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Come tutelare i confini del fondo

18 Luglio 2020 | Autore:
Come tutelare i confini del fondo

In che modo il proprietario di un fondo agricolo può avere certezza dei confini

La proprietà terriera ha sempre rappresentato una rendita non trascurabile. Saper gestire adeguatamente una proprietà terriera è fonte di soddisfazioni economiche non indifferenti. Pensiamo ad un vigneto o ad un uliveto: vini ed oli di qualità rappresentano una fortuna. Ovviamente, occorre anche avere capacità imprenditoriali per gestire nel modo più efficiente un terreno agricolo e disporre di esperti in scienze agrarie è altrettanto importante. Insomma, una moderna azienda agricola, se condotta con esperienza e capacità, è senza dubbio un’attività lavorativa solida non solo per il proprio futuro e per quello della propria famiglia, ma anche per quello degli eventuali dipendenti.

Naturalmente, non deve essere trascurata l’incognita che sempre incombe sulle aziende agricole e cioè le vicende meteorologiche. Ma anche per questi eventi (alluvioni, siccità e simili) c’è sempre la possibilità di cautelarsi con polizze assicurative e, nel peggiore dei casi, le autorità pubbliche intervengono nella fase di ricostruzione. Detto questo, nell’articolo che segue ci occuperemo di come tutelare i confini del fondo. Cercheremo cioè di capire come il proprietario di un fondo agricolo possa fugare ogni dubbio sulla esatta estensione della sua terra nel caso in cui sorgano dubbi sui suoi confini. Non è un problema di poco conto perché non sono affatto rari i casi in cui sorgono liti anche accese tra proprietari confinanti in disaccordo sui rispettivi confini.

Cos’è l’azione di regolamento di confini?

Nel caso in cui ci sia incertezza sugli esatti confini tra due fondi confinanti, il proprietario di ciascuno di essi (o anche il titolare di diritto reale sul fondo come può essere l’usufruttuario o l’enfiteuta) ha la possibilità di rivolgersi al giudice affinché sia la sentenza a stabilire, in modo preciso, quale sia la linea di demarcazione tra le due proprietà.

La legge [1] stabilisce che questo tipo di causa, chiamata azione di regolamento di confini, può essere avviata:

  • per stabilire l’esatta linea di confine tra due fondi (linea fino a quel momento incerta);
  • oppure per determinare con certezza a chi appartenga una zona di terreno ben individuata (zona di cui sia incerta l’appartenenza).

In questo tipo di causa, ciascuna delle parti (sia chi ha iniziato la causa, sia chi è stato citato in giudizio) deve dimostrare l’estensione della sua proprietà con ogni mezzo ed anche quando nessuna delle due parti in causa fosse riuscita a fornire al giudice delle prove decisive, il giudice è comunque tenuto e obbligato a fissare i confini nella sentenza.

Solo in mancanza di qualsiasi altro elemento utile, il giudice potrà affidarsi nella sua decisione alle mappe catastali.

Se io ed il mio confinante siamo in lite perché non siamo d’accordo sull’esatta posizione del confine, possiamo rivolgerci al giudice perché sia una sentenza a fissare il confine in modo definitivo. Sia io che il mio confinante dovremo dimostrare, con ogni mezzo di prova, quale sia l’esatto confine ed a questo scopo potremo utilizzare testimoni, contratti di acquisto, fotogrammi scattati dagli aerei dell’istituto geografico militare, articoli di giornale.

L’azione di regolamento di confini presuppone che sia incerto il confine tra due fondi agricoli

Cos’è l’azione per apposizione di termini?

Nel caso in cui, i confini tra due fondi agricoli siano certi e non contestati, ma siano stati rimossi o siano diventati irriconoscibili, i segni che fissavano i confini stessi (ad esempio, un muretto a secco), il proprietario può chiedere al giudice, con la cosiddetta azione per l’apposizione di termini, che sia la sentenza a ordinare di apporre o ripristinare, a spese comuni, i segni che individuano il confine [2].

L’esigenza di far apporre i segni di confine tra due fondi confinanti è chiaramente quella di evitare sconfinamenti o impossessamenti di porzioni di fondi altrui.

In questo caso, entrambi i proprietari dovranno dimostrare che il confine sia certo ed individuarne la posizione. Sarà poi il giudice, sulla base delle prove fornite dalle parti, ad ordinare che siano apposti o ripristinati i segni di confine.

Siccome l’azione per apposizione di termini può essere avviata solo se il confine è già certo, è chiaro che assai spesso essa è avviata dopo che si è conclusa la causa per l’accertamento dei confini (cioè l’azione di regolamento di confine di cui abbiamo discusso nel precedente paragrafo).

Ma nell’ipotesi in cui durante il processo dovesse diventare incerto il confine (e ciò accade quando le parti in causa mettono in discussione la certezza del confine nei loro atti difensivi) allora automaticamente l’azione per apposizione di termini si trasformerebbe in azione di regolamento di confine ed entrambe le parti sarebbero tenute a dimostrare dove esattamente passa il confine tra le rispettive proprietà.

L’azione per apposizione di termini serve per apporre i segni di confine


note

[1] Art. 950 cod. civ.

[2] Art. 951 cod. civ.


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