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Prescrizione avviso di accertamento

21 Aprile 2020 | Autore:
Prescrizione avviso di accertamento

Avviso di accertamento Irpef, Iva, bollo auto, Imu e Tari: quando si prescrive?

L’avviso di accertamento è l’atto attraverso il quale l’Agenzia delle Entrate o altro ente creditore (per esempio, Comune o Regione per i tributi di loro competenza) accerta l’esistenza di un debito fiscale a carico del contribuente, quantificandone l’ammontare a titolo di imposta o tassa, di interessi e di eventuali sanzioni.

L’avviso di accertamento rappresenta l’esito di un’attività di controllo degli adempimenti fiscali del contribuente e può scaturire dall’omesso o incompleto pagamento di un’imposta o da una dichiarazione dei redditi infedele o addirittura non presentata.

La prescrizione dell’avviso di accertamento varia a seconda del tributo che ne è oggetto. Inoltre, la prescrizione non deve essere confusa con la decadenza dell’avviso di accertamento.

Vediamo, allora, quando si ha prescrizione dell’avviso di accertamento.

Avviso di accertamento Irpef e Iva

L’avviso di accertamento per imposte erariali si prescrive nel termine di dieci anni. La legge non prevede espressamente tale termine e, pertanto, in assenza di disposizioni, si applica la prescrizione ordinaria decennale.

In giurisprudenza, non mancano, tuttavia, orientamenti minoritari nel senso della prescrizione quinquennale degli avvisi di accertamento per Irpef e Iva, sulla base del presupposto che sono tributi periodici, da pagarsi di anno in anno.

La prescrizione decorre dalla data in cui l’avviso di accertamento è divenuto definitivo e, cioè, dopo sessanta giorni dalla sua notifica, senza che lo stesso sia stato impugnato.

Avviso di accertamento bollo auto

L’avviso di accertamento per bollo auto si prescrive con il decorso di tre anni. La legge prevede, infatti, espressamente che l’azione dell’Amministrazione finanziaria per il recupero della tassa automobilistica si prescrive con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento.

Avviso di accertamento Imu, Tari e altri tributi locali

L’avviso di accertamento per tributi locali (come Imu e Tari) si prescrive con il decorso di cinque anni. I tributi locali sono, infatti, soggetti, per espressa previsione normativa, al termine di prescrizione breve, decorrente dalla data in cui l’accertamento è divenuto definitivo (sessanta giorni dalla notifica al destinatario).

Avviso di accertamento: differenza tra prescrizione e decadenza

La prescrizione non deve essere confusa con la decadenza: la prescrizione estingue il diritto per il suo mancato esercizio entro un determinato termine, mentre la decadenza rende impossibile l’esercizio dell’azione di accertamento o riscossione per effetto del decorso di un determinato periodo di tempo.

Per esempio, l’avviso di accertamento per Irpef, deve essere notificato, a pena di decadenza entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.

Nei casi di omessa presentazione della dichiarazione o di presentazione di dichiarazione nulla, l’avviso di accertamento può essere notificato entro il 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.

Nel caso dei tributi locali, come per esempio l’Imu, i Comuni devono notificare gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Entro gli stessi termini devono essere contestate o irrogate le sanzioni.



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