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Decreto ingiuntivo: l’opposizione

18 Luglio 2020 | Autore:
Decreto ingiuntivo: l’opposizione

Che cosa è un decreto ingiuntivo, come proporre l’opposizione e i costi della stessa?

I motivi da cui possono scaturire delle controversie giudiziali sono, veramente, molteplici. Si pensi al caso, assai comune, di una pendenza di natura condominiale oppure ad una contestazione legata ad una fornitura di beni tra il venditore e l’acquirente. In questi, come in molti altri casi, il titolare del diritto di credito, presuntivamente inadempiuto dal debitore, ha la possibilità di ricorrere ad uno strumento di tutela giudiziale, alquanto, celere nei tempi di conclusione e dai costi ridotti: si tratta del procedimento per ingiunzione. In questa ipotesi, anche solo dopo alcune settimane, è verosimile ottenere il cosiddetto decreto ingiuntivo, a seguito del quale è possibile intimare alla propria controparte il pagamento della somma dovuta. Il debitore, però, una volta ricevuto il decreto ingiuntivo, può proporre l’opposizione contro di esso?

Ti è stato appena notificato un decreto ingiuntivo per alcune quote condominiali non pagate, poiché ritenevi che ti fossero state addebitate ingiustamente. Oppure, ti è appena arrivato l’atto giudiziario in questione, emesso per una fattura non saldata e relativa a della merce che sostieni di non aver mai ricevuto. In questi, come negli altri casi, se stai leggendo questo articolo, potresti porre le seguenti domande: che cos’è, esattamente, un decreto ingiuntivo? Devo preoccuparmi che il creditore possa pignorare i miei beni? Posso proporre opposizione avverso un decreto ingiuntivo? Quanto costa un’opposizione?

Decreto ingiuntivo: cosa è?

Se sei creditore di una certa somma e hai la prova scritta del tuo credito, puoi avviare il cosiddetto procedimento d’ingiunzione [1]. Si tratta di un’azione legale sommaria, dove il giudice è chiamato a intervenire senza aver preventivamente attivato alcun contraddittorio tra le parti in causa. In pratica, per mezzo del suo avvocato, il creditore deposita un ricorso, corredato dalla documentazione che comprova il proprio diritto, con il quale chiede sia emesso nei confronti del debitore un’ingiunzione. Se il magistrato ravvisa gli estremi della prova scritta, entro poche settimane, concede il decreto ingiuntivo, con il quale ordina all’ingiunto di pagare la somma in contestazione, maggiorata degli interessi e delle spese legali. A questo punto, l’avvocato del creditore provvederà a inviare l’atto emesso dal giudice al debitore: per fare ciò avrà sessanta giorni di tempo.

Decreto ingiuntivo: possono pignorare i miei beni?

In alcuni casi, il giudice, chiamato a valutare la situazione controversa, concede la cosiddetta provvisoria esecutività al decreto ingiuntivo [2]. In altri termini, se ciò dovesse accadere, il creditore potrebbe utilizzare questo provvedimento non solo per intimare il pagamento al debitore, ma anche per procedere all’esecuzione forzata sui suoi beni.

Devi sapere, però, che questa evenienza non si verifica in tutti i casi, ma soltanto quando, ad esempio, vi è un pericolo di grave pregiudizio nel ritardo del pagamento oppure a proposito dei condomini morosi o dei canoni di locazione non pagati. Al di fuori delle descritte ipotesi e di tutte le altre contemplate dalle leggi, il decreto ingiuntivo non può essere utilizzato dal creditore per un pignoramento, prima che lo stesso sia diventato definitivo: ciò avviene quando il debitore non propone opposizione.

Decreto ingiuntivo: si può fare opposizione?

Nel nostro ordinamento giuridico non è contemplato un decreto ingiuntivo al quale non è possibile fare opposizione. Anche se dovesse essere concessa la provvisoria esecutività di cui si è parlato nel paragrafo precedente, l’ingiunto avrebbe sempre la facoltà di impugnare l’atto emesso oltreché di chiedere la sospensione dell’eventuale predetta esecutività. Per farlo, il debitore deve proporre opposizione entro 40 giorni dal ricevimento dell’atto, mediante un atto di citazione a comparire dinanzi allo stesso ufficio giudiziario che ha emesso il decreto.

A quel punto, si aprirebbe un vero e proprio procedimento ordinario, con tanto di contraddittorio con la controparte, in cui, per mezzo del suo legale, l’obbligato avrebbe la possibilità di contestare la legittimità del provvedimento impugnato (ad esempio, perché ha già pagato quanto preteso oppure perché il diritto del creditore si è prescritto).

Decreto ingiuntivo: quanto costa l’opposizione?

Si è visto nel paragrafo precedente che l’ingiunto ha 40 giorni di tempo per impugnare il decreto ingiuntivo ricevuto. Si tratta di un lasso di tempo durante il quale il debitore deve organizzare la propria difesa, per poi proporla nei modi di legge. Per farlo è necessario interpellare un avvocato, anche per farsi preventivare i costi dell’attività difensiva. A questo proposito, ricordati di raccogliere un preventivo scritto, visto che il legale deve obbligatoriamente fornirtelo in questa forma.

Devi sapere che gli avvocati godono di una certa libertà nel determinare il proprio compenso. Pertanto, non limitarti ad un solo preventivo e ricordati che non sempre ad un legale particolarmente costoso corrisponde un professionista più competente.

Invece, le spese vive, cioè gli oneri che dovrai versare per avviare questo tipo di procedimento legale e che si aggiungeranno al compenso concordato con l’avvocato, dipendono dal valore della causa, cioè dall’ammontare del credito oggetto del decreto. Si tratta del cosiddetto contributo unificato, il cui importo sarà, comunque, decurtato del 50% rispetto al solito: è questa, infatti, la regola applicata alle opposizioni a decreto ingiuntivo.

Facciamo un esempio.

Tizio si oppone a un decreto ingiuntivo in cui è ingiunta la somma di 6000 euro. Tizio dovrà versare un contributo unificato di € 118,50, ai quali dovrà aggiungere una marca da bollo di € 27,00. In ogni caso, nel preventivo scritto ricevuto dal legale prescelto, troverà anche la quantificazione esatta di questi costi.


note

[1] Artt. 633 e seg. cod. proc. civ.

[2] Art. 642 cod. proc. civ.


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