Prestiti: chi è in difficoltà non paga rate per sei mesi

20 Aprile 2020 | Autore:
Prestiti: chi è in difficoltà non paga rate per sei mesi

Agevolazioni per chi ha un reddito ridotto per l’emergenza coronavirus. Attenzione, però, al tipo di sospensione: conviene congelare solo la quota capitale.

Qualche buona notizia ogni tanto c’è. Assofin, l’Associazione che concentra le principali finanziarie italiane, ha deciso di congelare per sei mesi le rate dei prestiti sopra i 1.000 euro erogati a chi oggi si trova in difficoltà a causa dell’emergenza coronavirus. In pratica, per quel periodo di tempo resta sospeso il rimborso del finanziamento ottenuto.

Assofin concede in questo modo una boccata di ossigeno alle famiglie che, da un giorno all’altro, si sono trovate con la propria vita sconvolta dalla perdita o dalla riduzione del lavoro e che sono, comunque, tenute ad onorare i debiti contratti prima dell’emergenza.

La sospensione di sei mesi delle rate dei prestiti interessa chi è rimasto disoccupato, chi è in cassa integrazione oppure i professionisti che hanno visto ridotto il proprio fatturato. L’accordo firmato da Assofin prevede anche il beneficio per i dipendenti pubblici attraverso la cessione del quinto, purché l’ente pubblico di riferimento sia d’accordo.

Nello specifico, l’agevolazione è rivolta a:

  • chi ha perso o perderà il lavoro da dipendente tra il 21 febbraio e il 30 giugno 2020. Rimane escluso, però, chi è stato licenziato per giusta causa, per giustificato motivo soggettivo o chi ha firmato le dimissioni volontarie o una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro;
  • chi ha perso un lavoro atipico (con le stesse esclusioni di cui sopra);
  • chi ha avuto una riduzione o sospensione dell’orario di lavoro per almeno 30 giorni e si trova in regime di cassa integrazione o riceve altri ammortizzatori sociali;
  • professionisti che hanno registrato una perdita di un terzo del fatturato in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 rispetto all’ultimo trimestre 2019 a causa di chiusure o restrizioni legate all’emergenza sanitaria. La diminuzione del fatturato può essere autocertificata;
  • gli eredi delle persone che rientrano nelle categorie precedenti e che, nel frattempo, sono decedute senza avere acceso una polizza a protezione del credito.

Per ottenere il congelamento delle rate, basta presentare domanda alla propria finanziaria via e-mail. Il creditore può decidere di sospendere l’intera rata oppure la parte della sola quota capitale, chiedendo di versare soltanto gli interessi.

Ad ogni modo, chi aveva chiesto un finanziamento per pagare una macchina, un salotto o qualsiasi altro bene di consumo ed oggi si trova a fare fatica da un punto di vista economico per colpa del Covid-19, può beneficiare di questa agevolazione senza dover sostenere adesso ulteriori oneri o costi di attivazione della sospensione.

Costi che, però, potrebbero arrivare una volta trascorso il periodo di sospensione di sei mesi: il cliente potrebbe essere costretto a pagare gli interessi sugli interessi non versati. Conviene, a questo punto, farsi congelare soltanto la quota capitale e continuare a pagare la parte della rata relativa agli interessi dovuti.

L’agevolazione viene concessa anche a chi ha saltato una o due rate, purché non abbia già rinegoziato il finanziamento a causa di difficoltà di natura economica.



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