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Coronavirus: il Governo decide sulla fase 2

20 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: il Governo decide sulla fase 2

Oggi, il Consiglio dei ministri getterà le prime basi. Possibile una prima riapertura il 27 aprile a certe condizioni. Novità in vista per bar e ristoranti.

Dopo un fine settimana interlocutorio, con colloqui a vario titolo, il Governo si prepara a definire le linee guida per dare il via alla fase 2 dell’emergenza coronavirus. Oggi, è in programma un Consiglio dei ministri in cui il premier Giuseppe Conte dovrebbe tirare le somme di quanto discusso con i rappresentanti delle Regioni e dei Comuni e delle ultime valutazioni sia della task force guidata da Vittorio Colao sia del Comitato tecnico-scientifico.

Sul tavolo del Governo non solo il calendario su cui segnare il giorno delle prime ripartenze ma anche il modo in cui devono avvenire le riaperture. Si sa che alcuni enti locali spingono affinché la ripresa delle attività produttive, almeno parziale, avvenga prima del 4 maggio, ma si sa anche che Conte è piuttosto allergico a questa ipotesi. Oggi, però, il Consiglio dei ministri potrebbe cedere a questa richiesta a patto che le Regioni garantiscano di avere a disposizione ospedali dedicati ai casi di Covid-19 e luoghi in cui tenere al sicuro in quarantena i positivi. A queste condizioni, sarebbe possibile pensare ad una prima riapertura il 27 aprile, cioè tra una settimana anziché tra 15 giorni, delle aziende dei settori auto, edile e moda.

Tra le linee guida allo studio del Governo anche la ripresa scaglionata in base alle tabelle Inail che riguardano i rischi per i lavoratori e l’obbligo di autocertificare di essere in regola con le misure di sicurezza, tra cui la dotazione dei dispositivi di sicurezza personale, la sanificazione o la presenza di un medico in sede. Chi dichiarerà il falso o chi non rispetterà le norme, rischierà la licenza o la chiusura dell’attività. Inoltre, dovranno essere garantiti dei turni diversificati e andrà privilegiato il ricorso allo smart working.

Il Consiglio dei ministri potrebbe decidere già oggi o, al massimo, nei prossimi giorni di dare un’ulteriore mano a bar e ristoranti, la cui riapertura è ancora lontana (non dovrebbero riprendere almeno da qui a un mese). Se già oggi possono fare delle consegne a domicilio, si pensa di dare la possibilità di effettuare il servizio di take away, cioè di asporto: il cliente va, prende quello che deve consumare, paga e si porta il cibo a casa. A condizione, però, che i titolari degli esercizi rispettino alcune norme, cioè l’ingresso scaglionato dei clienti a seconda delle dimensioni dei locali. La soglia resta quella dei 40 metri quadri, a cui possono accedere contemporaneamente un cliente e due dipendenti.



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