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Coronavirus: la maggioranza stanca dei silenzi di Conte

21 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: la maggioranza stanca dei silenzi di Conte

Il premier non vuole sbilanciarsi su tempi e modi della riapertura ma Pd e Italia Viva incalzano: servono chiarezza e decisioni.

Come ci insegnavano una volta i nostri genitori, la scelta migliore per non sbagliare è quella di stare zitti. Sembra questa la linea che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha deciso di adottare sulla fase 2 dell’emergenza coronavirus. Non un commento, non una dichiarazione, nulla che possa farlo sbilanciare sulla ripresa delle attività produttive o sulla possibilità di uscire presto di casa. Nemmeno nel giorno in cui, per la prima volta dall’inizio del disastro, è stato registrato un calo dei malati. Conte vuole essere prudente e così resterà almeno fino a giovedì, cioè fino a quando non avrà sentito – tra domani, massimo dopodomani – il parere della task force guidata da Vittorio Colao. Lo ha comunicato nelle ultime ore ai capidelegazione della maggioranza, prima di chiudersi nel più religioso raccoglimento.

Ma proprio dalla maggioranza arrivano le pressioni su Palazzo Chigi affinché ci siano ulteriori chiarimenti su una fase 2 che comincia a diventare un’ossessione per imprenditori, lavoratori e cittadini. Il Partito Democratico, per bocca del ministro Dario Franceschini, avverte che «non si possono lasciare cittadini e imprese nell’incertezza» e che servono delle indicazioni chiare e urgenti da parte del Governo. Gli fa eco il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, convinto della necessità di riaprire al più presto le filiere più importanti. Ci si mette pure il governatore dell’Emilia Romagna, il piddino Stefano Bonaccini, che ribadisce l’appoggio a Conte ma chiede che il capo del Governo prenda delle decisioni.

Più distaccata la posizione del Movimento 5 Stelle, riferimento politico di Conte. I grillini sottolineano l’importanza di pensare alla «piena sicurezza di tutti» prima di sbilanciarsi. Tanto per dire qualcosa, il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, rilancia l’idea di una «regionalizzazione delle aperture» in base alla situazione dei singoli. Idea contro la quale si scagliano i presidenti delle Regioni più colpite dal coronavirus, cioè quelle del Nord, timorosi del fatto che, in questo caso, sarebbero gli ultimi a ripartire.



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