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Ricorso contro multa

13 Luglio 2020 | Autore:
Ricorso contro multa

Rimedi contro verbale infrazione stradale illegittimo: ricorso in autotutela, ricorso al prefetto e ricorso al giudice di pace. Modalità, tempi e costi.

Non sempre si deve ricorrere a un avvocato per poter far valere i propri diritti davanti alle autorità competenti; è esattamente ciò che accade quando parliamo di effettuare un ricorso contro una multa stradale. Devi sapere che la legge consente a chiunque di poter impugnare la contravvenzione stradale di cui è destinatario senza la necessità di dover nominare un avvocato di fiducia. Probabilmente credi che la cosa non sia concretamente fattibile per le difficoltà cui si può andare incontro senza la necessaria assistenza di un legale. Non è così. Con questo articolo vorrei offrirti un concreto aiuto per la redazione di un ricorso contro una multa.

Nei paragrafi che seguiranno avrò cura di indicarti, un passo per volta, cosa devi fare per impugnare un verbale della polizia stradale (o di organo equivalente). Ti renderai rapidamente conto che, seguendo poche, semplici regole, anche tu potrai difenderti da solo nei confronti di sanzioni che ritieni illegittime. Vedremo insieme quali tipi di ricorso prevede la legge, entro quanto tempo puoi proporli, cosa devi scrivere e quali sono i costi. Insomma, se hai dieci minuti di tempo, prosegui nella lettura: scopriremo insieme come preparare un ricorso contro una contravvenzione stradale.

Ricorso contro multa: quanti tipi?

Esistono tre tipi di ricorso che puoi presentare contro una multa:

Le prime due forme di impugnazione sono di tipo amministrativo, mentre il ricorso al giudice di pace è di tipo giudiziario. Cosa significa?

Vuol dire che solo con il ricorso al giudice di pace ci si presenterà innanzi a un giudice vero e proprio, mentre con il ricorso in autotutela e quello al prefetto la propria istanza sarà rivolta a un’autorità amministrativa.

Tieni bene a mente che ricorso al prefetto e ricorso al giudice di pace sono tra loro alternativi, nel senso che non è possibile proporli entrambi.

Ricorso in autotutela: come funziona?

Il ricorso in autotutela contro una multa ti consente di rivolgerti direttamente all’organo che ha emanato la sanzione.

Il ricorso in autotutela non prevede formalità di sorta: si può inviare in qualsiasi momento, senza alcun limite di tempo, e non ha alcun costo. È sufficiente inviare una lettera all’ente che ha emanato la multa (il Comune, la Provincia, ecc.; è facile individuarlo perché è riportato nell’intestazione del verbale) indicando i motivi per i quali la multa si ritiene nulla.

Il ricorso in autotutela non fa sorgere alcun obbligo in capo all’organo verso cui è diretto, nel senso che il ricorso potrebbe essere tranquillamente ignorato o non preso in considerazione anche se proposto validamente.

Da tanto deriva che il ricorso in autotutela non interrompe i termini per impugnare la multa davanti al prefetto o al giudice di pace.

Ricorso in autotutela multa: quando si può fare?

Il ricorso in autotutela contro una multa è ammissibile solamente in determinati casi e, per la precisione, solo laddove il verbale contenga un’errata valutazione del fatto contestato o vizi di forma o di procedura, come, ad esempio, nei casi in cui il verbale presenti un errore di persona, un’errata indicazione della targa del veicolo, un errore di rilevazione e/o digitazione dei dati identificativi del veicolo oppure se il verbale si riferisce a un veicolo che il soggetto abbia venduto prima della data di infrazione.

Ricorso al prefetto: come funziona?

Il ricorso al prefetto è un’impugnazione di tipo amministrativo con cui è possibile chiedere direttamente al prefetto in carica di annullare la multa illegittima.

A differenza del ricorso in autotutela, il ricorso al prefetto è compiutamente disciplinato dalla legge e deve rispettare precisi limiti temporali, sia per ciò che concerne la presentazione del ricorso che per quanto riguarda la risposta del prefetto.

Per la precisione, il ricorso al prefetto può essere presentato entro sessanta giorni dalla contestazione della sanzione stradale. Ciò significa che i sessanta giorni decorrono dal momento in cui sei stato fermato e multato (contestazione immediata) oppure, se la contestazione è differita (pensa al superamento dei limiti di velocità), dal giorno in cui il verbale ti è stato notificato a casa.

Dal proprio canto, il prefetto è tenuto ad adottare una decisione entro un termine pari a:

  • 180 giorni, se il ricorso è stato presentato all’Ufficio o comando cui appartiene l’organo accertatore (ad esempio, alla polizia municipale, a quella stradale, ecc.);
  • 210 giorni, se il ricorso è stato presentato direttamente in Prefettura.

Nel caso in cui il prefetto non rispetti tali termini, il ricorso si intende accolto.

Come si prepara un ricorso al prefetto?

Preparare da sé un ricorso al prefetto è davvero facile. Non esistendo formalità particolari da rispettare, l’unica cosa da fare è preparare un atto in carta semplice all’interno del quale indicare i motivi per cui la multa sarebbe illegittima.

Un ricorso al prefetto deve sempre contenere:

  • le generalità del ricorrente;
  • l’indicazione del numero e della data del verbale impugnato;
  • le motivazioni dell’impugnazione (ad esempio: il verbale riporta una targa sbagliata, ecc.);
  • la richiesta di annullamento;
  • una copia del verbale impugnato in allegato.

Il ricorso al prefetto deve essere sottoscritto in calce direttamente dalla persona interessata. In pratica, il ricorrente deve firmare di proprio pugno, non potendosi farsi sostituire da altra persona.

Anche se si decidesse di farsi preparare il ricorso da un avvocato, il ricorso dovrà comunque essere sempre sottoscritto dal ricorrente.

Ricorso al prefetto: come si deposita?

Preparato il ricorso secondo le indicazioni sopra fornite, questo dovrà essere materialmente presentato in Prefettura. Come? Ci sono diversi modi per depositare un ricorso al prefetto contro una multa.

Innanzitutto, ci si potrà presentare direttamente presso la sede della Prefettura territorialmente competente e chiedere di effettuare il deposito. È bene portare con sé una copia del ricorso affinché su di essa possa essere apposto il timbro che attesta l’avvenuta protocollazione.

In alternativa, è possibile presentare il ricorso all’organo accertatore, cioè all’ente che ha emesso materialmente la multa (polizia municipale, stradale, ecc.). Quest’ultimo dovrà poi trasmettere il ricorso alla Prefettura competente.

Il ricorso può anche essere spedito mediante raccomandata con avviso di ricevimento ovvero mediante pec; in quest’ultimo caso, la casella di posta elettronica deve appartenere al ricorrente, non a terze persone.

La decisione del prefetto

Sulla base del materiale raccolto, il prefetto potrà decidere se confermare oppure annullare la multa. Nel primo caso, il prefetto emana un’ordinanza con la quale obbliga il ricorrente al pagamento di una somma generalmente pari al doppio dell’originaria multa, oltre al rimborso delle spese.

Si tratta di una vera e propria ingiunzione di pagamento da notificare all’autore della violazione nel termine di centocinquanta giorni dalla sua adozione. Il pagamento della somma indicata deve essere effettuato entro il termine di trenta giorni dalla notificazione.

Contro l’ingiunzione di pagamento emanata dal prefetto, il cittadino può presentare ricorso al giudice di pace entro trenta giorni dalla notifica.

Il prefetto deve rispettare dei termini precisi se intende rigettare il ricorso. In particolare, il prefetto è tenuto a esprimersi entro:

  • 180 giorni, se il ricorso è stato presentato direttamente agli organi accertatori (polizia municipale, ecc.);
  • 210 giorni, se il ricorso è stato consegnato direttamente alla prefettura.

Se il prefetto non rispetta queste scadenze, il ricorso si intende accolto: vale pertanto la regola del silenzio-accoglimento.

I termini, però, subiscono un prolungamento nel caso in cui il ricorrente abbia chiesto, all’interno del ricorso, di essere sentito personalmente dal prefetto. Nell’ipotesi di richiesta di audizione personale, i termini per decidere il ricorso restano sospesi per tutto il tempo da quando il ricorrente riceve la convocazione, fino al giorno fissato per lo svolgimento dell’audizione (anche in caso di mancata presentazione dell’interessato convocato).

Nel caso in cui ritenga fondato il ricorso, il prefetto emette un’ordinanza motivata di archiviazione degli atti, comunicandola direttamente all’organo accertatore; sarà poi quest’ultimo a darne notizia ai ricorrenti.

Ricorso al giudice di pace contro multa: come funziona?

Il ricorso al giudice di pace contro la multa stradale è un rimedio giudiziario a tutti gli effetti: ciò significa che sul ricorso dovrà decidere un giudice e non l’autorità amministrativa.

Da tale natura del rimedio derivano alcune conseguenze che caratterizzano il ricorso al giudice di pace:

  • il ricorrente dovrà pagare le spese di giustizia (contributo unificato in proporzione al valore della controversia e marca da bollo);
  • potranno essere sentiti testimoni e, in generale, sarà possibile avvalersi di qualsiasi mezzo istruttorio;
  • il ricorso al giudice di pace è alternativo a quello al prefetto, nel senso che se è già stato fatto quest’ultimo non sarà più possibile presentare impugnazione al giudice.

Ricorso al giudice di pace: come si fa?

Innanzitutto, il ricorso al giudice di pace contro una multa va presentato entro trenta giorni dalla contestazione (contestuale o differita). Dunque, i termini sono dimezzati rispetto al ricorso in prefettura.

Come per il ricorso al prefetto, è possibile agire senza un avvocato ed è possibile depositare l’impugnazione recandosi personalmente presso la cancelleria del giudice di pace competente ovvero spedendo una raccomandata con avviso di ricevimento.

Il ricorso contro una multa al giudice di pace sconta il pagamento di un contributo unificato il cui importo varia a seconda della sanzione pecuniaria: per una multa che non superi i 1.100 euro, il contributo unificato costa 43 euro; per importi superiori, invece, il contributo costa 98 euro. A ciò bisogna aggiungere una marca da bollo da 27 euro.

Il ricorso al giudice di pace deve essere depositato (o spedito) assicurandosi che siano presenti:

  • un originale e quattro fotocopie del ricorso;
  • un originale e quattro fotocopie del verbale;
  • una fotocopia degli eventuali documenti che si allegano;
  • copia di un documento di riconoscimento valido del ricorrente;
  • contributo unificato e marca.

Nel ricorso può anche essere chiesta la sospensione della multa, in attesa che il ricorso venga deciso.

Ricorso al giudice di pace contro multa: decisione

Il giudice di pace, valutata l’impugnazione della multa, può decidere di:

  • rigettare il ricorso, determinando a carico del ricorrente una sanzione di importo ricompreso tra il minimo e il massimo stabilito dalla legge per la violazione accertata;
  • confermare la multa con ordinanza, se chi ha presentato ricorso non si presenta in udienza senza valido motivo (salvo che la illegittimità della multa risulti dalla documentazione allegata dal ricorrente);
  • accogliere il ricorso e, per l’effetto, annullare in tutto o in parte la multa.

Se il ricorrente è condannato al pagamento, questo deve avvenire entro trenta giorni dalla notificazione della sentenza. La sentenza del giudice di pace è appellabile in tribunale.


note

Autore immagine: Canva.com


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