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Quando avviene il riconoscimento di handicap grave?

20 Aprile 2020 | Autore:
Quando avviene il riconoscimento di handicap grave?

Handicap in situazione di gravità: in quali casi l’interessato ha diritto ai vantaggi della legge 104?

La legge 104 [1], ossia la legge quadro in materia di disabilità, prevede numerose tutele ed agevolazioni nei confronti dei portatori di handicap: dai permessi retribuiti mensili alle agevolazioni fiscali per l’acquisto di veicoli, dal collocamento mirato alle agevolazioni pensionistiche, i benefici sono davvero numerosi. Ne abbiamo parlato approfonditamente nella Guida legge 104 e nella Guida alle agevolazioni legge 104.

La maggior parte delle agevolazioni, però, è riconosciuta ai portatori di handicap in situazione di gravità. Ma quando avviene il riconoscimento di handicap grave che dà diritto a fruire dei benefici della legge 104?

In quali casi un handicap può essere considerato grave? Quanti tipi di handicap esistono?

Innanzitutto, è fondamentale sapere che l’handicap è lo svantaggio sociale che deriva da un’infermità o da una menomazione; nello specifico, è considerato portatore di handicap chi presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, sia stabile che progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa.

L’handicap non deve essere confuso con l’invalidità e la non autosufficienza. Esistono poi diverse tipologie di handicap: non grave, in situazione di gravità, superiore ai due terzi, sensoriale, motorio, intellettivo e psichico.

L’Oms (organizzazione mondiale della sanità), al fine di evitare le discriminazioni, ha deciso di non utilizzare il termine handicap. Il termine “persona handicappata” è stato sostituito coi termini “persona con disabilità”, “persona disabile”, “persona diversamente abile”.

L’Inps continua comunque ad utilizzare questo termine: la commissione medica deputata alla valutazione della disabilità si chiama infatti commissione medica per l’accertamento dell’handicap, e l’interessato può essere valutato non portatore di handicap, portatore di handicap non grave, in situazione di gravità o superiore ai 2/3. Ma procediamo con ordine.

Handicap, invalidità, non autosufficienza

La condizione di portatore di handicap non deve essere confusa con l’invalidità o la non autosufficienza: l’invalidità infatti consiste nella riduzione della capacità lavorativa (o della capacità di svolgere compiti e funzioni propri dell’età) della persona derivante da un’infermità o da una menomazione, e può essere:

  • generica, se riferita alla generalità delle attività;
  • specifica, se riferita alle mansioni confacenti all’esperienza, alle attitudini ed alle competenze dell’interessato [2].

La non autosufficienza, invece, consiste nell’impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza permanente, o nell’impossibilità permanente di camminare senza l’aiuto di un accompagnatore.

È possibile che l’interessato sia riconosciuto, contemporaneamente, invalido, non autosufficiente e portatore di handicap.

Tipologie di handicap

I portatori di handicap, in base alla tipologia di disabilità, possono essere suddivisi in quattro categorie fondamentali:

  • portatori di handicap o disabilità sensoriali: si tratta di disabilità che riguardano i sensi (vista, udito, tatto, gusto, olfatto);
  • portatori di handicap o disabilità motorie: si tratta di disabilità che riguardano la possibilità di spostarsi e l’efficienza degli organi deputati al movimento;
  • portatori di handicap o disabilità intellettive: si tratta di handicap che riguardano le abilità che possono essere verificate attraverso il quoziente intellettivo; le disabilità più specifiche sono le insufficienze mentali (I.M.); alle disabilità intellettive si possono assimilare anche i disturbi specifici dell’apprendimento (ad esempio dislessia, disgrafia, discalculia, etc.);
  • portatori di handicap o disabilità psichiche: si tratta di disabilità che riguardano i problemi psichici e relazionali (psicosi) e i problemi psicologici (solo le nevrosi gravi e invalidanti)

Spesso nella realtà le disabilità sono compresenti: si può parlare in questo caso di pluridisabilità.

Gravità dell’handicap

In base al grado di svantaggio, l’handicap può essere valutato non grave, in situazione di gravità o superiore ai 2/3. Ma quando avviene il riconoscimento dell’handicap grave?

Secondo la legge 104, se una minorazione, singola o plurima, riduce l’autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento di assistenza permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità.

In altri termini, l’handicap grave è riconosciuto qualora sia necessaria un’assistenza permanente, generale e regolare dell’interessato.

Come chiedere il riconoscimento dell’handicap?

Per ottenere il riconoscimento dell’handicap, l’interessato deve inviare un’apposita domanda all’Inps, servendosi della procedura online “Domanda d’invalidità”.

Nel dettaglio, per il riconoscimento è necessario, dopo aver ottenuto l’apposita certificazione medica introduttiva rilasciata dal proprio medico curante, inoltrare all’Inps (anche tramite call center o con l’aiuto di un patronato o altro intermediario abilitato) la domanda d’invalidità. Questa domanda serve per il riconoscimento dell’handicap ed eventualmente anche dell’invalidità civile, della non autosufficienza, della cecità o sordità.

Chi riconosce l’handicap?

L’handicap non è valutato dalla stessa commissione deputata al riconoscimento dell’invalidità, ma dalla Commissione medica per l’accertamento dell’handicap [2].

Si tratta di una commissione integrata da un operatore sociale e da un esperto nei casi da esaminare, in servizio presso le unità sanitarie locali. Nel dettaglio, la commissione consta di un presidente, due componenti, un esperto, un operatore sociale, un medico di categoria.

Scheda per la definizione delle capacità

Per la valutazione dell’handicap, la commissione si serve di una scheda nella quale sono definite le capacità: la valutazione avviene mediante un qualificatore di performance e un qualificatore di capacità.

Di seguito, l’elenco delle capacità presente nel verbale:

  • Apprendimento e applicazione della conoscenza
    • d110 Guardare
    • d115 Ascoltare
    • d140 Imparare a leggere
    • d145 Imparare a scrivere
    • d150 Imparare a calcolare
    • d175 Risoluzione di problemi
  • Compiti e richieste generali
    • d210 Intraprendere un compito singolo
    • d220 Intraprendere compiti articolati
  • Comunicazione
    • d310 Comunicare con – ricevere – msg verbali
    • d315 Comunicare con – ricevere – msg non verbali
    • d330 Parlare
    • d335 Produrre msg non verbali
    • d350 Conversazione
  • Mobilità
    • d430 Sollevare e trasportare oggetti
    • d440 Uso fine della mano
    • d450 Camminare
    • d465 Spostarsi usando apparecchiature/ausili
    • d470 Usare un mezzo di trasporto
    • d475 Guidare
  • Cura della propria persona
    • d510 Lavarsi
    • d520 Prendersi cura di singole parti del corpo
    • d530 Bisogni corporali
    • d540 Vestirsi
    • d550 Mangiare
    • d560 Bere
    • d570 Prendersi cura della salute
  • Vita domestica
    • d620 Procurarsi beni e servizi
    • d630 Preparare i pasti
    • d640 Fare i lavori di casa
    • d660 Assistere gli altri
  • Interazioni e relazioni interpersonali
    • d710 Interazioni interpersonali semplici
    • d720 Interazioni interpersonali complessi

Vantaggi fiscali per il portatore di handicap

Il decreto Sviluppo e Semplificazioni del 2012 [3] ha previsto che i verbali di invalidità, sordità, cecità civile e di handicap segnalino anche l’esistenza dei requisiti sanitari per il rilascio del “contrassegno disabili” e per le agevolazioni fiscali relative ai veicoli previste per le persone con disabilità (vedi Legge 104, acquisto auto per disabili).

Ecco le voci che si possono trovare nel verbale di handicap/ invalidità:

  • persona con ridotte o impedite capacità motorie permanenti: questa dicitura consente l’accesso alle agevolazioni fiscali per l’acquisto di un veicolo, anche a prescindere dal riconoscimento dell’handicap grave, a condizione che il veicolo sia adattato stabilmente al trasporto o alla guida (per i titolari di patente con obbligo di uso di particolari dispositivi di guida);
  • persona con handicap psichico o mentale di gravità tale da avere determinato il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento: questa dicitura consente l’accesso alle agevolazioni fiscali sui veicoli senza l’obbligo di adattamento e nei limiti previsti per legge, a condizione che sia riconosciuto anche l’handicap grave;
  • persona con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni: la dicitura consente l’accesso alle agevolazioni fiscali sui veicoli, senza l’obbligo di adattamento e nei limiti previsti per legge, a condizione che sia riconosciuto anche l’handicap grave;
  • invalido con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta: la dicitura non consente l’accesso alle agevolazioni fiscali sui veicoli, ma è utile per richiedere al proprio comune il rilascio del cosiddetto contrassegno invalidi;
  • persona ipovedente grave: la dicitura consente l’accesso alle agevolazioni fiscali sui veicoli senza l’obbligo di adattamento e nei limiti previsti per legge, a prescindere dal riconoscimento dell’handicap grave;
  • persona ipovedente medio-grave: la dicitura non consente l’accesso alle agevolazioni fiscali sui veicoli;
  • persona “ipovedente lieve: la dicitura non consente l’accesso alle agevolazioni fiscali sui veicoli;
  • l’interessato non possiede alcun requisito tra quelli di cui all’art. 4 del D.L. 9 febbraio 2012 n. 5: la dicitura sta a significare che la commissione medica non ha rilevato nessuna delle condizioni elencate e che l’interessato non ha diritto alle agevolazioni fiscali sui veicoli, né al contrassegno invalidi.

Revisione verbale di handicap

Nel verbale rilasciato dalla commissione medica può essere indicato se è prevista, ammessa o esclusa una successiva revisione. È possibile trovare queste voci.

  • esonero da future visite di revisione: Sì/No: l’esonero da qualsiasi visita successiva, anche a campione, viene riconosciuto quando le condizioni sanitarie sono stabilizzate o ingravescenti;
  • revisione: Sì, No: nel caso in cui venga indicata la possibilità di revisione (Sì), il verbale indica anche il mese e l’anno in cui è prevista; non bisogna richiedere di essere convocati, in quanto la convocazione è inviata dall’Inps; nel caso in cui sia indicato “No”, sia su questa voce che sulla voce “esonero da future visite di revisione”, rimane comunque possibile la richiesta futura di una visita a campione.

note

[1] L. 104/1992.

[2] Art.1 L. 295/1990. Art.20 L. 102/2009.

[3] DL 5/2012.


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