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Coronavirus: i matrimoni rinviati al 2021

21 Aprile 2020
Coronavirus: i matrimoni rinviati al 2021

Il 70% degli sposi ha già deciso di riprogrammare la celebrazione delle nozze a una data post-emergenza. Difficoltà sugli ordini degli abiti da sposa e da cerimonia.

Sposarsi in videoconferenza non sembra possibile e farlo con la mascherina non è piacevole. Così molti prossimi sposi – per evitare l’incertezza su come e quando sarà possibile effettuare, in chiesa o al Comune, la cerimonia del matrimonio durante la Fase 2, con il successivo ricevimento al ristorante –  stanno decidendo o hanno già deciso di rinviare la celebrazione delle nozze al 2021.

È il quadro a tinte fosche che emerge dall’ultimo rapporto di Unimpresa Moda sugli Atelier Sposi, diffuso dall’agenzia stampa Adnkronos. L’associazione chiede al Governo un tavolo urgente di concertazione fra le associazioni del settore e i rappresentanti dei fornitori. Fotografi, fioristi, negozi di bomboniere, ristoranti e strutture ricettive e negozi di abiti da sposa sono tutti colpiti da questa emergenza causata dal coronavirus e dal conseguente lockdown.

“Interveniamo a favore degli Atelier Sposi facendo proprie le parole degli imprenditori del settore. La crisi che attanaglia il mondo della moda, a seguito alla emergenza coronavirus, vede il settore sposi molto colpito. La profonda crisi che ha colpito la vendita di abiti da sposa e da cerimonia è molto grave”, dice il presidente di Unimpresa Moda, Giancarlo Presutto.

La gravità della crisi emerge dal fatto che “il settore in questione è caratterizzato da stagionalità dove l’80% dei matrimoni (e quindi delle vendite) interessa il periodo che va da maggio a settembre, periodo altamente incerto e impattato dalle restrizioni legate al Covid-19 imposte dal governo che non ha varato alcuna norma specifica per il settore moda e dei matrimoni in particolare”.

Nel momento in cui stiamo scrivendo, infatti, le decisioni sulla Fase 2 ancora non sono state assunte e ci sono soltanto le prime anticipazioni del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ma non si conoscerà nulla di preciso prima della fine di questa settimana su quanto avverrà dal 4 maggio in poi.

Intanto la stagione nuziale 2020 è ormai entrata nel vivo – o meglio sarebbe dovuta entrare nel vivo ma non ha potuto a causa del lockdown in atto e sia gli sposi sia gli imprenditori del settore riscontrano “enormi difficoltà”.

Secondo Unimpresa Moda, “a causa delle restrizioni e dell’incertezza sul futuro, il 70% dei matrimoni 2020 è stato rinviato all’anno prossimo con un notevole impatto negativo sui ricavi del 2020″.

Ma anche sui restanti matrimoni al momento nulla è certo. “In alcuni casi – spiega Presutto – gli operatori del settore hanno ricevuto delle richieste di rescissione contrattuale accompagnate dalla domanda di restituzione delle caparre. Ragion per cui, le fonti di reddito in cui speravano gli imprenditori per il 2020 sono quasi totalmente svanite non potendo in alcun modo ricevere incassi, in genere coincidenti con la consegna dell’abito”.

Il presidente di Unimpresa Moda sottolinea anche “una serie di problemi tra i quali assegni che non avranno copertura, pretese di garanzie da parte del 90% dei fornitori, assenza di liquidità, complicate rimodulazioni dei piani di pagamenti. Tutto queste mentre la clientela potrebbe avanzare richieste di modifiche degli ordini in attesa delle nuove collezioni del 2021″.

Perciò, a giudizio di Unimpresa Moda “La riapertura delle attività produttive, se non sarà accompagnata dalla possibilità di celebrare matrimoni e organizzare gli eventi connessi, si rivelerà sostanzialmente inutile”.

Ma quale sarà la data futura in cui sarà possibile sposarsi senza restrizioni? Al momento non si sa e si possono formulare solo ipotesi, come le novità per le chiese che dovrebbero prevedere, per la Fase 2, celebrazioni in forma ristretta a cui potranno assistere solo gli sposi e i parenti, mantenendo il distanziamento e probabilmente con l’obbligo di indossare la mascherina. Analogamente, dovrebbe avvenire per le strutture di ricevimento e di festeggiamento, tenendo presente che un banchetto rischia di diventare un pericoloso assembramento di persone. Difficoltà e incertezze che hanno indotto molti sposi a riprogrammare la data delle loro nozze a tempi migliori.



1 Commento

  1. Il problema non è solo della moda ma di tutto l’indotto che le cerimonie portano. Compreso noi Wedding photographers ovvero che siamo specializzati solo in matrimoni.

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