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Condensa e muffa in casa: cosa fare

21 Luglio 2020 | Autore:
Condensa e muffa in casa: cosa fare

Come prevenire i disturbi legati alla qualità dall’aria negli ambienti chiusi? Come eliminare la condensa e prevenire la formazione della muffa?

In molte case, nelle stagioni invernali, quando l’aria calda e umida incontra una superficie fredda compare la condensa. Immagina di prendere una bottiglia d’acqua dal frigo durante una giornata estiva e lasciarla in un ambiente caldo e umido come la cucina: praticamente, l’effetto è lo stesso. Quando una muratura dopo una settimana (o due) è soggetta alla condensa, compaiono le famose e antiestetiche macchie nere, cioè le macchie di muffa.

I segnali della condensa sono spesso visibili ad occhio nudo, ma ci sono tanti altri effetti invisibili. La condensa può presentarsi in superficie, ma anche nell’interstizio (cioè nello spessore della muratura); specialmente, negli edifici con meno di 15 anni. Ciò significa che il fenomeno non si manifesta nelle prime stagioni, ma la muffa inizia a proliferare all’interno della muratura. Avvertirai, probabilmente, odori sgradevoli in casa, nonostante tu abbia già provveduto ad arieggiare gli ambienti. Spesso, nel caso della condensa interstiziale, il rischio di accorgersene quando è ormai troppo tardi è dietro l’angolo; ovviamente, poi, si deve procedere al risanamento che prevede un intervento di bonifica e di igienizzazione delle muffe.

Un altro segnale invisibile della condensa sono gli effetti che si manifestano sulla nostra salute; in particolare, nell’apparato respiratorio. L’inquinamento dell’aria provoca allergie e asma, ma anche disturbi che riguardano il sistema immunitario.

L’Organizzazione mondiale della sanità sottolinea che negli ambienti chiusi (come case, uffici e scuole), la qualità dell’aria diventa un aspetto cruciale per la salute e per il benessere degli individui. I microrganismi come batteri e funghi, in particolare quelli filamentosi (muffe), proliferano in presenza di un elevato livello di umidità e inquinano l’aria all’interno degli edifici.

In presenza di condensa e muffa in casa: cosa fare? In un rapporto, l’Oms fornisce una descrizione generale del problema indicando alcune linee guida per garantire la salubrità dell’aria all’interno degli edifici per proteggere la salute e per identificare i rischi sanitari attraverso la definizione di alcuni indicatori.

In sintesi, ecco alcuni suggerimenti per tenere sotto controllo l’umidità nella propria casa: rimuovere la muffa; aprire frequentemente le finestre per brevi periodi (almeno 2-3 volte al giorno); usare ventole nei bagni e nelle cucine; riparare immediatamente crepe e altri buchi. In ogni caso, è bene ricordare che un’adeguata costruzione degli edifici è fondamentale per prevenire gli eccessi di umidità e favorire un’opportuna ventilazione. Per saperne di più sull’argomento, prosegui nella lettura del mio articolo; cercherò di fornirti maggiori informazioni su muffa e condensa e su come prevenirne la formazione.

Umidità

Uno dei problemi più fastidiosi e dannosi per il comfort abitativo è legato all’umidità. Un segnale chiaro e inconfondibile della presenza di umidità è la formazione di macchie, efflorescenze e muffe.

L’umidità può essere causata da un’inadeguata impermeabilizzazione; dalle infiltrazioni dai tetti o dalle pareti; dalle fondazioni per risalita (determinando il disfacimento degli intonaci e delle malte leganti della muratura) o dall’assenza di un vespaio sotto il pavimento di cantine o interrati.

E’ possibile che l’origine dell’umidità sia dovuta al cattivo funzionamento di alcuni componenti della struttura per cui sono necessari interventi di manutenzione o di ristrutturazione. Pensa, ad esempio, a coperture e terrazze, scarichi pluviali e fognari, superfici murarie esterne, impianti sanitari e così via.

Pertanto, la presenza di acqua nelle murature può provocare la diminuzione del comfort termico, il degrado dei materiali a causa di reazioni chimiche distruttive e la comparsa di muffe.

Ma cosa sono le muffe? Il ministero della Salute le definisce come funghi microscopici che durante la loro crescita producono spore che si disperdono nell’aria, principalmente in estate e in autunno.

Le muffe possono formarsi all’interno o all’esterno delle abitazioni; tendono a svilupparsi più rapidamente in presenza dell’umidità in eccesso e della scarsa ventilazione. Ad esempio, in estate e nei luoghi poco illuminati, le muffe compaiono su oggetti e materiali umidi, in umidificatori o sistemi di condizionamento d’aria, non sottoposti a regolare pulizia e manutenzione.

Condensa e muffa: quali sono le cause?

Come ti ho anticipato nel paragrafo introduttivo, la condensa si forma quando l’aria calda e umida viene a contatto con una superficie fredda.

Nella stagione invernale, la condensa si forma soprattutto nei locali fuori terra (piano terra, primo e superiori). La pioggia può penetrare per tutto lo spessore della muratura a causa della scarsa o non corretta coibentazione (o isolamento). Nella stagione estiva, la condensa si forma principalmente nei locali seminterrati o interrati (come taverne e garage) oppure riguarda le pareti contro terra. Raramente, le goccioline di condensa appaiono sui muri, a causa della porosità dei materiali che formano la parete.

Ecco quali sono le cause che determinano la formazione della condensa:

  • la presenza di ponti termici nella struttura (cioè un punto tra la parte interna e quella esterna di una muratura nella quale risulta assente l’isolamento);
  • la presenza di umidità sulle superfici esterne delle murature;
  • le cattive abitudini che riguardano l’areazione dei locali o un ricambio d’aria degli ambienti abitativi effettuato con poca frequenza.

Il diagramma di Glaser

La condensa può formarsi sulla superficie (condensa superficiale) o all’interno dei muri (condensa interstiziale). La condensa interstiziale può sgretolare gli intonaci, corrodere le tubazioni, mettere a rischio gli impianti elettrici, determinare la formazione di muffe.

Il fenomeno della condensa interstiziale viene studiato con il metodo “Metodo di Glaser” (descritto nella UNI EN ISO 13788).

Una volta fissate le condizioni termoigrometriche interne ed esterne, questo metodo consente di stabilire se, in una struttura piana asciutta, può verificarsi la condensazione di vapore. Se non sussistono fenomeni di condensazione, l’andamento della pressione di vapore attraverso gli strati della struttura è sempre una funzione lineare della resistenza. Se nel processo di trasmissione del vapore, vengono raggiunte condizioni di saturazione in alcuni punti, potrebbero verificarsi la condensazione del vapore e la formazione di acqua liquida.

Secondo questo metodo, attraverso un semplice procedimento grafico (il cosiddetto diagramma di Glaser), è possibile stabilire l’andamento della pressione di vapore in una qualunque parete con riferimento agli spessori degli strati e alla scelta dei materiali che la compongono (tenendo in considerazione le loro caratteristiche di permeabilità).

Ecco quali sono i parametri igrometrici per la configurazione del diagramma:

  • temperatura all’interno di ogni singolo strato;
  • pressione parziale di ogni strato;
  • pressione di saturazione alle varie temperature;
  • resistenza al vapore dei singoli strati.

In presenza di questi parametri è possibile costruire il grafico le cui componenti sono caratterizzate dalla curva delle pressioni di saturazione (Ps) e dalla curva delle pressioni parziali.

Condensa e muffa: quali sono le conseguenze?

L’umidità sulle superfici crea un microclima perfetto per la formazione e la proliferazione delle muffe. I danni provocati dall’umidità da condensa sono:

  • macchie umide sulle murature;
  • muffa e marciume nelle intercapedini;
  • deterioramenti delle finiture interne (intonaci) e degli arredi;
  • problemi alla salute: patologie allergiche, irritazioni agli occhi e alla pelle, asma, bronchiti croniche (che colpiscono soprattutto bambini e anziani).

Condensa e muffa: le conseguenze sulla salute

Studi trasversali sui bambini di 6-12 anni hanno dimostrato la correlazione tra la muffa visibile e la tosse notturna e diurna dei bambini; mentre, nelle famiglie più affollate, la relazione con asma e sensibilizzazione ad allergeni inalanti.

La presenza di condensa e di muffa nelle pareti può determinare la comparsa della Sindrome dell’edificio malato (Sick building syndrome – SBS). L’umidità crea delle condizioni favorevoli all’attività biologica dei microorganismi. Stanchezza cronica, mal di testa, dolori articolari, predisposizione alle infezioni, irritazioni: è questo il quadro sintomatologico di coloro che abitano in edifici moderni o ristrutturati con impianti di ventilazione meccanica e di condizionamento d’aria globale (senza immissione di aria fresca dall’esterno). Pensa, ad esempio, ad ambienti adibiti a uffici, scuole, ospedali, case per anziani, abitazioni civili.

I sintomi della Sindrome dell’edificio malato compaiono solo dopo alcune ore di permanenza in un determinato edificio e, in genere, scompaiono nel corso di qualche ora o di qualche giorno (con riferimento ai sintomi cutanei) dall’uscita dall’edificio.

Talvolta, negli ambienti lavorativi, questi sintomi possono determinare un calo significativo della produttività.

Come prevenire condensa e muffa

Ecco alcuni interventi che potranno esserti utili per eliminare la condensa e prevenire la formazione delle muffe:

  1. bonifica le pareti mediante l’utilizzo di prodotti fortemente alcalini;
  2. a seguito dell’intervento di bonifica, crea sulle murature un ambiente ostile allo sviluppo e alla formazione eventuale delle muffe;
  3. elimina i ponti termici (gli angoli degli edifici) sui quali può depositarsi l’umidità e, di conseguenza, formarsi la muffa, a meno che non provveda ad un isolamento supplementare.

Ventilazione

Per prevenire la formazione della condensa, ricorda di rendere più salubri gli ambienti di casa attraverso la ventilazione dei locali. E’ consigliabile dotarsi di un sistema di aspirazione continua. Aprire semplicemente le finestre per arieggiare gli ambienti spesso non è sufficiente; quindi, puoi installare apposite bocchette (nelle stanze come sui serramenti o sui cassonetti) per l’immissione di aria pulita.

Grazie alla ventilazione meccanica puoi favorire il ricambio d’aria e immettere negli ambienti aria ossigenata e filtrata ad una temperatura simile a quella interna. In più, puoi smaltire l’aria ricca di umidità, migliorando così il microclima interno e la salubrità dei locali. Un metodo efficace per mantenere la temperatura costante ed evitare la dispersione di calore a cui andresti incontro aprendo semplicemente le finestre.

Ma come funzionano questi sistemi di ventilazione meccanica controllata? Utilizzando uno scambiatore, i flussi d’aria in uscita e quelli in entrata si incrociano senza mescolarsi e la temperatura dell’aria esterna in immissione si alza fino a raggiungere quella interna con una differenza che oscilla tra i 4° e i 5°.

Interventi di isolamento delle pareti 

La condensa è quasi sempre causata da un problema di isolamento (conseguenza di errori di progettazione o di una errata realizzazione) che determina il passaggio e l’accumulo di umidità in alcuni punti della struttura abitativa.

Nella maggioranza dei casi, in assenza di un adeguato isolamento, ad aggravare il problema della condensa sono le escursioni termiche, le basse temperature, le precipitazioni e la scarsa insolazione.

Quindi, bisogna intervenire con:

  • isolamento delle pareti dall’interno (contropareti);
  • isolamento dei solai: guaine impermeabilizzanti;
  • isolamento delle parti esterne: parete ventilata, che contribuisce al controllo delle caratteristiche igrotermiche della parete attraverso ricambi d’aria naturali o forzati; isolamento a cappotto, che permette di eliminare i punti freddi;
  • isolamento termico in intercapedine: interposizione fra una parete di tamponamento esterna e una parete interna di materiale isolante, lastre rigide o granulati sfusi o insufflaggio di schiume isolanti.

Intonaco

Per le tue pareti, i soffitti, le superfici e l’arredamento, evita rivestimenti sintetici, carta da parati, pavimenti in PVC ecc. Sul mercato, puoi trovare alcuni tipi di intonaco in grado di soddisfare esigenze specifiche e garantire soluzioni mirate per combattere l’umidità di risalita e la formazione della condensa.

Come ridurre l’esposizione a umidità e muffe?

Ecco alcuni accorgimenti suggeriti dal ministero della Salute:

  • cerca di aerare frequentemente gli ambienti;
  • assicurati che i muri esterni, le fondamenta, i sottotetti e l’attico siano isolati e ben ventilati;
  • cerca di mantenere all’interno dell’abitazione un’umidità inferiore al 50%;
  • lava regolarmente le tende della doccia, il lavandino, la vasca e le pareti di bagno e cucina con candeggina;
  • assicurati che non vi sia terra o altro materiale che possa drenare l’umidità a diretto contatto con i muri della casa;
  • non usare tappeti o moquette in zone con alta umidità come bagno, cucina, lavanderia;
  • non lasciare i vestiti stesi ad asciugare per molto tempo in ambienti chiusi poco ventilati;
  • elimina le macchie di muffa con tinture speciali antimuffa a base di acqua;
  • fai attenzione alla corretta manutenzione di umidificatori e condizionatori e del sistema di ventilazione meccanica, in particolare delle bocchette esterne e dei filtri;
  • pulisci regolarmente le guarnizioni dei frigoriferi;
  • vuota e pulisci frequentemente le vaschette dell’acqua nei frigoriferi autosbrinanti;
  • limita il numero delle piante ornamentali (le muffe possono essere aerodisperse quando le piante sono reinvasate, spostate o annaffiate, e comunque aumentano l’umidità ambientale);
  • ricorda che i depuratori di aria muniti di filtri adeguati possono essere efficaci nel rimuovere le spore fungine.


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