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Si può modificare una querela?

19 Luglio 2020
Si può modificare una querela?

Come integrare la querela precedentemente sporta presso l’autorità giudiziaria.

Ipotizziamo che tu sia proprietario di un piccolo supermercato. Un giorno, si presenta a fare la spesa un signore distinto che, dopo aver messo nel carrello tantissimi generi alimentari, si mette in fila alla cassa. Arrivato il suo turno, la cassiera gli dice che deve pagare 250 euro, ma viene subito distratta dalla collega. L’uomo, approfittando della disattenzione della cassiera, si allontana dal supermercato, con la merce riposta nel carrello, senza pagare. Tu, in qualità di proprietario del supermercato, decidi di recarti subito dai carabinieri per sporgere una querela, ma una volta tornato a casa ricordi di aver omesso dei particolari importanti che potrebbero essere utili per identificare il malfattore. A questo punto, ti domandi: si può modificare una querela? Non preoccuparti, nell’articolo che segue ti spiego in poche e semplici battute come procedere. 

Querela: cos’è?

Prima di vedere se si può modificare una querela, cerchiamo di capire bene cos’è e come funziona. Devi sapere che il nostro Codice penale prevede che per alcuni reati (come ad esempio, percosse, lesioni, violenza sessuale, stalking, ecc.) la persona offesa debba presentare la querela e chiedere espressamente che si proceda penalmente nei confronti del responsabile. Ti faccio un esempio pratico.

Caio e Tizio litigano per una ragazza. Ad un certo punto, Caio sferra un pugno a Tizio e gli procura un trauma all’occhio destro. Tizio, in quanto vittima, se vuole che Caio venga punito per ciò che ha fatto, deve segnalare l’episodio alle autorità presentando una querela.

Ti è chiaro, quindi, che la querela è una condizione di procedibilità dell’azione penale. Detto in altri termini, è necessario che la persona offesa chieda all’autorità giudiziaria di perseguire il colpevole.

Querela e denuncia: qual è la differenza?

La differenza tra querela e denuncia è molto semplice e te la spiego subito. Nel primo caso, come già detto, si tratta di una condizione di procedibilità senza la quale l’autorità giudiziaria non potrà attivarsi con le indagini. Inoltre, la querela può essere presentata solo dalla persona offesa, ossia dalla vittima del reato, entro il termine di 3 mesi dal giorno in cui il querelante ha avuto notizia del fatto costituente reato. La denuncia, invece, riguarda solo reati perseguibili d’ufficio (cioè reati particolarmente gravi, come ad esempio la rapina) e può essere presentata da chiunque in qualsiasi momento.

Querela: come si presenta?

La querela può essere presentata in forma:

  • scritta: solitamente, ci si rivolge ad un avvocato di fiducia;
  • orale: in tal caso, viene redatto un verbale sottoscritto poi dal querelante. 

La querela deve contenere tutti gli elementi essenziali del fatto (data, luogo, svolgimento della vicenda, soggetti coinvolti, ecc.), le fonti di prova (documenti, fotografie, registrazioni, ecc.) e la dichiarazione di volontà della persona offesa affinché si proceda nei confronti del responsabile. 

Chi può presentare la querela?

La querela può essere presentata all’autorità giudiziaria (polizia, carabinieri o Procura della Repubblica) personalmente oppure tramite un procuratore speciale nel termine di tre mesi (o sei mesi per reati come, ad esempio, lo stalking o la violenza sessuale) dal giorno della notizia del fatto che costituisce reato. Tuttavia, se la vittima non ha ancora compiuto 14 anni oppure è inferma di mente, la querela deve essere presentata dai genitori, dal tutore o dal curatore speciale.

Si può modificare una querela?

Ed eccoci arrivati al nocciolo della questione. Partiamo da un esempio. 

Tizia è al parco con il suo figlioletto di 3 anni. Ad un certo punto, si accorge che qualcuno gli ha rubato lo zaino che aveva lasciato sulla panchina. Senza aspettare neppure un secondo, si presenta dai carabinieri per sporgere una querela per il furto subito. Dopo qualche giorno, però, si accorge di aver dimenticato di riferire al carabiniere il contenuto del suo zaino. Quindi, si presenta nuovamente in caserma per integrare la querela anzitempo sporta.

Ti è chiaro, quindi, che la persona offesa ha sempre la possibilità di modificare la querela, integrandola con elementi importanti per le indagini. Come fare? Basta recarsi nuovamente presso la medesima autorità giudiziaria e chiedere di integrare la querela.

A questo punto, potresti domandarti: e se presentassi una nuova querela invece di fare un’integrazione? In tal caso, rischieresti di rallentare le indagini già avviate, perché alla nuova querela corrisponderebbe un altro procedimento, affidato ad un altro pubblico ministero. Pertanto, per evitare inutili perdite di tempo, è sempre bene modificare, quindi integrare la querela precedentemente sporta. 

Querela: posso ritirarla?

Devi sapere che la querela può essere ritirata in qualsiasi momento. In tal caso, si parla tecnicamente di remissione di querela che può essere fatta per iscritto oppure in forma orale, sia davanti al giudice che al di fuori del tribunale (ad esempio, direttamente dinanzi ai carabinieri). Nel primo caso, si parla di remissione processuale, nel secondo caso di remissione extraprocessuale.

Attenzione: la remissione extraprocessuale può essere espressa (scritta oppure orale) o tacita. Nel primo caso, la persona manifesta chiaramente la volontà di voler ritirare la querela. Nel secondo caso, invece, la remissione si ricava da fatti incompatibili con la volontà di persistere nella querela (ad esempio, quando la vittima non si presenta al processo nonostante sia stata avvisata dal giudice circa le conseguenze della sua assenza).

Affinché la remissione di querela produca i suoi effetti – cioè l’estinzione del reato – è necessario che l’imputato accetti tale remissione. Quest’ultimo, ovviamente, potrebbe anche scegliere di proseguire con il processo al fine di dimostrare la propria innocenza ed essere assolto con formula piena.

È possibile rinunciare alla querela?

Infine, va detto che la persona offesa può anche rinunciare (in forma scritta oppure orale) alla facoltà di proporre la querela perché, ad esempio, ha cambiato idea. Attenzione però: chi rinuncia alla querela può sempre adire il tribunale civile per ottenere il risarcimento del danno.



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