Diritto e Fisco | Articoli

Posso cambiare banca?

20 Aprile 2020
Posso cambiare banca?

Portabilità del conto corrente, del mutuo, dell’ipoteca e della fideiussione: tutte le regole e i tempi. 

Non sei più soddisfatto della tua vecchia banca. Hai deciso di cambiarla con un’altra che offre gli stessi servizi a prezzi più vantaggiosi. Ora devi capire solo come fare per spostare il conto corrente e il mutuo, con i relativi Rid e le domiciliazioni bancarie delle utenze di casa. Ti chiedi insomma: posso cambiare banca? 

La risposta è certamente affermativa ma devi sapere alcune questioni che potrebbero indirizzarti meglio in questo delicato momento di passaggio da un istituto di credito ad un altro. Procediamo dunque con ordine.

Si può cambiare banca?

Nei contratti di durata, quelli cioè senza un termine di scadenza, ciascuna parte può recedere in qualsiasi momento dal rapporto, salvo l’eventuale preavviso indicato nella scrittura. 

Così anche il contratto di conto corrente può essere in qualsiasi momento “interrotto” dal correntista in favore di un’altra banca. Peraltro, la legge non prevede alcun obbligo di preavviso se non un termine di 12 giorni entro cui la banca deve portare a termine l’operazione di trasferimento dell’eventuale saldo attivo presso l’altro conto.

A questo punto, il correntista che intende spostare il conto corrente su un’altra banca può:

  • prelevare il denaro (meglio se con assegno circolare non trasferibile) e poi depositarlo presso la nuova banca;
  • ordinare alla vecchia banca di procedere essa stessa al bonifico del denaro sul nuovo conto corrente. È la cosiddetta portabilità del conto corrente che funziona in modo simile a quella dei gestori telefonici. 

Attenzione: la portabilità del conto non implica in automatico la chiusura del vecchio conto il quale resta ancora in vita fino a quando non interviene una espressa richiesta in tal senso da parte del titolare. 

L’eventuale esposizione debitoria sul conto non preclude la possibilità di chiudere lo stesso. Un conto corrente in rosso può quindi essere estinto in modo da non accumulare ulteriori debiti per spese e competenze. Resta, però, l’obbligazione con la banca per la restituzione delle somme in questione.

Per operare la portabilità del conto corrente è sufficiente rivolgersi alla nuova banca che procederà a tutte le comunicazioni e incombenze con la vecchia.

Trasferimento Rid, bonifici e domiciliazioni bancarie

Nel momento in cui si chiede la portabilità del conto corrente, la vecchia banca è tenuta a spostare sulla nuova tutti i servizi come la domiciliazione delle bollette e i Rid bancari (i cosiddetti addebiti diretti sul conto). 

Per quanto riguarda, invece, gli addebiti che avvengono per pagamenti con carta di credito bisognerà rivolgersi presso il nuovo sportello per completare la procedura. 

Anche i bonifici periodici come lo stipendio e la pensione verranno trasferiti sul nuovo conto a seguito della portabilità. 

Anche la presenza di un mutuo acceso con la vecchia banca non preclude la possibilità di spostare sia il conto, sia – come vedremo a breve – lo stesso finanziamento.

In caso di portabilità devi prestare attenzione ad alcune questioni. 

La prima è che il servizio dei Rid si “agganci” correttamente al nuovo istituto di credito; spesso, infatti, la procedura non va in porto per degli errori di sistema. Con la conseguenza che il correntista potrebbe trovarsi moroso senza saperlo e subire l’interruzione di servizi (ad esempio, la Pay-Tv).

In secondo luogo, devi fare attenzione agli assegni emessi nei giorni precedenti alla richiesta di trasferimento e non ancora incassati dal creditore. Se infatti questi, recandosi presso la vecchia banca, non dovesse trovare più fondi – posto appunto lo spostamento del conto – l’assegno andrebbe protestato e il correntista subirebbe non solo le sanzioni della Prefettura ma anche una serie di conseguenze negative (segnalazione alla Centrare Rischi, impossibilità di chiedere finanziamenti, ecc.).

Portabilità del mutuo

Nel caso in cui il correntista abbia stipulato un contratto di mutuo con la vecchia banca e intenda trasferire lo stesso, con i relativi addebiti, sul nuovo conto deve attuare la procedure di portabilità del mutuo. 

Il mutuatario ha infatti il diritto, in ogni momento, di trasferire il suo debito a un altro mutuante (ad esempio, un’altra banca o un ente previdenziale che gli concede condizioni migliori), senza alcun onere a suo carico e senza decadere da eventuali benefici fiscali. La banca non può limitare tale diritto con alcun tipo di clausola contrattuale.

La portabilità può essere esercitata non solo con il mutuo, ma anche per qualsiasi altra tipologia di finanziamento bancario anche a breve termine. 

Non è possibile chiedere la portabilità del mutuo se la banca ha già manifestato la volontà di recedere dal contratto stesso. 

Per chiedere la portabilità del mutuo, il mutuatario deve presentare una domanda per iscritto alla nuova banca. 

La procedura comporta anche una portabilità dell’ipoteca accesa in favore del precedente istituto di credito che, pertanto, non viene estinta ma si trasferisce in capo al nuovo creditore. Lo stesso discorso vale anche per quanto riguarda eventuali fideiussioni che vedranno mutare il soggetto garantito (ossia la banca).

Per cambiare il mutuo, il cliente deve consegnare alla banca subentrante la documentazione bancaria in suo possesso da cui emerge una stima del debito residuo. In mancanza di tale documentazione, la banca subentrante fa richiesta alla banca originaria dell’importo del debito residuo.

A conclusione dell’istruttoria, la banca subentrante conferma al cliente la disponibilità a compiere l’operazione di finanziamento e, d’intesa con il medesimo cliente, concorda con il notaio incaricato e le altre parti la data di stipula dell’atto di surrogazione.

L’atto di surrogazione deve essere stipulato per atto pubblico o scrittura privata autenticata.

La prassi prevede due modalità:

  • surroga bilaterale: con intervento della nuova Banca e del mutuatario e un successivo atto unilaterale di quietanza firmato dal solo creditore originario;
  • surroga trilaterale: stipulata con unico atto in presenza della Banca originaria, della nuova Banca e del debitore.

Dopo la stipula dell’atto di surrogazione, la banca subentrante deve richiedere l’annotazione della surrogazione al direttore dell’Agenzia delle Entrate – Ufficio del Territorio, allegando copia autentica dell’atto, senza ulteriori formalità.

La surrogazione deve concludersi entro 30 giorni lavorativi dalla richiesta. Se la vecchia banca dovesse frapporre problemi o ritardi, sarà tenuta a risarcire al cliente l’1% del valore del finanziamento (che, pertanto, è pari al valore del debito residuo) per ciascun mese o frazione di mese di ritardo.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube