Cronaca | News

Fase 2 e riapertura scuole: le decisioni del Governo

21 Aprile 2020
Fase 2 e riapertura scuole: le decisioni del Governo

L’opinione dei virologi sulle possibilità di ritorno in classe e le valutazioni del premier Conte nel piano per uscire dal lockdown che sarà illustrato in settimana.

In vista della Fase 2 che inizierà il 4 maggio, c’è ancora un grosso punto interrogativo sulla riapertura delle scuole. Il tema è particolarmente sentito perché con la prevista ripresa delle attività produttive in fabbriche, negozi e uffici si pone il problema per molte famiglie di come lasciare i figli a casa, specie se piccoli, mentre i genitori sono al lavoro.

Alcuni segnali sono favorevoli: “Gli indicatori ci mostrano che la circolazione del virus sta rallentando”, ha detto oggi Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, in collegamento con Agorà su Rai3, precisando però che “non dobbiamo dilapidare questa grande conquista fatta con il sacrificio di tutti, dobbiamo continuare a muoverci sperimentando, se non adottiamo tutte le misure di distanziamento sociale e non monitoriamo l’impatto delle misure che adottiamo, il Covid può tornare perché non è scomparso, è tra di noi, sta circolando”.

Anche il virologo dell’Università di Milano Fabrizio Pregliasco, concorda sul fatto che “Gli ultimi dati sono molto incoraggianti in vista della fase 2, ma attenzione a riaprire troppo i rubinetti: c’è il rischio di un effetto Singapore”, dice in un’intervista all’Adnkronos Salute.

Entrando nello specifico sul tema delle scuole – che alcuni Paesi europei come Germania e Francia intendono riaprire al più presto – l’esperto afferma: “non sono affatto convinto che sia una scelta giusta. Non è vero che i bambini sono immuni o che non trasmettono il virus”.

Poi c’è da considerare il fatto che “il ritorno a scuola metterebbe in circolo una massa di persone, tra genitori, insegnanti, addetti, personale”. Perciò Pregliasco si chiede: “Anche se non è facile far tornare al lavoro i genitori e tenere i bambini a casa, come si fa? Ci sono aspetti sociali di cui tenere conto, e serve una flessibilità che consenta alle famiglie di affrontare la fase 2 senza entrare in crisi”.

Soluzioni ancora aperte, quindi, ma rimane fondamentale, secondo Pregliasco, organizzarsi bene in vista di una seconda ondata di Covid-19: il periodo più temuto è il prossimo autunno-inverno. “Questo virus era sconosciuto e ci ha travolti, ora abbiamo imparato molte lezioni ed è fondamentale farci trovare preparati. Pensiamo alla vaccinazione antinfluenzale e anti-preumococcica per tutti, o almeno per le età più a rischio: non proteggono da Covid-19 ma almeno eviteranno dubbi diagnostici”.

Il problema di fondo delle riaperture dopo il lockdown – avverte Pregliasco – non solo scolastiche ma di tutte le varie attività in genere “è che non c’è un’indicazione scientifica univoca su come ‘riaprire i rubinetti’. È una scelta di responsabilità politica, che per quanto riguarda l’Italia deve essere condivisa con le Regioni, per evitare fughe in avanti che possono rivelarsi dannose per tutti. Ne stiamo uscendo – conclude Pregliasco – ma il virus non è sconfitto”.

Sembra consapevole di questo anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che oggi, rompendo il silenzio degli ultimi giorni, in un lungo post su Facebook ha annunciato che la Fase 2 inizierà il 4 maggio ma è ben consapevole di tutti i problemi in gioco, dal distanziamento sociale e interpersonale (molto difficile da mantenere quando si tratta di bambini) ai trasporti pubblici e agli assembramenti che si potrebbero creare nei vari luoghi.

Perciò non si è sbilanciato nell’anticipare chi e cosa riaprirà e quando, ma ha detto che “l‘allentamento delle misure deve avvenire sulla base di un piano ben strutturato e articolato” al quale gli esperti stanno lavorando per considerare “tutti i molteplici aspetti, operativi e scientifici”.  Il contenuto dettagliato di questo piano di riaperture lo avremo, assicura Conte, “prima della fine di questa settimana”.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube