Salute e benessere | Articoli

Come si scopre la sclerosi multipla

21 Aprile 2020 | Autore:
Come si scopre la sclerosi multipla

Sintomi, diagnosi e trattamenti della malattia.

La sclerosi multipla è una malattia neurodegenerativa che colpisce il sistema nervoso centrale (quindi, cervello, midollo spinale e nervi ottici). La gravità e i sintomi della malattia possono variare da una persona all’altra. Tra i sintomi più comuni, troviamo: stanchezza, mancanza di energia fisica o mentale, disturbi dell’attenzione o della memoria, disturbi alla vista, difficoltà a mantenere la concentrazione, depressione, disturbi sessuali, incontinenza urinaria, difficoltà a svuotare completamente la vescica, disturbi motori, calo delle sensibilità, sensazioni dolorose, disturbi intestinali, pesantezza o rigidità muscolare.

A ricevere una diagnosi di sclerosi multipla sono per lo più le donne tra i 20 e i 40 anni. Questa patologia colpisce spesso anche bambini e adolescenti sotto i 16 anni e presenta molte complicazioni. In questi casi, come succede per le altre malattie croniche, la sclerosi multipla può compromettere lo sviluppo e la crescita dei più piccini, la loro sfera cognitiva, il loro benessere emotivo, il loro aspetto, la partecipazione all’istruzione, le relazioni con i loro pari e con la famiglia. Favorire il coinvolgimento dei bambini con sclerosi multipla e delle loro famiglie nella ricerca all’interno della comunità clinica può aprire la strada verso un futuro migliore. Grazie ai trattamenti e ai progressi della ricerca scientifica, coloro che ricevono una diagnosi di sclerosi multipla possono mantenere una buona qualità di vita.

Come si scopre la sclerosi multipla? Ti anticipo subito che, ad oggi, non esistono test in grado di diagnosticare questa malattia. Per formulare la diagnosi, bisogna rivolgersi al neurologo, il quale analizzerà i sintomi riferiti dal paziente, l’esame neurologico e le analisi strumentali.

Probabilmente, ti starai ponendo numerose domande sull’argomento e desideri sapere quali sono le cause e le diverse forme di questa patologia. Per maggiori informazioni sulla sclerosi multipla, prosegui nella lettura del mio articolo. Cercherò di illustrarti tutto ciò che c’è da sapere a riguardo. Ovviamente, lo scopo di questo articolo è puramente informativo. Pertanto, ti consigliamo di consultare sempre il tuo medico curante e/o uno specialista.

Sclerosi multipla: le diverse forme

La sclerosi multipla è una malattia cronica, complessa e imprevedibile; rientra tra le patologie autoimmuni; non è contagiosa e non causa la morte.

A seguire, analizzeremo singolarmente le diverse forme della sclerosi multipla, distinte in base al decorso clinico della malattia:

  • sclerosi multipla a decorso recidivante-remittente: è la forma più frequente ed è caratterizzata da attacchi acuti o ricadute che si alternano a periodi di remissione senza alcun sintomo o con sintomi residui lievi;
  • sclerosi multipla primariamente progressiva: è caratterizzata dalla progressione dei sintomi sin dall’esordio della malattia, in assenza di remissioni o stabilizzazioni o con miglioramenti lievi e temporanei;
  • sclerosi multipla secondariamente progressiva: ha inizio con un decorso recidivante-remittente a cui segue un peggioramento progressivo dei sintomi.

Raramente, la sclerosi multipla si manifesta con forme “clinicamente isolate”(CIS). Queste forme sono caratterizzate dalla comparsa di un episodio neurologico della durata di almeno 24 ore. Non è detto che coloro che presentano una CIS, poi svilupperanno la sclerosi multipla.

Dobbiamo anche ricordare i casi di sclerosi multipla con forme radiologicamente isolate: si tratta di coloro che effettuano una risonanza magnetica (per motivi non collegati alla sclerosi multipla) che evidenzia lesioni caratteristiche della patologia.

Sclerosi multipla: sintomi

I pazienti con sclerosi multipla possono presentare vari sintomi a seconda della localizzazione delle lesioni nel sistema nervoso centrale. Alcuni sintomi possono essere transitori, altri persistenti. Molti sintomi trattati con terapie farmacologiche specifiche e non farmacologiche. La riabilitazione riveste un ruolo fondamentale nel trattamento della sclerosi multipla.

Ecco quali sono i sintomi più frequenti:

  • fatica, debolezza muscolare, mancanza di energia: sensazioni che possono impedire il normale svolgimento delle attività quotidiane e lavorative;
  • disturbi visivi: sdoppiamento della visione (diplopia), oscillazione ritmica e involontaria degli occhi (nistagmo), neurite ottica;
  • disturbi delle sensibilità: formicolii (o parestesie), ridotta sensibilità al tatto, al dolore, al caldo e al freddo;
  • disturbi intestinali: stitichezza, difficoltà a trattenere gas o feci;
  • disturbi vescicali: urgente bisogno di urinare (urgenza minzionale), perdita involontaria di urina (incontinenza urinaria) e difficoltà a svuotare completamente la vescica (ritenzione urinaria);
  • disturbi cognitivi: disturbi dell’attenzione o della memoria, problemi a svolgere più cose contemporaneamente, difficoltà ad effettuare calcoli o pianificare attività complesse. Disturbi che spesso vengono definiti come la sensazione di avere la mente annebbiata e confusa;
  • dolore: sofferenza muscoloscheletrica, sensazione di tensione alla schiena o al petto o stomaco, bruciori, fitte acute, male al volto;
  • disturbi sessuali: negli uomini emergono problemi erettili (eiaculazione anticipata o assente). Nelle donne, si manifestano difficoltà a raggiungere l’orgasmo, perdita di sensibilità dell’area genitale;
  • disturbi della coordinazione: difficoltà nel movimento degli arti e del tronco, tremore, vertigini, disturbi dell’equilibrio, instabilità della marcia;
  • disturbi del linguaggio: disordini dell’articolazione della parola, debolezza e mancanza di coordinazione della lingua e della muscolatura orale e facciale;
  • depressione.

I disturbi meno comuni della sclerosi multipla sono:

  • disfagia (disturbi di deglutizione);
  • cefalea;
  • crisi epilettiche: perdita di coscienza e convulsioni;
  • disturbi dell’udito: perdita di udito, dovuta a lesioni delle vie acustiche centrali;
  • disturbi della respirazione;
  • disturbi vascolari: edema venoso, linfedema e trombosi venosa profonda.

Sclerosi multipla: la diagnosi

Come ti ho anticipato nel paragrafo introduttivo, non ci sono test per diagnosticare la sclerosi multipla. Quindi, il neurologo si baserà:

  • su un’anamnesi accurata: corrispondente alle informazioni che riguardano la storia clinica del paziente, i sintomi, la presenza di eventuali malattie familiari;
  • sull’esame neurologico: si tratta di una visita in cui vengono analizzate diverse funzioni come linguaggio, coordinazione, riflessi, reazione degli occhi agli stimoli visivi, sistema sensitivo, movimento, senso di equilibrio e orientamento;
  • esami strumentali: la risonanza magnetica che consente di individuare la presenza di lesioni o placche nel sistema nervoso centrale, potenziali evocati (registrazioni della risposta elettrica del sistema nervoso a specifici stimoli sensoriali);
  • esami di laboratorio: esami del sangue e del liquido cerebrospinale.

Sclerosi multipla: le cause

Quali sono le cause della sclerosi multipla? Purtroppo, le cause sono ancora sconosciute. La sclerosi multipla è una patologia multifattoriale, ciò significa che più elementi possono determinarne l’insorgenza.

Numerosi studi hanno dimostrato che c’è una correlazione tra fattori ambientali (clima temperato, latitudine, livelli bassi di vitamina D, origine caucasica, agenti tossici, esposizione al fumo di sigaretta), predisposizione genetica e altri agenti infettivi (soprattutto il virus di Epstein-Barr, responsabile della mononucleosi). L’interazione tra questi fattori provocherebbe una risposta immunitaria anomala che colpisce il sistema nervoso centrale.

Sembra che allontanandosi dall’equatore, aumenti l’incidenza della sclerosi multipla. Come mai? Potrebbe trattarsi dell’assenza di esposizione alla luce del sole e alla vitamina D. Molti studi, infatti, dimostrano che un basso livello di vitamina D nel sangue rappresenta un fattore di rischio per la comparsa della sclerosi multipla.

Analizziamo ora gli aspetti genetici. La sclerosi multipla non è ereditaria, ciò significa che non può essere trasmessa dai genitori ai propri figli. Tuttavia, secondo alcuni studi epidemiologici, c’è una maggiore frequenza della malattia nello stesso nucleo familiare.

Numerose ricerche hanno individuato anche il fumo e il virus di Epstein-Barr tra i potenziali fattori che possono scatenare l’insorgere della malattia.

Sclerosi multipla: i trattamenti

Esistono diversi trattamenti per la sclerosi multipla, ma non una cura definitiva. Sono stati individuati dei farmaci “disease modifying” in grado di intervenire sul decorso della malattia e rallentarne l’evoluzione, farmaci capaci di trattare le ricadute e i sintomi.

Un ruolo fondamentale è ricoperto dalla riabilitazione che possono migliorare le condizioni del paziente e ridurre la disabilità. L’esercizio fisico può contrastare l’atrofia cerebrale e intervenire sui disturbi della sfera cognitiva.

Ecco gli interventi riabilitativi utili nelle diverse fasi della sclerosi multipla:

  • la rieducazione neuromotoria;
  • la terapia occupazionale;
  • la terapia dei disturbi della comunicazione e della deglutizione;
  • la riabilitazione respiratoria; la riabilitazione cognitiva.

Sclerosi multipla: lo stato di handicap

Se ti è stata diagnosticata la sclerosi multipla, devi sapere che hai diritto ad alcune agevolazioni. Per poter accedere e usufruire dei diversi benefici (per conoscere quali sono leggi I diritti di chi soffre di sclerosi multipla), il primo passo è ottenere un riconoscimento dello stato di handicap.

La Legge 104/92 definisce lo stato di handicap come «una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione».

Nel caso in cui la minorazione ha ridotto la tua autonomia in modo tale da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale, allora la situazione assume la connotazione di gravità.

Ad accertare lo stato di handicap è una commissione dell’Asl e dell’Inps. La domanda deve essere presentata come quella dell’invalidità; se non ritieni che la valutazione della commissione e/o dell’Inps sia adeguata potrai fare ricorso.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube