Coronavirus e acqua, cosa sappiamo finora

20 Aprile 2020
Coronavirus e acqua, cosa sappiamo finora

Paura, in questi giorni, dopo una notizia proveniente da Parigi. Ma il timore è giustificato?

Un brutto campanello d’allarme è suonato questo weekend: a Parigi sono state trovate tracce di Coronavirus nell’acqua non potabile, usata per lavare le strade, innaffiare i giardini e farla scorrere nelle fontane. Subito ci si è chiesti se il Covid-19 non riesca a insinuarsi anche nell’acqua che beviamo, infettando, così, in maniera ancora più subdola.

Possiamo stare tranquilli: al momento, secondo gli esperti, non ci sono evidenze che il Coronavirus possa “trasmigrare” nell’acqua potabile. Il ministero della Salute lo esclude. È uno dei primi temi su cui si è concentrato l’Istituto superiore di sanità (Iss), con un’apposita pubblicazione a marzo: “Il virus non è stato ad oggi mai rilevato nelle acque potabili – scrivevano gli esperti dell’Iss il 21 marzo, alla vigilia della Giornata mondiale dell’acqua – e i sistemi idrici sono progettati e validati per l’efficacia nel controllo di virus”.

Per l’Iss “possiamo contare su acqua sicura sia per l’approvvigionamento potabile sia per l’igiene personale: lavarsi le mani resta infatti una misura essenziale di prevenzione primaria per il controllo della trasmissione del Sars-CoV-19″.

“Di fatto – scrive oggi Repubblica, occupandosi del tema – si esclude che l’acqua dei rubinetti possa essere contagiosa. Sia perché viene disinfettata a dovere, contro ogni tipo di virus e di batteri. Sia perché nell’acqua le tracce del virus sono talmente diluite da non poter raggiungere la dose necessaria al contagio”.

La contaminazione delle acque reflue è un fatto normale, se consideriamo che tracce di Covid, nelle persone che lo contraggono, possono essere presenti nelle feci. Repubblica ricorda come questo aspetto “può essere addirittura sfruttato a nostro vantaggio. L’Australia ha sperimentato il ‘tampone’ delle acque reflue prima nel Queensland. Ora estenderà il metodo a tutta la nazione. L’assenza di Coronavirus nelle fognature potrà dare la ‘patente di immunità’ a interi quartieri o città, agevolando l’allentamento delle misure di isolamento sociale”.

A Parigi, per ora è stata interrotto il lavaggio delle strade con l’acqua non trattata proveniente dalla Senna (l’acqua potabile, invece, assicurano dal comune della capitale francese, scorre su una rete indipendente e sottoposta a stretta sorveglianza). Da adesso in poi, per precauzione, e quindi per evitare che delle goccioline di acqua con tracce di virus possano finire nell’aria e essere respirate da qualcuno, le strade di Parigi saranno lavate con acqua potabile.



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