Diritto e Fisco | Articoli

Si può cambiare residenza e non domicilio?

21 Aprile 2020
Si può cambiare residenza e non domicilio?

Cosa si intende per residenza, domicilio e dimora: le differenze tra i vari termini. Il trasferimento di residenza non implica spostamento anche del domicilio.

I concetti di residenza, domicilio e dimora vengono spesso utilizzati indifferentemente. In realtà, almeno sotto l’aspetto giuridico, presentano delle importanti distinzioni. Per sapere se si può cambiare residenza e non domicilio dobbiamo quindi partire proprio dalla spiegazione di tali termini e delle loro implicazioni pratiche. 

Ci occuperemo di ciò in questo articolo. Partiremo dal più noto concetto di residenza, per comprendere poi che differenza c’è tra residenza e domicilio. Infine, vedremo come cambiare residenza mantenendo però invariato il domicilio. Ma procediamo con ordine.

Che differenza c’è tra residenza e dimora?

Quando parliamo di residenza pensiamo tutti all’ufficio del Comune ove viene registrato ogni trasferimento di abitazione dei cittadini. E così è: la residenza, da un punto di vista burocratico, è una registrazione fatta all’Anagrafe sulla base di una dichiarazione dell’interessato il quale riferisce al pubblico ufficiale ove vive abitualmente. Si tratta di un dato pubblico, che chiunque può acquisire presentando apposita istanza di certificato. Non ci sono limiti di privacy: chiunque può sapere dove ha residenza un’altra persona.

Quando una persona dichiara la propria residenza in Comune, però, non è completamente libera: non può cioè indicare un luogo ove non abita o dove vive solo in modo saltuario. Ad esempio, è illegittimo indicare, come propria residenza, la seconda casa delle vacanze. La residenza deve sempre coincidere con l’abitazione principale del soggetto, ossia il luogo ove questi ha fissato la propria dimora abituale. 

E qui veniamo al concetto di dimora. Esistono due tipi di dimore: quella occasionale e quella abituale. Facciamo un esempio. 

Quando una persona va al mare nel mese di agosto per la villeggiatura, dimora spesso in un hotel, in un residence, in un appartamento in affitto o nella propria seconda casa. Si tratta di una dimora occasionale, perché limitata a poche settimane.

Invece, la dimora abituale è quella ove una persona vive per gran parte dell’anno, fatti salvi i normali spostamenti per motivi di lavoro, studio, vacanza, ecc. La dimora abituale è, quindi, il luogo che coincide con l’abitazione ove una persona dorme stabilmente. 

A differenza della residenza, però, la dimora è un concetto di fatto che non risulta da nessun registro. Tuttavia, la dimora abituale deve coincidere sempre il luogo di residenza; pertanto, in definitiva, essa risulterà comunque dai registri anagrafici. La legge, infatti, impone a ciascun cittadino di essere “reperibile”: il che significa che non si può fornire all’Anagrafe, come propria residenza, un indirizzo ove non si vive abitualmente. 

Insomma, residenza e dimora abituale dovrebbero essere lo stesso luogo. Chi fornisce al Comune, come luogo di residenza, un indirizzo ove non abita commette reato di falso in atto pubblico.

Che differenza c’è tra residenza e domicilio?

Il secondo tassello da scoprire prima di scoprire se si può cambiare residenza e non domicilio è il concetto di «domicilio». 

Abbiamo già approfondito l’argomento in un precedente articolo, che differenza c’è tra domicilio e residenza. In questa sede, cercheremo di essere più schematici.

Il codice civile offre una definizione piuttosto sintetica di domicilio: si tratta della sede principale degli affari e interessi di una persona. In pratica, se la residenza indica il posto in cui un soggetto vive, il domicilio rappresenta la sede della sua vita professionale e lavorativa (per approfondire, si veda Cosa si intende per domicilio?). Ad esempio, marito e moglie, l’uno imprenditore e l’altra professionista, avranno residenza nella stessa abitazione, ma due domicili diversi (rispettivamente, l’ufficio della società e lo studio professionale). Le bollette, quindi, arrivano a casa (residenza); i documenti di lavoro o le pratiche professionali arrivano al domicilio.

In realtà, il concetto di domicilio è molto più ampio di quanto appena detto e coinvolge qualsiasi tipo di affare, anche quelli di chi non lavora o che ha un posto di lavoro dipendente. Un esempio chiarirà meglio la questione.

Saverio firma un contratto di affitto con Sergio. Per tutte le comunicazioni inerenti al contratto – ad esempio diffide, lettere di recesso, ecc. – Saverio indica, come indirizzo, l’abitazione dei genitori. Lì, infatti, c’è sempre qualcuno a ritirare la posta, al contrario di casa sua: Saverio è single e, quando è al lavoro, non c’è chi possa aprire la porta al postino. In tale ipotesi, la casa dei genitori di Saverio fungerà per questi come “domicilio”.

Roberto ha incaricato un avvocato di difenderlo in una questione per un risarcimento del danno. Nella lettera di diffida che il suo difensore spedisce alla controparte è contenuta l’elezione di domicilio di Roberto presso lo studio del professionista. In tal modo, qualsiasi comunicazione arriverà direttamente all’avvocato.  

Mattia nomina come proprio commercialista il dott. Rossi e lì fissa il proprio domicilio fiscale. In questo modo, qualsiasi comunicazione dell’Agenzia delle Entrate dovrà pervenire presso lo studio Rossi e non a casa di Mattia.

Insomma, il concetto di domicilio non si limita solo al lavoro in senso stretto, come attività continuativa, né tantomeno ai professionisti o agli imprenditori. Il domicilio si può riferire a singoli e specifici affari. Una persona può, quindi, avere più di un domicilio a seconda dell’affare.

Il domicilio non risulta in un registro pubblico come la residenza ma nei singoli documenti in cui viene chiesta l’elezione di domicilio. 

Si può cambiare residenza e non domicilio?

Veniamo infine alla questione di partenza: si può cambiare residenza e non domicilio? La risposta è chiaramente affermativa e ciò proprio per la diversa funzione che hanno questi due concetti. Una persona, ad esempio, può trasferire la propria abitazione principale lasciando inalterato il domicilio nel luogo ove in precedenza l’aveva eletto. Il cambio residenza non implica alcuno spostamento del domicilio (o dei domicili, se più di uno).

Il domicilio può, del resto, coincidere con la residenza o meno. In quest’ultimo caso, viene eletto domicilio in un luogo diverso rispetto a quello di residenza. Come abbiamo anticipato nel paragrafo precedente, l’elezione di domicilio non è una pratica amministrativa, ma una dichiarazione che di solito si fa per specifici affari.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube