Se il Coronavirus è manipolato si distruggerà da solo

20 Aprile 2020 | Autore:
Se il Coronavirus è manipolato si distruggerà da solo

La natura elimina i virus artificiali, creati in laboratorio, facendoli decadere durante le successive mutazioni. Lo sostiene il premio Nobel francese Luc Montagnier. 

Una vecchia massima dice che il tempo è il miglior giudice di tutte le cose, ma a ben vedere ci riesce perché opera non con il suo semplice scorrere ma con l’aiuto decisivo dei fattori naturali, che sono sempre all’opera in maniera silenziosa, costante e inesorabile.

Nel caso del Coronavirus, questi fattori consistono nei meccanismi di di replicazione dell’Rna, un nastro trasportatore dell’informazione genetica, simile al nostro Dna, che contiene la struttura essenziale per la sopravvivenza e la riproduzione del Covid-19. Senza quel particolare tipo di conformazione dell’Rna, il Covid-19 non sarebbe ciò che è e non provocherebbe le conseguenze disastrose che ben conosciamo.

A parlarne in un podcast televisivo di medicina francese è lo scienziato francese, premio Nobel per la medicina, Luc Montagnier, nto per essere stato lo scopritore dell’Hiv, ma anche molto contestato nella comunità scientifica per le sue tesi ardite e fuori dal coro. Di recente ha sostenuto che il Coronavirus sarebbe un virus manipolato, uscito per errore da un laboratorio di Wuhan, dove si studiava un vaccino contro l’Aids.

Nella nuova intervista televisiva, Montagnier ha ribadito la sua tesi secondo cui il Covid-19 sarebbe stato creato artificialmente nell’istituto di ricerca di Wuhan e involontariamente rilasciato all’esterno. La produzione, quindi, sarebbe stata volontaria, mentre la diffusione sarebbe avvenuta in maniera incolpevole.

Sarebbe accaduto questo: gli scienziati cinesi, impegnati nella creazione di un vaccino contro l’Hiv, avrebbero innestato alcune parti di questo virus sull’Rna del Coronavirus, creando così il Covid-19. “Un lavoro da professionisti, biologi molecolari, molto minuzioso, quasi da orologiaio”, ha detto Montagnier.

Ma proprio da qui nasce il punto debole della nuova creatura che si è propagata in tutto il mondo, infettando quasi due milioni e mezzo di persone e provocando, ad oggi secondo di dati della Johns Hopkins University riportati dall’Adnkronos, 165.238 vittime.

Infatti “i virus cambiano in continuazione, hanno sempre mutazioni“, e in questo caso la modifica ripetuta miriadi di volte nei successivi passaggi evolutivi gioca contro il Coronavirus perché – sostiene Montagnier “la costruzione artificiale ha poche possibilità di sopravvivere“.

Lo scienziato non parla in astratto ma nello specifico, perché dichiara di aver analizzato molti pazienti infetti da Covid-19 nella città americana di Seattle, riscontrando e misurando il progredire di queste mutazioni che già si stanno verificando e faranno in modo che il Coronavirus progressivamente decadrà, anzi afferma che già “sta scomparendo, questo è un barlume di speranza”.  Il premio Nobel è sicuro che “la natura non accetta alcuna manipolazione molecolare ed eliminerà questi cambiamenti innaturali”.

Volendo parafrasare lo scienziato e approfondire il suo ragionamento, è quasi come se i meccanismi evolutivi riconoscessero ciò che sfugge ai metodi di produzione naturale e condannino i prodotti artificiali alla sicura estinzione, anche quando sono opera di un sofisticato lavoro di ingegneria genetica operato dalle mani dell’uomo; esperte, ma non abbastanza per ingannare a lungo la natura stessa nel suo complesso evolutivo.

Perciò – ha proseguito Montagnier -“anche se non si fa nulla le cose miglioreranno”, ma nel frattempo (glissando sulle domande dell’intervistatore che gli chiedeva precisamente quando il virus sarà sconfitto) ha dovuto riconoscere che “ci saranno ancora molti morti”.

Ma non ci sarebbe bisogno di aspettare il corso degli eventi: qui Montagnier arriva a suggerire una sua personale soluzione, questa volta però basata su ipotesi anziché su dati osservati: “Le onde elettromagnetiche potrebbero aiutarci a distruggere selettivamente le parti nocive del virus”, sempreché riuscissimo a individuare le frequenze adatte e il bersaglio giusto tra le 30mila parti base che compongono la sequenza Rna del Covid-19; di cui però già sappiamo – sempre da Montagnier che ha studiato il genoma e lo afferma – che “ce ne sono circa mille che sono state modificate inserendo, nell’iniziale struttura del Coronavirus, le parti proprie del virus dell’Hiv”.

Se Montagnier avesse ragione, queste sequenze genomiche alterate che contraddistinguono il Covid-19 come organismo misto e intermedio rispetto alle “famiglie” di base dei Coronavirus da un lato e dell’Hiv-Aids dall’altro dovrebbero scomparire – prima o poi perché sui tempi lo scienziato non si è sbilanciato – per effetto delle mutazioni naturali successive o con l’aiuto di onde elettromagnetiche mirate. A quel punto il Coronavirus si sarebbe distrutto da solo e il mondo si libererebbe dalla pandemia. Ma per merito precipuo della natura e non dell’uomo.



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