Coronavirus, l’Inps: aumentata la povertà in Italia

20 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus, l’Inps: aumentata la povertà in Italia

Impennata delle domande per avere il reddito di cittadinanza. Chiesta al ministero delle Politiche sociali la revisione dei requisiti per avere il sussidio.

Due mesi di forzato stop possono cambiare la vita e modificare lo status di decine di migliaia di persone. È quello che sembra essere accaduto in Italia da fine febbraio, cioè dall’inizio dell’emergenza coronavirus che si è portata via molte certezze e che ha distrutto la solidità di tante famiglie.

A fine aprile, l’Italia si scopre più povera e c’è un dato che lo dimostra: sono più di 142mila, secondo l’Inps, i nuclei familiari che non riescono più ad arrivare alla fine del mese e che, per questo, hanno chiesto la pensione o il reddito di cittadinanza tra febbraio e marzo. Significa più o meno il 9% in più rispetto alle domande presentate a gennaio. In numeri assoluti, sono quasi due milioni le persone che attendono il sussidio. I nuclei che già ne beneficiano, invece, sono aumentati del 10 per cento in due mesi

In questi due mesi di attività lavorativa interrotta a causa del coronavirus, la crescita delle domande per l’assegno di cittadinanza è aumentata, spiega l’Inps, «a causa della presentazione della Dsu per l’Isee 2020», che viene fatta proprio nei primi mesi dell’anno.

E non è finita: secondo l’Acli, presto avremo una platea più ampia di poveri, il che deve portare ad una revisione del reddito di cittadinanza per contrastare l’attuale emergenza. Il numero delle domande è destinato a registrare altre impennate, tra chi ha perso il lavoro o si è visto ridurre le ore di attività. I redditi ne hanno già accusato il colpo e la cassa integrazione non basterà a compensare il fenomeno.

Il Governo, finora, sta tentando di tamponare la situazione attraverso, ad esempio, i bonus da 800 euro per autonomi e professionisti, il reddito di emergenza, i voucher erogati dai Comuni per l’acquisto di medicinali o di generi di prima necessità. Ma, si fa notare, è solo un cerotto applicato ad una ferita che continuerà a sanguinare per parecchio tempo. Ecco perché si chiede che vengano riviste le condizioni di accesso al reddito di cittadinanza, com’è stato sollecitato ufficialmente al ministero delle Politiche sociali dall’Alleanza contro la Povertà. Tra le proposte avanzate, la modifica della scala di equivalenza, la riduzione del vincolo di residenza in Italia da 10 a 2 anni e nuovi parametri per l’Isee.



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