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Coronavirus: come sarà il trasporto pubblico nella fase 2

21 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: come sarà il trasporto pubblico nella fase 2

Il ritorno al lavoro comporterà il ricorso a treni, bus o metrò per gli spostamenti: come dovrà cambiare la gestione delle corse per garantire la sicurezza.

Uno dei pensieri del Governo prima di dare il via alla fase 2 dell’emergenza coronavirus è quello legato al trasporto pubblico. È impensabile, infatti, imporre ai lavoratori di muoversi esclusivamente con la loro auto per andare in fabbrica o in ufficio e per tornare a casa la sera. Di conseguenza, è necessario intervenire sulla sicurezza a bordo di treni, tram, bus e metropolitane. Sia nei confronti dei passeggeri sia per quanto riguarda il personale, come osserva l’associazione che rappresenta la maggior parte degli addetti, l’Asstra, secondo cui occorre «garantire la sicurezza sanitaria dei passeggeri e del personale ed evitare il più possibile un insostenibile incremento nell’utilizzo dell’auto privata».

Si parla di un settore che ogni giorno garantisce 14 milioni di spostamenti in tutta Italia e che nei soli mesi di marzo e aprile, a causa dell’emergenza Covid-19, ha perso 400 milioni di viaggi al mese, registrando un calo di passeggeri del 90% rispetto alla media.

La fase 2 vedrà a bordo dei mezzi pubblici quasi esclusivamente dei lavoratori, visto che le scuole resteranno chiuse e che, almeno in un primo momento, il resto della popolazione dovrà rimanere ancora a casa o non potrà, comunque, spostarsi lontano dalla propria abitazione. Ma anche se il numero dei viaggiatori non sarà quello abituale e non si vedranno i soliti ammassi di passeggeri all’interno delle vetture o dei bus, resta il problema del distanziamento interpersonale all’interno dei mezzi. Nell’impossibilità di adattarli o di costruirne di nuovi, visti i tempi che richiederebbero interventi del genere, Asstra propone la rimodulazione degli orari per l’avvio delle attività e chiede alle aziende di limitare al massimo la circolazione dei lavoratori continuando a potenziare il ricorso allo smart working.

Altre soluzioni, secondo l’associazione di categoria, potrebbero essere i trasporti dedicati verso le aziende, i servizi a chiamata per spostamenti individuali a seconda delle richieste o il servizio di prenotazione obbligatoria su alcune linee per saltare delle fermate inutili e limitare il tempo di permanenza dei passeggeri a bordo dei mezzi.

Va da sé che i passeggeri dovranno salire su treni, bus o metropolitana muniti di mascherina e guanti a proprio carico, ma l’Asstra propone anche che le aziende del trasporto pubblico favoriscano l’approvvigionamento dei dispositivi di protezione nelle vicinanze delle stazioni e delle fermate tramite distributori automatici e dispenser. Premettendo – avverte l’associazione – che non sarà fattibile misurare la temperatura dei passeggeri in salita o in discesa dai mezzi.

Ultimo aspetto, ma non meno importante, è quello dei controlli. Asstra chiede che siano le forze dell’ordine ad occuparsene e a lasciare al personale di bordo e delle stazioni il solo compito di effettuare delle segnalazioni.



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