Coronavirus, perché i neonati sono al sicuro

21 Aprile 2020
Coronavirus, perché i neonati sono al sicuro

Il caso del bambino nato positivo ad Aosta non deve allarmare: un esperto spiega il motivo.

All’ospedale di Aosta sarebbe nato un bambino positivo al Coronavirus. La notizia, al momento, non ha il crisma dell’ufficialità: non è stata confermata per motivi di privacy, ma non sarebbe il primo caso. All’ospedale Beaureguard di Aosta esiste un protocollo per cui le donne incinte alla trentottesima-trentanovesima settimana di gestazione vengono sottoposte a tampone per la diagnosi di Covid1-19.

La madre del bimbo aveva contratto la malattia: ha partorito la settimana scorsa, con 38 di febbre. Sottoposto a tampone subito dopo la nascita, l’esito è arrivato nel giro di ventiquattr’ore: esito positivo. L’ospedale ha dovuto riorganizzare la degenza nei reparti di Ostetricia e Pediatria per ridurre al minimo il rischio di contagi.

Ci sono però dei motivi per non lasciarsi scoraggiare, nel caso in cui il virus si trasmetta a bambini così piccoli. Ne ha parlato all’agenzia di stampa Adnkronos il neonatologo Fabio Mosca, presidente della Società italiana di Neonatologia (Sin), e responsabile della Neonatologia della clinica Mangiagalli di Milano.

“Il contagio in utero da una mamma positiva a Covid-19 è molto improbabile, quello post-partum è possibile, anche se nella maggior parte dei casi non avviene, rispettando alcuni accorgimenti. Non conosco il caso di Aosta, ma oramai alla Mangiagalli abbiamo una casistica di 22-23 neonati figli di mamme positive, tutti negativi finché erano in ospedale, e in seguito rimasti tali tranne uno. Dunque l’evenienza che possa esserci una trasmissione tra madre e figlio esiste ma è residuale, a patto di adottare criteri mirati a ridurre questo rischio al massimo”.

L’esperto ritiene che, quando si può, “l’opzione da privilegiare è quella della gestione congiunta di madre e bambino, per facilitare l’interazione e favorire l’allattamento al seno. Una cosa possibile quando una donna Sars-Cov-2 positiva sia asintomatica o paucisintomatica, o ancora in via di guarigione. Se invece la madre è positiva e ha un’infezione respiratoria pienamente sintomatica (febbre, tosse, secrezioni respiratorie) o in fase acuta, con compromissione dello stato generale, madre e bambino dovranno essere separati. Nella stragrande maggioranza dei casi alla Mangiagalli questo approccio, abbinato naturalmente al lavaggio delle mani e all’uso della mascherina, ha evitato la trasmissione del virus. In generale però è bene interrogarsi sempre prima di separare una mamma dal suo bambino: in caso di infezione il neonato sviluppa infatti una malattia banale o resta asintomatico, dunque è bene tener conto di tutti questi elementi e soprattutto dello stato di salute della mamma”.

Tutto questo, secondo Mosca, deve concorrere a tranquillizzare riguardo i rischi che i piccoli corrono, laddove contraggano il virus.



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