetto sostanziale: la legge infatti non prevede alcun tipo di preclusione a riguardo. Ciò significa che il ricorso al prefetto contro una multa ingiusta può essere proposto sempre e comunque.

Vizi formali della multa: quali sono?

Quali sono i principali vizi formali per cui una multa può essere impugnata davanti al prefetto? Gli esempi possono essere molteplici; di seguito alcuni.

Si pensi ad una multa che non riporta la norma del codice della strada violata, che manchi della sottoscrizione dell’agente accertatore, che non indichi o indichi in maniera errata la targa del veicolo, oppure ancora che non riporti le modalità per il pagamento o per fare ricorso. Non a caso, per evitare di incorrere in questa tipologia di errori, i verbali consistono in modelli prestampati da riempire.

Non ogni vizio formale è idoneo ad invalidare la multa: lo è solamente quando dall’errore derivi una conseguenza importante, come ad esempio l’impossibilità di identificare il veicolo oppure il trasgressore. Ad esempio, l’errata indicazione della data di nascita del trasgressore diventa irrilevante se lo stesso è identificabile attraverso le altre indicazioni riportate nel verbale.

I vizi sostanziali, invece, sono quelli che riguardano le modalità del fatto, cioè come è avvenuta la violazione: ad esempio, l’agente accertatore scrive che il parcheggio è avvenuto fuori le strisce, ma risulta evidente, anche per via della presenza di testimoni, che non è così. Per questi ultimi, più difficili da dimostrare, è preferibile il ricorso al giudice di pace.

Come si presenta un ricorso al prefetto?

Il ricorso al prefetto può essere presentato direttamente da colui che ha ricevuto la multa stradale. Non occorre, pertanto, rivolgersi a un avvocato: per preparare un ricorso al prefetto basterà seguire le semplici indicazioni che sto per darti.

Il ricorso può essere consegnato direttamente alla sede della Prefettura oppure all’organo che ha predisposto materialmente il verbale (ad esempio, la sede della polizia municipale, ecc.); in quest’ultimo caso, saranno i verbalizzanti ad avere cura di trasmettere il ricorso al prefetto.

Il ricorso può essere depositato di persona, avendo cura di farsi apporre su una copia il timbro dell’avvenuta ricezione (in genere, si tratta del numero di protocollo), ovvero spedito mediante raccomandata con avviso di ricevimento.

Se si è in possesso di un indirizzo di posta elettronica certificata, è possibile inviare il ricorso direttamente alla pec della prefettura. In questo caso, però, bisognerà avere cura che:

  1. la pec sia intestata al ricorrente. Ciò significa che non si può utilizzare la pec di un amico o di altra persona;
  2. il ricorso sia firmato digitalmente dal ricorrente che sia anche titolare della casella di posta elettronica certificata.

Entro quanto tempo decide il prefetto?

A seconda del tipo di presentazione del ricorso che è stato scelto (direttamente al prefetto oppure per mezzo dell’organo accertatore), il prefetto decide entro un termine pari a 210 giorni ovvero a 180 giorni.

Per la precisione, il termine è di 180 giorni dalla spedizione (o presentazione) del ricorso all’organo accertatore, mentre è di 210 giorni se il ricorso è stato spedito dal ricorrente direttamente al prefetto.

I termini sono così calcolati:

  • se il ricorso al prefetto è stato presentato all’Ufficio o comando cui appartiene l’organo accertatore, il termine complessivo per l’adozione dell’ordinanza è di 180 giorni (60 giorni all’Ufficio accertatore + 120 giorni al Prefetto);
  • se il ricorso è stato presentato direttamente al Prefetto il termine si allunga di 30 giorni, arrivando ad un totale di 210 giorni.

Decorsi tali termini, il ricorso ammissibile che non sia stato rigettato si intende accolto, perciò non dovrà essere pagata alcuna sanzione pecuniaria, e non verranno detratti punti dalla patente. In poche parole, vale la regola del silenzio-accoglimento.

Ricorso prefetto: entro quanto tempo va presentato?

Il ricorso al prefetto va presentato entro sessanta giorni dal momento in cui è avvenuta la contestazione della multa stradale. Dunque, i sessanta giorni decorrono:

  • dall’accertamento della violazione, se la contestazione è immediata;
  • sessanta giorni dalla notifica del verbale, se la contestazione è differita.

Non è possibile proporre ricorso al prefetto avverso un mero avviso trovato sul parabrezza di un veicolo in sosta.

Il ricorso può essere presentato sia dall’obbligato in solido che non abbia commesso materialmente l’infrazione (si pensi al proprietario dell’auto che non era alla guida) sia dal trasgressore stesso.

Ricorso al prefetto: come si prepara?

Come anticipato, per il ricorso al prefetto contro una multa stradale non occorrono particolari formalità: è sufficiente inviare una raccomandata con avviso di ricevimento all’interno della quale si spiegano i motivi dell’impugnazione e si chieda espressamente l’annullamento della multa.

Per essere più precisi, al ricorso al prefetto va allegata copia del verbale di contestazione dell’infrazione stradale, nonché ogni altro tipo di documentazione che si ritiene che il prefetto debba esaminare: pensa, ad esempio, al ticket del parcheggio che dimostri come la sosta negli stalli blu fosse avvenuta regolarmente.

Il ricorso deve essere sottoscritto di proprio pugno dal ricorrente: firme diverse invaliderebbero l’impugnazione.

All’interno del ricorso al prefetto è possibile chiedere l’audizione personale: in questo caso, il prefetto, prima di decidere, dovrà obbligatoriamente convocare il ricorrente per sentirlo di persona.

Nell’ipotesi di richiesta di audizione personale, i termini per decidere il ricorso restano sospesi per tutto il tempo da quando il ricorrente riceve la convocazione, fino al giorno fissato per lo svolgimento dell’audizione (anche in caso di mancata presentazione dell’interessato convocato).

Decisione del prefetto sul ricorso

Come già ricordato, il prefetto decide sul ricorso entro 180 giorni dalla spedizione (o presentazione) del ricorso all’organo accertatore, oppure 210 giorni se il ricorso è stato spedito dal ricorrente direttamente al prefetto.

Nel caso in cui, in tali termini, non giunga alcuna risposta, allora il ricorso deve intendersi accolto, con esito favorevole per il ricorrente.

Se invece, entro i termini anzidetti, il ricorso è espressamente rigettato, l’organo accertatore provvederà, entro 150 giorni, a notificare al ricorrente il provvedimento di rigetto e, contestualmente, un’ordinanza di ingiunzione di pagamento.

Devi sapere, infatti, che quando il prefetto respinge un ricorso, al ricorrente è ingiunto il pagamento di una somma non inferiore al doppio del minimo edittale previsto l’infrazione al codice della strada.

In caso di notifica oltre il termine previsto (150 giorni), si estingue l’obbligo di pagare la somma dovuta.

Pertanto, dal momento della presentazione del ricorso a quello di ricevimento del provvedimento di diniego, senza tener conto dell’eventuale sospensione in caso di richiesta di audizione, possono trascorrere al massimo:

  • 360 giorni (210 + 150), in caso di presentazione diretta al prefetto;
  • 330 giorni (180 + 150), in caso di presentazione all’ufficio accertatore.

Se il ricorso viene rigettato, inoltre, viene ingiunto al ricorrente anche il pagamento della spesa sostenuta per la convocazione dell’audizione.


note

Autore immagine: Canva.com


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2 Commenti

  1. Buongiorno ,ho fatto ricorso al Prefetto di Palermo per una multa . La raccomanda l’ho spedita il 2 febbraio 2020 al comando di Polizia Municipale di Palermo che l’ha ricevuta il 7 febbraio. Il Prefetto ha rigettato il mio ricorso il 7 luglio 2020 ,il Comando di Polizia Municipale mi manda una raccomandata che mi comunica il pagamento della multa causa rigetto ricorso 11 di Dicembre .Per causa di lavoro ho ritirato la raccomandata il 19 Dicembre 2020.Vorrei saper se il Comando di Polizia mi ha spedito nei giusti tempi la raccomandata . Aspetto una vostra risposta cordiali saluti….GRAZIE.

    1. Puoi trovare tutte le informazioni nei seguenti articoli: Multa: se perdi il ricorso arriva la cartella?, Multe: il rigetto del ricorso può essere firmato dal viceprefetto, Come contestare una multa al prefetto. Per sottoporre il tuo caso specifico all’attenzione dei professionisti del nostro network, puoi richiedere una consulenza legale cliccando qui https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza

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